30/07/07

Jenna

La Virgin Comics, neonata casa editrice di fumetti americana, presto pubblicherà Shadow Hunter, graphic novel che narrerà le avventure di una supereroina scampata alla morte ma costretta a combattere contro i peggio demoni dell'inferno.
La protagonista avrà le sembianze di Jenna Jameson (qui in versione casta: artfiles.art.com/images/-/Jenna-Jameson---Close-Up-Poster-C12006356.jpeg), nota pornostar che di recente si è improvvisata scrittrice (?) dando alle stampe l'autobiografia Vita da Pornostar (che, se qualcuno mi conferma essere pieno di sconcerie come credo, leggerò volentieri ^^^).
Nel presentare il progetto Sharad Devarajan, boss della Virgin, afferma che "Jenna è un'imprenditrice che ha abbattuto molti tabù e ha costruito intorno al suo personaggio una vera e propria industria", e fin qui tutto bene.

Il problema dove sta? Nel fatto che per l'intera durata del fumetto non sono previste né scene di sesso né scene di nudo.
Con questo non voglio dire che un fumetto debba contenere per forza scene di sesso e di nudo, ma che è un'assurdità basare il personaggio su una pornostar se poi la detta pornostar non viene trivellata ogni tre pagine da un metro di trapano demoniaco in ogni buco.
Non riesco a farmene una ragione, possono sfruttare il corpo di Jenna e decidono in piena coscienza di non mostrarlo. Ma che hanno nella testa?
Pensate ai tanti fan della Jameson, pensate alla loro delusione nel leggere il fumetto: ovunque appaia, Jenna è nuda se non peggio, tranne qui. Cadono anche le ultime certezze. Cresceranno disadattati.

Secondariamente: fra tutte le belle donne fra cui potevano scegliere perché proprio Jenna? Che so, scegli La Jolie, la Aniston, Lady D, Madre Teresa e metti loro abiti più succinti del normale, sarà un successo (ecco, forse non Madre Teresa [anche se un fumetto con queste premesse lo comprerei a scatola chiusa]). Ma che senso ha rivestire una ragazza che trovi come mamma l'ha fatta in qualsiasi giornale?

Mah.

27/07/07

Pronti, via!


Una persona molto più celebre di me racconta che, una volta creato il suo blog, come primo messaggio scrisse: "c'è nessuno?" e aspettò tutta notte di avere risposte. Con sua grande sorpresa, le risposte arrivarono, e da allora furono moltissime.

Io di certo non starò sveglio tutta notte ad aspettare - non sono mica scemo, mi piace dormire ed è già piuttosto tardi - nè mi aspetto o ambisco ad accessi stratosferisci, ma l'idea del "c'è nessuno?" mi sembra un modo garbato per iniziare.

Pertanto salve, visitatore!