17/08/07

Chi tutto, chi niente

Ci sono storie che vengono riproposte in tutte le salse, sfruttando ogni media narrativo, ad esempio le fiabe.

Neverwhere (NessunDove in Italia) non è una fiaba, ma si sta esagerando.

Neverwhere è una storia "fantasy" di Neil Gaiman, ambientata principalmente in una fantomatica Londra Sotto, che ha la sua prima incarnazione una dozzina di anni fa come miniserie tv in 6 puntate per la BBC. Qualche anno dopo, sulla scia del successo di Sandman, Gaiman decide di farne un adattamento da libreria. Una specie di prova tecnica di romanzo. Meglio andare su un terreno sicuro per la prima volta, un po' come diventare sessualmente attivi giacendo col proprio cugino.
Il parto, malgrado tutto, è ottimo: il romanzo si lascia leggere che è un piacere e riesce a migliorare la già buona versione per il piccolo schermo.
Ma non è tutto.
L'anno scorso Neverwhere ha goduto di un adattamento a fumetti, che entro fine anno arriverà anche in Italia per i tipi della Planeta. Non l'ho ancora letto, ma le illustrazioni di Glenn Fabry mettono l'acquolina.

Ma, se già l'adattamento a fumetti è giustificabile solo perché non c'è due senza tre, la notizia che c'è una buona possibilità che ne venga tratto un film entro qualche anno è troppo.  C'è un limite a tutto. Basta!!

Mi incazzo perché mi conosco. Mi sorbirò per quattro volte la stessa storia, che alla fine avrò pagato l'equivalente di un'edizione  illustrata extralusso della Divina Commedia.

Bah.

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