30/12/08

ASQ E40

Special - Fear of Falling

"It is sometimes a mistake to climb; it is always a mistake never even to make the attempt."

[Dream, in cima a un monte.]


#40 - Convergence: The Parliament of Rooks

"Bodies are strange. Some people have real problems with the stuff that goes on inside them.
You find out that inside someone you know there's just mucus and meat and slime and bone.
They menstruate, salivate, defecate and cry. You know? sometimes it can just kill the romance."

[Eva racconta della seconda moglie di Adamo a un bimbo.]

20/12/08

"Il cunnilingus e la donna mestruata

Il cespuglio in fiamme non dev'essere consumato. (Per un elenco completo di regole e norme riguardanti sapete-che-cosa, vedi: APPENDICE F-ING.)"

Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata, Guanda, 2002.


Come al solito, prima di leggere un libro ho cercato qualche parere nella rete per capire se il libro potesse piacermi. La maggior critica che ho riscontrato riguardava il fatto che Foer cerchi di farsi apprezzare più per tecnicismi stilistici che tramite la storia. In pratica, una di quelle critiche piantate in aria senza motivazione che mi spinge ad acquistare il libro. Perché come possono preziosismi stilistici impoverire un'opera.
Poi invece scopro che è vero. *


I tecnicismi inficiano la storia. Sembra che l'autore voglia far vedere quanto sia bravo a inventarsi nuovi stili di scrittura. Inoltre, scopro che non saprei definire perché ho questa impressione, non tramite un estratto avulso dal contesto del libro. E anche la mia critica è immotivata.
A difesa di Foer, ci sono dei passaggi bellissimi, degli scorci di poesia, come quello riportato sopra (sì, non sono tutti a tema sessuale), che prefigurano il libro successivo, Molto forte, incredibilmente vicino, che è una splendida opera. Oppura un'opera che sfrutta tecnicismi che non hanno avuto il potere di infastidirmi.

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* Una cosa simile mi è accaduta leggendo la recensione di Come Dio comanda, di Nicolò Ammaniti. La recensione affermava che il libro sembrava scritto a tavolino. Io ho pensato: ma che critica è, e come fai a dire una cosa simile? Inoltre ogni libro è scritto a tavolino. Poi ho letto il libro, e ho capito cosa il recensore intendeva. Quando uno dei personaggi ritrova le chiavi della macchina  - che aveva buttato 20 anni prima in un fiume - in mezzo alla tempesta, con la piena e quasi affogando, la voglia di chiudere il libro è stata altissima. L'autore si è inflilato in un cul-de-sac impressionante e ne è uscito in modo più che artificioso, dato il tono realistico e plausibile del resto del libro.

08/12/08

Non scopate l'Australia

Pensavo che la differenza tra autore e persona fisica che scrive il racconto fosse la più difficile da comprendere in narrativa (per esempio: Nabokov non era un pedofilo, eppura ha scritto Lolita), ma mi sbagliavo. Gli Australiani pare abbiano difficoltà a distinguere tra Homer Simpson e il proprio vicino di casa.

La notizia è recente: un tizio che aveva nel pc delle immagini in cui Bart e Lisa scopano è stato arrestato per pedofilia. Secondo il giudice i cartoni animati possono essere legalmente considerati come persone. "Il solo fatto che abbiano quattro dita e che la faccia sia deliberatamente differente da ogni possibile essere umano non significa che non possono essere considerate persone."

Eggià.

Come aveva fatto il tipo che ora deve pagare $3000 di multa e non commettere altri reati per i prossimi due anni a non aver capito la differenza?

La deliberazione è talmente brillante che vorrei proporre ulteriori suggerimenti sulla falsariga agli amici giudici australiani; vorrei che considerassero che i personaggi di fumetti e libri uccidono spesso. Personalmente auspico vicino il momento in cui essi saranno processati per omicidio. Io da solo sarò stato testimone oculare di 10'000 omicidi. Li incastreremmo tutti!

La vera questione però è: come possono essere considerate eccitante le immagini di Bart e Lisa che fanno all'aMMore?

Questo post è uno dei tanti esempi della regola 34 di internet.

05/12/08

Effetti collaterali

Ecco cosa succede a installare l'opzione skype in Firefox
La voglia di chiamare il numero italiano e dire "Salve, lei sa che il suo numero di telefono corrisponde alle statistiche 2005-2006 di un oscuro giocatore di hockey di serie B svedese?" è fortissima.



Stats

27/11/08

Stralci di sesso

Hai un protagonista fallito che non riesce a portare a termine nulla e devi farlo zompare? Ecco come.

"Moses era certo che non appena l'avesse spogliata avrebbe trovato sulla schiena una cordicella con un anello all'estremità. Lui l'avrebbe tirata e lei avrebbe sbattuto le ciglia e cinguettato: "Mammina, ho fame."
[...]
"Quante volte ce la fai a venire alla tua età, tesoro? Avrei bisogno di saperlo, per non rischiare di rovinarmi i miei orgasmi multipli."
[...]
"Ci sei ancora?". Allungando la mano per tirargli fuori i testicoli, Darlene scoprì con costernazione che Moses ne aveva uno solo. "Santa polenta!" disse, con l'aria di una che in un negozio sia stata fregata sul resto.
"Cosa ti aspettavi, un grappolo?"
"NEANCHE PER IDEA!" esclamò Darlene, facendogli scorrere la lingua dal ventre alla gola, come se Moses fosse una busta da chiudere.
Ma intanto la macchina fotografica gli si era dolorosamente conficcata nella schiena. Moses la afferrò. "Perché te la sei portata?" le chiese tenendola in mano.
"Stupido, l'ho portata perché pensavo che di sicuro volevi fare qualche foto porno per ricordarti di me. Guarda!"
[...]
"Non riesci mai a finire quello che incominci?""

Stralci tratti da Solomon Gursky è stato qui, di Mordecai Richler, Adelphi, 2003

26/11/08

La donna come locus amoenus

Caretteristiche di un locus amoenus:

  • fiumi/fonti

  • vento

  • bosco/albero

  • prato e fiori

  • ombra

  • uccelli

  • frutti


Questi sette elementi soddisfano i cinque sensi e rappresentano i quattro elementi naturali.

Pare giusto, a questo punto, ritoccare appena appena parte di un locus amoenus descritto da Tiberiano nella sua prima carmina.

"Il suo corpo scintillava per l'olio, splendeva per il sole, e la boscaglia profumava del profumo che emanano le violette. In mezzo a questi doni di primavera, a queste gemme preziose, spiccava la regina di ogni fragranza, stella mattutina d'ogni colore, aureofiorita fiamma di Dione, l'odore di figa. Un boschetto rugiadoso spuntava dall'umido pube: il succo del piacere mormorava tutt'intorno, sgorgando da molteplici fonti, rivoli dal rapido flusso scorrevano con gocce cristalline; il muschio e l'edera allacciavano strette le grandi labbra. Fra queste ombre, tutti gli uccelli, più armoniosi di quanto si possa immaginare, ghorgheggiavano con rumorosi canti primaverili e con dolci sussurri; il mormorio del fiume canterino qui s'intrecciava al canto delle fronde; l'arioso monte di Venere aveva dato il via al canto. Così, chi passava di là, poteva godere."

In questo post vengono cambiate due parole due rispetto all'originale.

25/11/08

Adam Sandler

Perché Adam Sandler fa solo un certo tipo di film?
Perché non riesco a smettere di guardarli?
Perché il suo capo è David Hasselhof?

Ma nooo si è accelerato il sesso!
Stupido idiota.

Ma come farà Adam Sandler a mettere tutto a posto?
Non riesco a smettere di chiedermelo.

Tra l'altro, ma ha un nome nei film che fa o è sempre Adam Sandler?
Ogni volta che sento il nome del suo personaggio lo sostituisco in automatico con Adam Sandler.

Se lo avessero chiuso con la sua morte dopo l'infarto sarebbe stato un gran film.

Anche il secondo finale con la morte in strada era buonissimo.

L'hanno rovinato due volte!

Stupido film con Adam Sandler.
Ma hanno i titoli i film con Adam Sandler oppure si chiamano tutti "quel film con Adam Sandler che  XYZ"?
Il titolo vero di questo film è "Cambia la tua vita con un click" o "Quel film con Adam Sandler che può accelerarsi la vita?*

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*: Commenti durante la visione di "Cambia la tua vita con un click".

21/11/08

Gulliver e le sue pippe

I viaggi di Gulliver è un romanzo per bambini solo nella sua versione edulcorata. Almeno spero.
Perché se anche i bambini leggono la versione integrale... be' [questa frase andrebbe finita per rovinare la suspence].

Per capire meglio ci vuole una premessa:
I viaggi di Gulliver altro non è che satira sociale del settecento mista a parodia di Robinson Crusoe, ed è proprio questo intento parodico a rendere il romanzo inadatto ai pargoli.
Infatti, una delle caratteristiche principali di Robinson è quella di essere asessuato (letterariamente parlando. Il pene lo ho, ma non lo usa): per esempio non riesce a distinguere il sesso degli indigeni nudi e, a fine vicenda, racconta in ben due righe che ha avuto tre figli (o due? Non ricordo).
Insomma, Robinson non ha corpo, cosa parecchio inaudita nella letteratura inglese, dove se non metti una bella scopata in ogni tuo lavoro sei una specie di freak.
Gulliver, invece il corpo ce l'ha eccome, e la sfera sessuale è messa in risalto fin dalle prime pagine.

Per capire meglio ci vuole una premessa:
Robinson Crusoe si apre con una manciata di pagine in cui l'io narrante spiegadi chi è figlio e che ha fatto finora. Roba da ecchissenefrega. Lo scopo di questa manfrina è dare l'idea che Robinson fosse una persona reale, ben impiantata nella società. Benché noi oggi sappiamo che è stato un omino chiamato Daniel Defoe a scrivere il libro, nel settecento il libro è stato pubblicato a nome Robinson Crusoe e spacciato per vero. La cosa era possibile perché Robinson Crusoe è generalmente riconosciuto come il primo romanzo in lingua inglese, dunque non si avevano termini di paragone per capire se era vero o falso.
I viaggi di Gulliver si apre nello stesso modo: due o tre pagina in cui Gulliver farnetica su un certo padron Bates (o signor Bates, non so come sia stato tradotto in italiano), personaggio perfettamente inutile che non ricomparirà più in seguito. Swift fa come Defoe insomma, dà spessore al proprio personaggio, con il risultato che il lettore può scoppiare in un altro allegro chissenefrega e leggere in diagonale.
Saltando il gioco di parole osceno a pie' pari.
Il sedicente Bates, infatti, viene chiamato Mr. Bates, che letto per intero viene Master Bates.
Pronunciatelo.
Ah ah.
Non è abbastanza. Alla fine viene chiamato My good Master Bates.
Che grasse risate.

Poi niente, si continua con la storia. E Gulliver fa di tutto per raccontarci cose che potrebbe anche evitarsi, come descrivere la sua pisciata (-fiume, agli occhi dei lillipuziani), il suo cacare attaccato a una catena (arriva addirittura ad affermare che una manciata di lillipuziani prelevano il prodotto con un carrellino e lo portano via!) e il suo stare accavallato sui capezzoli di una donna gigante, lamentandosi di quanto sia brutta e porosa la pelle da quella prospettiva.

Tutto questo per ridare un corpo a Robinson, e alla letteratura inglese, che se si ritrova senza sesso per troppo tempo dà di matto.

Ah sì, i bambini. [questo richiamo dovrebbe essere concluso per dare un senso al tutto]

Questo post è basato sul nulla, in quanto chi cacchio ha mai letto I viaggi di Gulliver in originale, potendosi così godere il giochino sconcio?

06/11/08

Un popoli di imbecilli

I Norvegesi - o quelli che abitavano nell'odierna Norvegia - nell'800.
Sentite cosa facevano quando moriva uno di loro.
- lo tenevano esposto per un mese in casa, anche due. Per i nobili 6 mesi.
- per tutto quel tempo dilapidavano le sue ricchezze in alcool e giuochi per la veglia funebre.
- il rimanente, sempre che qualcosa rimanesse, veniva posto in 5-6 mucchi dal valore crescente su una linea retta entro un miglio dal villaggio, con il mucchio più ricco nel punto più distante.
- Dei perfetti sconosciuti a cavallo venivano posti a 5-6 miglia dal villaggio. Il più veloce ad arrivare si beccava il bottino grosso, il secondo il secondo mucchio e così via.
- i perfetti sconosciuti potevano tenersi i soldi del morto.
- Ai parenti restava, bene che andasse, l'odore di cadavere in casa.

Questo post non ha parole.

 

03/11/08

Ladri bastardi

A Zurigo ovviamente.
Sono stato soggetto a usura legalizzata.

Vado alla libreria inglese, ben fornita. Volevo prendere un libro. Un hardback. Un'eccezione alla regola giusto perché l'autore li vale tutti. Entro tranquillo: due settimane fa il libro era al numero uno in America, vuoi che non ce l'abbiano?
Ce l'avevano.
Ma mica l'hardback classico. Noooo. Di quello manco l'ombra.
Avevano solo una decina di copie della rarissima edizione di lusso con cofanetto numerata in 1500 copie firmata dall'autore e firmata dall'illustratore.

Al triplo del prezzo.

Preso dal panico, chiamo la girl.
- Ué girl, che faccio?
- Ma %-*)!
Capisco che mi invoglia all'acquisto.

Ancora dubbioso, prendo il libro e lo tasto, tanto per temporeggiare. Lo rimetto giù. Un commesso mi guarda strano.
Mi viene da piangere. Sta sicuramente pensando che non me lo posso permettere. Ora mi tocca comprarlo per davvero.

Mi avvicino alla cassa, cupo, abbracciando il libro in gesto di estrema difesa. Aspetto solo che lo stronzo smetta di fissarmi sorridente per lanciare il libro e fuggire per le scale.
- Questo - gli dico.
- Lo sa che è la rarissima edizione di lusso con cofanetto numerata in 1500 copie firmata dall'autore e firmata dall'illustratore? - sorride.
- Lo so.
- Se vuole c'è la possibilità di ordinare l'edizione normale - non sorride più. Ghigna.
- Sa cosa? Già che ci sono, ne prendo due.

Ma porc.

Questo post non la conta giusta (e ha un titolo a effetto per richiamare la peggio gente).

02/11/08

Teatro

"IL PADRE (con dignità, ma senza alterigia)      Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre 'qualcuno'. mentre un uomo [...] può non essere 'nessuno'."

Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d'autore, Einaudi, 1993.


Quando si dicono le coincidenze. Oggi leggo Pirandello e guardo una puntata di South Park in cui si tratta lo stesso tema ivi riportato. Più precisamente, in South Park uno dei ragazzi fa notare come alcuni personaggi di fantasia siano ben più importanti al mondo che molte persone reali. Ecco la citazione originale:

"General: If I'm not mistaken, you're the one who bet leprechauns aren't real. So why do you care if something happens?
Kyle
: Because I--Because I think they are real. It's all real. Think about it. Haven't Luke Skywalker and Santa Claus affected your lives more than most real people in this room? I mean, whether Jesus is real or not, he's had a bigger impact on the world than any of us have. And the same can be said for Bugs Bunny and Superman and Harry Potter. They've changed my life, changed the way I act on the earth. Doesn't that make them kind of real? They might be imaginary, but they're more important than most of us here. And they're all gonna be around till long after we're dead. So in a way, those things are more realer than any of us."

È un paradosso affascinante. Una manna per nichilisti. Una disgrazia per narcisisti.

Io sono meno importante di Winnie the Pooh. Di Pikachu.
Dei Teletubbies.

Ma che cazzo.

In questo post, paradossalmente, affermazioni sulla realtà vengono postulate da caratteri immaginari (crederete mica che l'io di questo blog sia io in persona?).


25/10/08

Cult

L'abilità dell'uomo a unirsi in gruppi d'interesse è sconcertante.

Tanto quanto la stronzaggine di chi di questi gruppi fa parte.

Tutti abbiamo provato a chiedere a un amico/a con i gusti simili ai nostri un consiglio in ambito musicale-letterario-artistico.
In risposta, solitamente, si ottiene un nome sconosciuto ai più. E vien da chiedersi perché.

Perché il nome sconosciuto è un modo indiretto di dire "ma quante ne so?" e far sfoggio di cultura superiore, vantandosi.
Esempio:
- Che mi consigli?
- Mhm, direi XYZ!
- Chi?
- Non hai mai sentito parlare di XYZ?!? Ma dai, è un must have! Devi assolutamente recuperarlo [Sghignazza beffardo con espressione sorniona. Il volto irradia gioia e superiorità].

Ovviamente a parti inverse, facciamo la stessa cosa. E lo sguardo perso del richiedente ci scalda il pancino.
Infatti, in cerca di accettazione, propino quanta più roba alla Girl, rimanendoci invariabilmente malissimo quando vedo che non gliene può fregare di meno. Ogni volta che penso che ha iniziato e mollato Sandman mi vengono i crampi. Beninciso, lei fa la stessa identica cosa, credo restandoci anche peggio, perché io sono molto più de coccio.

Comuque. Questo fatto crea interessanti corollari.


  • Ma quanto girano le palle quando il tuo artista preferito, che praticamente conosci solo tu, diventa famoso ed è sulla bocca di tutti? Io per esempio ci ero rimasto malissimo quando tutti cantavano Shpalman degli Eelst qualche anno fa, gridando al miracolo. Ma come vi permettete? Ma con che diritto? Ma che ne volete sapere? Eppure fino a qualche mese prima cercavo di farli conoscere a tutti. Mboh.

  • Che rabbia quelli che non ti danno soddisfazione! Consigliano, ma non ci pensano un attimo a seguire i tuoi. Ultimamente ne ho uno che frantuma le palle con John Doe (a ragione, perlaltro. Parrebbe figherrimo): ma quanto mi piace John Doe?; Guarda, sto leggendo John Doe [mi butta il fumetto]!; Quando vuoi passa pure a prendere i primi numeri di John Doe. Se non ce la fai, te li porto a Zurigo (il fatto che non glieli abbia mai chiesti non pare turbarlo). Tzk. Mai però che abbia neanche provato a leggere nulla di Neil Gaiman. Anzi, quasi quasi gli sputtano la storyline, giacché lui è tipo al numero 20 e io so cosa succedede dopo grazie a un giretto in rete.

  • Quello che ti viene consigliato è sempre carissimo! Un gruppo con alle spalle 16 cd, un autore che ha scritto una saga in 10 libri, una serie di fumetti al numero 75 (John Doe^^), eccetera. È una costante.

  • Quello che consigli è sempre carissimo (per ripicca. È un circolo vizioso.O virtuoso, dal punto di vista del commerciante).

  • Se segui il consiglio sei sotto pressione, e quanto consigliato rischia di piacerti per forza. Per esempio perché pensi di passare per stupido a non fartelo piacere.

  • Ultimo ma non ultimo (mhm, in inglese viene meglio), il consiglio non richiesto. Una delle cose più fastidiose al mondo. Di solito la catchphrase è "sono sicuro che questo ti piacerà tantissimo". Nàni, se sono sicuro che mi piacerà tantissimo è più che probabile che abbia già letto/ascoltato/apprezzato quanto mi proponi, perciò zitto e cuccia.


Insomma, che palle i consigli.

Ecco i miei (resto in ambito italico):

Miusik: Il genio - pop porno; Mercanti di liquore - Lombardia, C.S.I. - Cupe vampe.
Muviz: Il sapore del sangue.
Sitkom: How I met your Mother.
Dramedy: Californication.
Buks: Tullio Avoledo.
Komix (qui è facile, perché Bonelli e Topolino a parte è praticamente tutto underground. Quindi serve qualcosa di culto persino nell'ambiente di culto): Daw - "A" come ignoranza, Pandalikes.

Questo post si differenzia perché è tutto rintracciabile a prezzo irrisorio.

23/10/08

Vi apro un mondo

Sul sito ufficiale di South Park, a questo link, tutti gli episodi online integralmente, gratis e in ottima qualità, al misero prezzo di 3-4 pubblicità di 30 secondi 30 per episodio.

Ma che figata.

Corretevici.

22/10/08

Domanda #14 ("cazzata o stronzata?")

E dopo aver citato Luttazzi citerei un detto storpiato: "non esistono domande stupide, solo persone stupide."*

Questo era South Park.

Comunque, la domanda odierna non ho ancora capito se sia profondamente stupida o ineffabilmente brillante.

L'ho provata su qualche cavia. Ho potuto constatare quattro tipi differenti di reazione.

1) Sguardo bovino, se non arrogante, a significare "che è 'sta stronzata?". Poi risponde, mandandomi anche a cagare.
2) Sguardo corrucciato, a significare "cazzo, questa è difficile", che poi si distende, a significare "Ah no è una cazzata." Poi risponde, chiedendosi perché cavolo ci ha anche perso tempo a pensarci su.
3) Riposta pronta e decisa a bisillabo, a significare l'una o l'altra possibilità.
4) [Squittisce. Rosicchia del formaggio.]**

I risultati sono contrastanti. Per amore di scienza ho anche considerato che il topo volesse comunicarmi qualcosa, così ho ripetuto la domanda levandogli il formaggio e sostituendolo con dell'acqua (capirai a breve). Stavolta niente squittio, ma ha fatto il bisogno grosso sulla mia scrivania.

Insomma, magari questa domanda definisce se il rispondente è più legato alla modernità solida o alla modernità liquida (moderno e post-moderno, rispettivamente), oppure se il rispondente ha la coda di paglia rispetto alla propria massa corporea. Oppure chiarisce che io sono uno stupido (ma è improbabile. Abbiamo già definito chi è lo stupido). Chissà.

Bene, dopo tutto questo hype eccola, la domanda, che però non sarà mai all'altezza delle aspettative che ho creato in te con la premessa. Giudica tu sei hai sprecato due minuti o se ti ho aperto un mondo (nel primo caso, ti ricordo che solo il topo è autorizzato a fare il bisogno grosso sulla mia scrivania):

In vita tua, hai avuto più fame o più sete?

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* In questo caso la persona stupida sei tu, lettore. Perché mi stai ad ascoltare.

** Non capisco. Ogni ricerca scientifica seria si basa sulla reazione dei roditori a stimoli indotti. Dove minchia ho sbagliato io?

21/10/08

Letterature

A ciascuno la sua, tranne la Svizzera, che vivacchia su, rispettivamente, quella italiana, quella tedesca, quella francese.
Ciò mi permette circa di fare da arbitro e analizzare le due letterature che sto studiando: quella italiana e quella inglese.
Diciamolo subito, quella inglese è decisamente più interessante.

E sì che gli italiani erano partiti bene, con quel regno del terrore che è l'inferno di Dante e con quello sporcaccione del Boccaccio. Ma poi... (sbadiglio)... salvo forse Ariosto, che a doppi sensi se la cavava assai bene.
In somma sintesi il canone letterario italiano è un palla portentosa. Prima spia? Dante stesso. Purgatorio e Paradiso sono zzzzzz.

Persino a livello d'interesse biografico in Italia si langue. Di Dante si sa nulla; Boccaccio amava le donne in carne; Petrarca zompa a destra e a manca per un periodo, bullandosi, ma poi se ne pente e ritratta (cfr. il Canzoniere); Ariosto si lamenta che voleva solo starsene a casina a scrivere; Machiavelli afferma che a casina a scrivere col cazzo che ci vuole stare; lui vuole fare alla guerra. Si salvano in pochi: Foscolo in parte, più per la povertà e la morte a Londra, e, ovviamente, il gran porco, D'Annunzio. Che non si limita a scopare. Lo fa strano (Ma non troppo, la storia della costola è 'na cazzata). E quando non lo fa strano invade città (me lo vedo a Fiume, di campanello in campanello a comunicare che, be', sì, signora, io e questi "quattro gatti" vi avremmo conquistato).
Persino un libro che esagera queste tendenze con intento umanizzante non  arriva manco lontanamente agli eccessi dei colleghi scrittori d'oltremanica.

L'unica cosa che salva gli italiani è lo stile, inarrivabile a prescindere, tanto da esser stato copiato in mezzo mondo*.

I due principali fattori che mi rendono preferibile la letteratura inglese a quella italiana sono i temi trattati e la biografia degli autori.

A livello di tematiche abbiamo Shakespeare che per certi versi è moderno ancora oggi. Otello è nero. Amleto è pazzo forte e ha un umorismo nero assai pungente. Romeo e Giulietta non posso fare a meno di inserire doppi sensi in più o meno ogni frase, e così gli altri comprimari. Poi c'è Milton, che riempie i buchi della Genesi, descrivendo affascinanti orde infernali e facendo scopare Adamo ed Eva. Inoltre, rende simpatico Satana, tanto quasi da schierarsi dalla sua parta. Praticamente inventa il topos del cattivo birbone ma in fondo amabile. C'è Aphra Behn, che nel descrivere mutilazioni e distacco dei genitali sta ai livelli di Tarantino. E, immagino, parecchi altri. (Al momento sono a fine 1600 con gli studi, di più, ancora, nun so).

A livello biografico, poi, non c'è battaglia. Shakespeare che è avvolto per certi versi in un alone di mistero (alcuni sostengono addirittura che si tratti di nom de plum usato da vari autori dell'epoca). John Donne che metteva una marea di religione nelle sue poesie amorose e una discreta dose di sesso nei suoi sermoni religiosi. Aprha Behn che faceva la spia a tempo perso e che ha fatto storia per i diritti delle donne (prima donna a ricevere soldi per le sue piéces teatrali). Ben Jonson che ha ucciso DUE uomini! Lord Byron che è quanto di più promiscuo si fosse mai visto. Milton che vive vent'anni in cecità e che giustifica intellettualmente la decapitazione di un re.
Voglio dire, ma quanto è figo? Metà dei sopracitati ha passato parecchio tempo al gabbio, ed è un fatto marginale in confronto al resto delle loro vite!

Persino a livello di episodi ne escono meglio. Quanto è bella l'immagine di Lord Byron, Mary e Percy Shelley, e Polidori che si sfidano a creare la storia più orrorifica, dando luogo ad almeno tre capolavori?

Poi guardi a Leopardi che si lamenta per la gott(bb)a e ti cascano le palle.


Questo post insegna.


Ps: allucinante in quanti si chiamino 'John' da quelle parti.

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* NB: gli inglesi hanno cominciato a produrre qualcosa nel 1500 circa. 300 anni dopo gli italiani. Ma non è colpa loro. Prima parlavano un'altra lingua (cfr. Beowulf)!

01/10/08

Domanda #13 (problemi di logica)

Che senso ha mandare in onda il martedì sera una trasmissione chiamata Saturday night live?

Edit: be', se non altro ci hanno scherzato su.

20/09/08

Dove sarò domani

Riporto da MilanoNera:

"Domenica 21 settembre 2008, ore 17.30

Libreria Feltrinelli, Corso Moro 3, Varese



Incontro con
I Finalisti del Premio Chiara Giovani 2008
alla nuova Libreria Feltrinelli di Varese



Conduce Matteo Inzaghi



L’Associazione Amici di Piero Chiara con la preziosa collaborazione della Libreria Feltrinelli di Varese organizza per la prima volta nella nuova libreria del centro città, un incontro con i Finalisti del Premio Chiara Giovani 2008.
Sarà un’importante occasione di conoscenza dei giovani scrittori, prima che la Giuria Popolare esprima il suo voto.
I ragazzi avranno la possibilità di confrontarsi con il pubblico parlando dei loro racconti e di rispondere alle domande e alle curiosità dei presenti.



Si ricorda che hanno partecipato al Premio Chiara Giovani 2008 ben 195 racconti provenienti da tutta Italia, da Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Campania, Basilicata, Sardegna, Sicilia, oltre che dal Canton Ticino.
Come ogni anno il concorso era dedicato a giovani tra i 15 e i 25 anni che erano invitati e produrre un racconto della lunghezza massima di 6000 battute dal titolo:
“Parla con me” dialogo, lettera, e-mail, telefonata…



La giuria lettararia, composta da Raimondo Malgaroli, Caterina Moglia, PierPaolo Pedrini, Silvio Raffo ha selezionato 36 racconti che sono stati pubblicati in un volume, edito dall’Associazione Amici di Piero Chiara dal titolo “Parla con me” dialogo, lettera, e-mail, telefonata… .
Il volume è stato inviato alla Giuria Popolare del Premio Chiara composta da 200 lettori italiani e ticinesi che voteranno il Vincitore.



La premiazione dei vincitori del Premio Chiara Giovani 2008 si terrà Domenica 19 ottobre 2008 alle ore 16.00 presso Villa Recalcati, piazza Libertà 1, Varese e sarà condotta da Betty Colombo.



Tra i 36 finalisti del Premio Chiara Giovani 2008 saranno presenti all’incontro:
Mattia  Bertoldi - Vezia (CH), Claudia Bonsi - Sarezzo (Bs), Giada Bossi - Cunardo (Va), Norma Bossi - Cazzago Brabbia (Va), Federica Calzana - Brissago (Va), Maria Fabia Crosta - Malnate (Va), Eliana DeCaro - Varese, Letizia Lanzarotti - Dorno (Pv), Francesco Morosi - Gemonio (Va), Elena Motta - Cesano Maderno (Mi), Ilaria Pertusi - Varese, Filippo Pozzoli - Merone (Co), Giulia Pretta - Pavia, Ileana Sapia - Limbiate (Mi), Pauline Sautebin - Villa Luganese (CH), Lucilla Scolaro - Vedano Olona (Va), Thelma Scott - Fagnano Olona (Va), Federico Storni - Bigorio, Svizzera, Fabiana Testori - Agra (CH), Lara Treppiede - Gazzada Schianno (Va), Andrea Verdino - Milano."

14/09/08

Aspettando Salinger

È morto impiccato David Foster Wallace.
In una notizia non correlata, improvviso e selvaggio party oggi alla sede principale della casa editrice Einaudi.

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Ciao David, grazie per i libri.


Questo post lacrima un pochino.

08/09/08

Ghgh, Guass

C'è poco da ridere, in realtà. Siamo al matrimonio dell'uomo. Al brindisi.

"Gauss si alzò, sorseggiò dal suo bicchiere e disse che non si sarebbe mai aspettato di trovare qualcosa di simile alla felicità e, a essere sinceri, non è che ci credesse davvero. Aveva piuttosto l'impressione che si trattasse di un errore di calcolo, uno sbaglio di cui sperava che nessuno si sarebbe mai accorto. Prese di nuovo posto e si meravigliò degli sguardi increduli con cui gli altri lo fissavano. A bassa voce, chiese a Johanna [la sposa] se avesse detto qualcosa di sbagliato.
Nooo, ma cosa dici, rispose lei. Era proprio il discorso che sognavo per il mio matrimonio."

da La misura del mondo, di Daniel Kehlmann, Feltrinelli, 2008.


Gauss non ha colto l'ironia, così come non riesce mai a coglierla Alexander von Humboldt, l'altro protagonista di questo gioellino tedesco.
Vivi, sii grande e infelice, faceva dire alla Natura il Leopardi nello stesso secolo in cui si muovono i due protagonisti, due delle menti più brillanti che abbiano mai calcato questo pianeta. Uno è il fondatore dell'università moderna, mica bruscolini [Edit! ho confuso gli Humboldt! Quello dell'università è Wilhelm, il fratello maggiore di Alexander].
Grandi e infelici pure loro, perché incapaci di relazionarsi con le persone che hanno attorno, complice una mente che funziona in modo differente, che ricerca altri interessi e non si esaurisce nel sociale (non sfiorandolo nemmeno), andando oltre.
E sullo sfondo un mondo che ha sete di conoscenza, un mondo vergine tutto da teorizzare e da esplorare.
Un mondo da misurare e  rendere più ordinato, più comprensibile, per tutti noi. E fanculo alla felicità.

Questo post suscita ammirazione e rispetto.


Acqua e onanismo

Tu, forte masturbatore che giungi su questi lidi fra una pausa ricreativa e un'altra, ascolta quel che ho da dirti.
Devi essere sensibilizzato, non ci piove.
Specie tu, giovane forte masturbatore che vivi ancora coi genitori.
Ma anche tu, nervoso forte masturbatore che convivi o sei sposato.
Voi tutti, forti masturbatori, che dopo esservi sciolti nell'orgasmo avete la necessità di nascondere il fazzoletto* che cela il succo del vostro amore per voi stessi agli occhi di terzi.
Non gettatelo nel water.
Nel farlo sporcate dai quattro ai dieci litri d'acqua, a dipendenza che abbiate il water moderno che ha il pulsante di ridotta per quando si fa solo la numero uno o meno.
All'incirca il fabbisogno giornaliero di un bambino che non ha accesso all'acqua potabile.
Non diventare assassini in potenza è facile, e divertente. Fate come me: nascondete il prodotto in fondo al cestino, dove nessuno andrà a cercarlo.
Poi, soddisfatti, leccatevi le dita, ché chi non si lecca le dita...

Questo post trasuda.

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*Dò per scontato l'uso del fazzoletto, altrimenti lo scenario diviene grottesco e un pelo disgustoso.

04/09/08

Eroismo

Ieri ho salvato una vita.
Scena tipo film, tipo cliché.
Bambino che rincorre la palla, macchina in arrivo.
Mi son buttato e l'ho tratto in salvo.
Lui, nulla. Io, un occhio nero.
Un occhio nero da andare orgogliosi.
Mica procurato facendo a pugni o, non sia mai, camminando di notte al buio mezzo ubriaco e colpendo in pieno un filo per la biancheria steso a mezz'aria fra due alberi nel giardino della casa dove pernottavo.
Nono.

Questo post fuorvia per farsi capire.

02/09/08

A proposito di cacca

(vedi post precedente)

La girl mi ha fatto notare che ultimanente paragono tutto alla cacca.

Io ho riso, e negato, come quella volta che l'avevo fatta fuori dalla tazza perché avevo la diarrea fortissimissima e avevo un solo recipiente per contenere vomito ed escrementi e solo che vomitavo e cacavo assieme e ho dovuto scegliere.

Oh, merda.

Questo post è una scoreggia nel web.

Caccole!

Se ne leggono di tutti i colori, ultimamente. Ricordo che un paio d'anni fa, nell'ultima pagina del Corriere del Ticino, leggevo di una ricerca che affermava che abbrustolire i toast aumentava il rischio di cancro. La settimana dopo, stesso luogo, leggevo di un'altra ricerca che affermava che il pane da toast 'crudo' aumentava il rischio di cancro.
Mai fidarsi di un toast, specie se ti punta la ragazza.

Comunque.

Quest'ANSA tedesca le batte tutte (libera traduzione):

CALIFORNIA - una recente ricerca ha dimostrato che il muco nasale rafforza il sistema immunitario. Ciò è reso possibile dal fatto che il muco che viene trattenuto dai peletti del naso contiene principalmente batteri espulsi dall'organismo in percentuale bassa a sufficienza poiché sia possibile ingerire il prodotto senza effetti collaterali. Anzi, il muco ingerito agirà sull'organismo come una vaccinazione (il vaccino è solitamente composto da una bassa percentuale di agenti patogeni infiacchiti atti a creare gli anticorpi necessari per quando verrà il momento).
I vantaggi dell'ingerimento di - chiamamole con il loro nome - caccole sono molteplici, su tutti il fatto che esse sono gratis e abbondanti. Per contro, ci sarà da vincere il secolare scoglio culturale che vuole che sia brutta cosa infilarsi le dita nel naso, e cosa ancora peggiore assaggiarne il contenuto. Gli esperti dichiarano che ci vorrà un mezzo secolo buono a superare i retaggi culturali, per poi arrivare a un punto in cui chi ha nasi più capienti passerà senza scandalo le proprie caccole ai meno abbienti dal naso minuto.
Il vero punto a sfavore dell'ingerimento di caccole è il non sapere contro quali batteri ci si sta immunizzando. Gli autori della ricerca, in mancanza di un metodo sicuro, consigliano di aumentare le possibilità esponendo chi ha maggior bisogno di vaccinazione - i bambini - agli sternuti di persona già malate. La distanza da mantenere è direttamente proporzionale alla pericolosità della malattia: si va dalla distanza pulviscolo per l'influenza ai 42 metri per il colera.
Un ultimo scoglio da superare è il sapore della caccola. Da parte loro i ricercatori affermano che comunque le medicine non sono mai buone, arrivando a definirle "un male necessario", e citando anche il lungometraggio divulgativo Mary Poppins. In ogni caso MUno COstello, a capo del progetto di ricerca, sta scrivendo un libro in cui si potranno trovare consigli preziosi per aromatizzare il proprio muco nasale. Alla richiesta di esemplificazioni il sig. Costello ha risposto che, per esempio "sarà importante che i genitori preparino al meglio le proprie caccole per il bambino. A loro Consiglio di fumare e bere in gran quantità la sera prima per poi estrarre un muco denso e solido - quindi molto concentrato - il mattino dopo. Personalmente, ma questo nel libro non lo trovate, consiglio anche di far accompagnare le caccole del bambino con whisky in abbondanza, di modo che il pargolo rimuova l'esperienza una volta cresciuto e non vi possa denunciare per le schifezze che gli avete indotto in gioventù."

Questo post è aromatizzato alla cacca.

01/09/08

Datti all'ippica

Si dice che un bravo scrittore sia capace di rendere interessanti le peggio stronzate.
Ecco un grande scrittore.
(sì, ultimamente vado sui classici moderni, o comecavolo si chiamano.)

"un giorno alle corse vi insegna più di quattro anni all'università. se mai insegnassi scrittura creativa, inviterei i miei allievi a recarsi all'ippodromo una volta a settimana e fare almeno una giocata da 2 dollari per ogni corsa. sul vincente. non sui piazzati. chi gioca i piazzati è uno che avrebbe preferito restare a casa, ma poi è andato lostesso alle corse.
i miei allievi diverrebbero senz'altro più bravi a scrivere, anche se molti di loro comincerebbero a vestire in modo trasandato, e dovrebbero magari andar a piedi.
mi ci vedo, insegnante di Scrittura Creativa.
- com'è andata, Miss Thompson?
- ho perso 18 dollari.
- su chi ha puntato nella corsa clou?
- su One-Eyed Jack.
- scelta scema. il cavallo rendeva 5 libbre, il che attira la folla, ma significa anche un passaggio a classe superiore. e un surclassato vince solo quando è giù di giri sulla carta. invece One-Eyed Jack aveva fatto registrare ottimi tempi, altro motivo di attrazione per la folla, ma tali ottimi tempi si riferivano a un percorso di 6 furlongs e, su tale distanza, la velocità è sempre più elevata, rispetto a quella che si realizza su altre piste. Inoltre, quel cavallo aveva risalito sei posizioni, quindi, ragionava la folla, avrebbe ben figurato sul miglio-e-un-sedicesimo. ma One-Eyed Jack non vince una corsa con 2 curve da due anni. e non è un caso, questo. quel cavallo è uno scattista, e solo uno scattista. che sia arrivato ultimo, a 3 a uno, non sorprende.
- com'è andata a lei, professore?
- ho perso 140 dollari.
- su chi ha puntanto nella corsa clou?
- su One-Eyed Jack. la lezione è finita."

Charles Bukowski, da Addio Watson, in Storie di ordinaria follia (erezioni, eiaculazioni, esibizioni), Feltrinelli, 1978.


Sottigliezza del Bukowski personaggio/narratore: per quanto si sforzi, per tutto il casino che faccia e per tutte le situazioni bislacche in cui si trovi, non fa mai del male a nessuno; solo a se stesso. Non è una cosa banale da sottolineare in quanto praticamente tutti quelli che gli ronzano attorno (o quelli a cui lui ronza attorno) sono bravissimi a inabissarsi da soli, ancor peggio di Bukowski stesso.
 Magari porta sfiga.


27/08/08

Vatti a fidare delle suore

"Estella era ad attendermi alla porta, e sorrideva.
- Vuoi baciarmi? - mi chiese.
La baciai sulla guancia che mi aveva offerto; credo che per baciarla sarei andato in capo al mondo. - Ma sentii che era un bacio concesso come un'elemosina al figlio di povera gente, al rozzo, ignorante tapino che ogni tanto capitava lì, per ordine e per capriccio di altri, e non più."*

Charles Dickens, Grandi Speranze, ed. Paoline, 1966.


Questa copia vetusta di Grandi Speranze l'ho trovata su una simil-bancarella di libri usati in cui i libri si pagano al chilo. Probabilmente a comprare il vero Grandi Speranze avrei speso un attimo di più, poiché la copia che mi è capitata in mano è una riduzione (probabilmente per ragazzi). Che si trattasse di una riduzione l'ho capito da me, leggendo, ché sul libro non c'è traccia della cosa, tranne che in piccolo a pag. 5, a fianco dell'autrice della riduzione.

Praticamente non sto leggendo Dickens, ma l'idea che la riduttrice ha del romanzo di Dickens. Una specie di riassunto di 250 pagine. Si aggiunga pure che le edizioni Paoline fanno testo alle suore Paoline et voilà.
Che poi la forza di Dickens sta nella caratterizzazione dei personaggi, dai protagonisti ai comprimari. Cosa vuoi che resti di tutto ciò in una riduzione?
Si perde anche tutto il pathos, in un modo quasi grottesco.

In pratica, ho preso una fregatura. Soprattutto perché so già che non avrò mai voglia di andare a rileggere il Grandi Speranze "originale". Ciò significa che la mia idea del romanzo di Dickens rimarrà quella di una storia senza approfondimenti e vagamente ricristianizzata (miologismo). Bene.

Questo post è come da titolo.



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*: per inciso il narratore non parla per metafora, bensì esprime esattamente la sua situazione  sociale rispetto a quella di lei. Il che è una bella ventata di aria fresca dopo aver letto di centinaia di baci chiesti da ragazzi disperatamente innamorati e concessi da ragazze che innamorate non lo sono ma accettano il bacio perché è più facile che dir di no; per noia; per trastullarsi un po'; o per cattiveria pura e semplice. Se ci si pensa, la situazione è la stessa di quella qui riportata, solo che una è in metafora e l'altra no.

24/08/08

Dare il culo

L'ultimo taboo. Momento importante.

"Le volte che gli andava bene col sesso, a Spud, in genere succedeva grazie a qualcuno con una volontà più forte della sua. E anche quelle volte c'era sempre il rischio di un disastro, non ci mancava mai molto. Una sera LauraMcEwan, una ragazza con una reputazione terrificante in fatto di sesso, se l'era acchiappato in un pub di Grassmarket e se l'era portato a casa.
- Voglio che mi svergini il culo - gli aveva detto.
- Eh? - Non ci poteva credere, Spud.
- Voglio dire che mi scopi in culo. Non l'ho mai fatto con nessuno da quella parte.
- Ah, beh, direi... beh, bell'idea, eh, non per dire...
Spud si sentiva molto speciale, un privilegiato. Sapeva che Sick Boy, Renton e Matty ci erano già stati tutti, con Laura. Lei era il tipo che si metteva in un gruppo, si scopava tutti i maschi e poi passava a un altro. Ma la verità era che nessuno di loro aveva mai fatto quello che stava per fare lui.
Però c'erano anche altre cose che Laura voleva fare con Spud. Gli legò prima i polsi e poi le caviglie con lo scotch.
- Faccio così perché non voglio che mi fai male. Hai capito? Lo facciamo di lato. Il momento che inizi a farmi male, cazzo, la devi smettere. D'accordo? Perché io non mi lascio fare male da nessuno. Da nessuno, cazzo. Hai capito? - Lo disse con un tono di voce molto duro e acido.
- Sì... benissimo, non per dire, eh... - fece Spud. Lui veramente non aveva mai avuto intenzione di fare male a nessuno. L'accusa lo scioccava.
Laura fece un passo indietro per ammirare la sua opera.
- Cazzo, se non è una meraviglia - disse, strofinandosi una mano sull'inguine, mentre Spud se ne stava lì steso sul letto, tutto nudo e fatto su come un salame. Spud si sentì molto vulnerabile, e stranamente timido. Non gli era mai capitato di essere legato, e non gliel'aveva mai detto nessuno che era una meraviglia. Poi Laura prese il cazzo lungo e sottile di Spud, se lo infilò in bocca e si mise a succhiarglielo.
Si fermò, d'intuito, proprio nel momento in cui Spud, estatico, stava per venire. Poi uscì dalla stanza. Cominciò a venirgli un attacco di paranoia, a Spud, per il fatto di essere legato. Lo dicevano tutti che Laura era una pazza. Si era messa a scopare tutti quelli che trovava in giro dopo aver fatto ricoverare in un ospedale psichiatrico il suo compagno, un tale Roy, perché era stufa della sua impotenza, della sua incontinenza e della sua depressione. Ma soprattutto della prima.
- Erano secoli che non mi scopava più - aveva detto Laura a Spud, come se quella fosse una buona ragione per farlo rinchiudere in manicomio. Però, riflettè Spud, la crudeltà e la spietatezza facevano parte del fascino di Laura. Sick Boy l'aveva soprannominata 'la dea del sesso'.
Laura tornò in camera da letto e lo guardò: legato com'era, era totalmente nelle sue mani.
- Adesso voglio che mi chiavi in culo. Però prima ti copro il cazzo di vasellina, così non mi fai male quando me lo ficchi dentro. Magari mi viene da stringere i muscoli perché non so come si fa, ma poi provo a rilassarmi. - Fece un tiro molto lungo su uno spinello.
Laura non era stata troppo precisa, però. La vasellina in bagno non c'era. C'era però un'altra roba che poteva servire da lubrificante. Era viscida e appiccicosa. Lei la sparse in abbondanza sul cazzo di Spud. Era Vicks.
Spud sentì un bruciore fortissimo, e iniziò a urlare di dolore. Si contorceva, muovendosi a scatti per liberarsi dai legami; era come se gli avessero ghigliottinato la testa del cazzo.
- Oh, cazzo. Scusami, Spud - fece Laura, rimasta a bocca spalancata.
Lo aiutò a tirarsi su dal letto e lo accompagnò in bagno. Lui saltellava, con occhi accecati da lacrime di dolore. Lei riempì d'acqua il lavandino e poi andò a cercare un coltello per liberargli i polsi e le caviglie.
Cercando di tenersi in equilibrio, Spud immerse il cazzo nell'acqua. Sentì un bruciore ancora più forte, e per lo shock fece uno scatto all'indietro. Cadde, e andò a sbattere con la testa sulla tazza del cesso, spaccandosi un sopracciglio. Quando Laura tornò, Spud era svenuto e gli usciva del sangue spesso e scuro che gocciolava sul linoleum.
Laura chiamò un'ambulanza, e Spud si risvegliò all'ospedale con sei punti e una forte commozione cerebrale.
Non se la scopò più nel buco del culo. A quanto si diceva, poco dopo, per la frustrazione, Laura aveva telefonato a Sick Boy, che era venuto a prendere il posto dell'amico."


Tratto da 'C'è una luce che non si spegne mai', in Trainspotting, di Irvine Welsh, Guanda.

21/08/08

Brutto e irritante.

Di pezzi giornalistici inutili se ne trovano a iosa, sopratutto in estate quando c'è qualche buco da tappare, dunque non vale la pena segnalarli. Ma quando il pezzo è inutile e pure irritante, spenderci due parole tanto per sfogarsi un attimo non fa male.

Il pezzo in questione lo trovate qui. O sotto, con grassetti miei.

"

Tera Patrick, la pornostar Usa
che dà consigli ad Angelina


La Jolie si è rivolta a lei per un parere su Catwoman


Chi ha visto i suoi film non lo dice in giro [presente. Per i più curioso consiglio di digitarla su asktiava. Attenti è pornografia. Brrr.], eppure Tera Patrick è una star. Tanto che perfino Angelina Jolie le ha chiesto consiglio per interpretare il ruolo di Catwoman nel prossimo Batman. «Tera e Angelina sono amiche e si tengono in contatto via email — ha rivelato il New York Post —. Hanno lunghe conversazioni. Dopo aver visto le notizie su questo nuovo ruolo, Angelina ha chiamato Tera e le ha chiesto cosa ne pensasse. La Patrick ha una conoscenza talmente approfondita sull'argomento che la Jolie ha esclamato: "Dovresti farlo tu!"». Ma la Catwoman di Tera Patrick — star di film come Confessioni perverse di una mente pericolosa e Il sesso del giorno dopo, tra i pochi citabili — il suo tutino rosso lo avrebbe indosso solo per pochi minuti [perché é una pornostar! L'avete capita? Ahahah. È al limite del sessista pensare che una pornostar si voglia spogliare appena possibile. Bisogna distinguere fra vita privata e lavoro]. Fatto sta che, surprise [Chissà che succede... non sto nella pelle], la star Angelina e la (porno)star [perché porno tra parentesi? per dar l'idea di bisbigliato, di sordido.] Tera sono amiche [che surprise è? L'hai scritto qualche riga sopra!]. Figlia di madre thailandese e padre americano (con ascendenze anglo-danesi), Linda Ann Hopkins Shapiro — il suo vero nome — è nata il 25 luglio 1976 in Montana.
Dopo una precocissima carriera da modella (ha iniziato a 13 anni) e cinque anni sulle passerelle, decide di provare con lo studio. Si diploma in biologia e lavora come infermiera (niente battute sullo stereotipo dell'infermiera, please) [potevi risparmiartela anche tu, ipocrita. E poi com'è che continui a usare termini inglesi a caso?] . Ma non fa per lei. Così torna a posare, questa volta — sarà stata l'estate [Sigh. Che livello] — senza vestiti. Da lì all'hard il passo è breve [brevissimo. Chiunque posi nudo tende al porno. I calendari Pirelli hanno rovinato per sempre una marea di ragazze]. Nel 2000 Tera è la protagonista del suo primo porno [difficile che fosse protagonista del porno di qualcun altro (ok, qui sto cavillando, lo ammetto)], Aroused (Eccitata). Alta 1 e 75 per 54 chili (91-61-86 le sue misure), i suoi hobby sono lo sci e la fotografia, il suo piatto preferito è il sushi, le piacciono «macaroni and cheese», il suo film preferito è Il padrino (quello vero, non la versione a luci rosse) [invece il sushi che preferisce è quello a luci rosse, dove i pesci sono serviti in posizioni oscene. Comunque. Perché precisare una cosa simile? Su la mano chi, senza precisazione, avrebbe pensato al padrino porno. Nessuno. Perché poi un'attrice porno dovrebbe avere un film porno come preferito?], in un'intervista si è detta «onorata di essere una specie di Sophia Loren del porno» [davvero non capisco dove voglia arrivare con questa descrizione. Dato il tono dell'articolo (vedi considerazioni sotto), però, sembra una specie di presa in giro]. Ora è arrivata a quasi 100 film e ha anche una casa di produzione, la TeraVision [si noti l'"anche": come se non bastasse che giri porno, li produce pure!)], che ha fondato con Evan Seinfeld, ex cantante e bassista della band hardcore (allora è un vizio) [La battuta peggiore di tutte. Gretta. Sfruttare l'omonimia del nome del genere musicale... bah] Biohazard con cui si è sposata nel 2004, e che è stato suo partner in molti film. Tipo strano questo Evan: già accusato di razzismo per i testi delle canzoni della band, le sue chiare origini ebraiche non gli hanno impedito di recitare nella serie tv Oz il ruolo di un sostenitore della Fratellanza ariana [Niente da eccepire, se non per il fatto che l'incoerenza del tizio è inserita ad hoc per dare l'idea che il mondo della pornografia sia in qualche modo dubbio.]. Anche Quentin Tarantino è un fan di Tera. Ma se il vezzo trash del regista di Kill Bill è un marchio di fabbrica [Capito, se non sei Tarantino, non puoi legittimamente apprezzare la Patrick. O: se apprezzi la Patrick, hai un vezzo trash. A parte che la stragrande maggioranza della pornografia non è trash, ma vaglielo a spiegare], sorprende l'amicizia tra Jolie e Patrick [L'amicizia fra un'attrice di cinema e un'attrice porno non deve sorprendere non perchè l'attrice di cinema ha un passato sordido ma perchè non c'è niente di male ad avere fra le proprie amicizie un'amica che di mestiere fa la porno star. Al limite è l'ambiente in cui lavorano a fungere da giustificazione: magari si son fatte fotografare nude dallo stesso fotografo sullo stesso set, una per pirelli, l'altra per playboy. io all'uni ero amica di un cocainomane. quando era non fatto, faceva troppo ridere! e io non ho nessuna cocaina o altro nel mio passato che possa giustificare la cosa. in comune noi avevamo il fatto di essere studenti (thx Girl). Si noti per inciso come Hugh Hefner sia considerato in generale un mito e le sue conigliette benaccette ovunque, mentre una donna che lotta e riesce a emergere viene denigrata a ogni pié sospinto]. E soprattutto [rullo di tamburi]: quali film di Tera avranno visto insieme Angelina e Brad? [Oh, che chiusa fantastica! Si accenna al fatto che delle star abbiano guardato della pornografia. Che malizia! Che pettegolezzo indiscreto! Ma per favore. E soprattutto: chi se ne importa?]"


Considerazioni personali:

- Si noti come la notizia sia "Angelina chiede a Tera consigli su Catwoman". Tutto il resto sono cosiderazioni dell'autore del pezzo.
- Il pezzo è irritante perché il tono dell'articolo dà l'impressione che l'autore si pone moralmente al di sopra della pornostar in questione, e pertanto si permette di giudicarla dall'alto in basso, con complice disapprovazione.
- La morale è resa palese nelle battute (definiamole così), tutte volte a sbeffeggiare la vittima, strizzando l'occhio al lettore, come a dire: "guarda questa, che tristezza". Invece, quando le battute sono rivolte ai vip, l'effetto è il seguente: "hai visto che birichini? Fanno cose che non dovrebbero, ma noi glielo perdoniamo col sorriso perché sono tanto simpatici."
- Le battute sono, oltretutto pietose, scontate, telefonate, ovvie. Le stesse che sentiresti in qualsiasi raduno di uomini, ma senza la stessa cattiveria e sboccatezza. Ergo, non fanno ridere. Il pericolo di battute così banali è che l'autore appaia stupido all'occhio del lettore. E la stupidità irrita.
- Menzione speciale alla galleria di immagini, che è paradossale nel contesto: su corriere e repubblica online ogni occasione è buona per mostrare qualche tetta famosa (un po' come Lucignolo, o Studio Aperto) (oggi, non ricordo se su corriere o repubblica, c'era una scatto di una tetta di Lily Allen), ma la galleria della Patrick la mostra solo ben vestita. Niente al vento. Se diamo retta all'autore dell'articolo, tutte le foto devono essere state scattate in quei cinque minuti di pudicità dell'attrice. Come dicevo, paradossale.

Questo post corre il rischio di essere più irritante dell'articolo irritante, perché di solito così sono i post di critica puntuale al testo, ma ne valeva la pena.

14/08/08

Felicità è...

... andare al museo d'arte moderna di Zurigo e passare due minuti buoni a chiedersi seriamente se quella borsa di plastica della spesa appoggiata a un muro e locata sotto una targhetta fosse un'opera d'arte oppure no.

Questo post non ha né arte né parte.

07/08/08

Domanda #10

Perché, al termine dei libri, è un proliferare di pagine bianche? Sono davvero solo per le eventuali note del lettore oppure è un modo per dirci "sciupiamo il mondo come meglio crediamo, così, perché possiamo"?

04/08/08

Astenersi perditempo

Che cosa lo scrivi a fare in un annuncio?
Non è un deterrente, ma uno spreco di soldi, oltre che un'ovvietà.
È pure pleonastico.

Da buon perditempo, risponderei solo agli annunci che riportano tale dicitura.
Ma non ho tempo da sprecare, non per queste cazzate.
Per altre, sì.

Questo post è logico.

01/08/08

Domanda #9

E se fossi io ad andare a bussare alla porta dei Testimoni di Geova di buon mattino per vantarmi della mia religione, come la prenderebbero?

30/07/08

Ciao, sono Bruno e vengo dalla Svizzera

Come alcuni di voi sapranno sono svizzero pur'io.
Essere svizzeri significa principalmente essere considerati pessimi amanti.
Via blogticino, per fortuna, ho avuto modo di capire che non tutti gli svizzeri in faccende amorose sono dei completi inetti.
C'è il Bruno che tiene alto l'orgoglio nazionale.
Qui potete vedere il mandrillone in tutto il suo splendore.

Per chi non capisse il tedesco: si perde poco.
Imperdibile quando, alla fine, dice che se vogliamo vedere di più bisogna contattarlo (immagino che il video fosse per adultfriendfinder o similia) e saluta mandando un bacio.

In poche parole, Bruno è icona nazionale. Lo voglio a reti unificate a presentare il 1. agosto (il compleanno della Svizzera/Suisse/Schweiz/Schvizra/Switzerland/Helvetia).

Questo post trasuda un giustificato orgoglio patriottico.

Cose molto segrete

Chi ha già avuto modo di vedere anche solo una puntata di Una mamma per amica avrà sicuramente notato una cosa in particolare.
I dialoghi.
Parlano velocissimo!
Manco riprendono fiato.
Per chi non l'avesse mai visto ecco qua un esempio non troppo estremo. Garantisco che madre e figlia insieme sono terribili.
Il piccolo scoop è che mi è giunta alle orecchie una notiziuola di quelle sfiziose che non trovi manco su internet da quanto son segrete.
Cioè la risposta a come fanno a parlare così veloce e fluido senza impappinarsi. Lo scrivo in piccolo.

Velocizzano il filmato nei dialoghi, in media 1,2x, ma in certi casi arrivano anche a 1.8, se necessario.

Non dite a nessuno che ve l'ho detto io.

Ecco a tal proposito alcuni indizi per capire da voi questa cosa.

- Osservate le labbra di chi parla. Troppo veloci. E fidatevi che non è per via che è doppiato che la cosa vi sembra strana.
- Ascoltate le voci di chi parla. Diventano più acute. Questo capita proprio perché il dialogo è accelerato.  Se esagerassero diverrebbero il coro delle voci bianche.
- (corollario di quella sopra) Non ci sono quasi mai uomini nei pezzi dialogati veloci. Il motivo è banale: la voce velocizzata di un uomo tende ad alzarsi più di quella di una donna, che è di norma già più alta, ed è dunque più facile capire il trucco.
- Guardate come si muove chi parla. I gesti, benché a prima vista normali, a una seconda occhiata diventano troppo veloci. Bisogna comunque prestarci molta attenzione, poiché a una velocità 1.2x la cosa è ben cammuffata. Anche qui, se esagerassero, avremmo il Benny Hill Show. Cantato dalle voci bianche.

Ma perché fare tutto ciò? Be', per coprire i buchi nella trama, le parti deboli. Praticamente tutte le svolte decisive del telefilm si svolgono tramite dialogo. Il mio cervello, per esempio, dopo 15 secondi di chiacchiericcio continuo e acuto stacca e cataloga il dialogo come rumore di fondo.* Infatti, un attimo dopo la fine del dialogo, mi accorgo di non sapere cosa sia stato detto. Ma, fidandomi degli sceneggiatori, la dò comunque per buona e morta lì.

Questo post si rivela per quello che é; importante.

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* Ecco l'effetto sul cervello [da Scrubs, serie mittttica].

28/07/08

Ditteri

Lo stereotipo dice che la Scozia a clima non è il massimo. Uggiosa rende bene l'idea.
Quindi, in uno stato di nubi perenni, chissenefrega delle previsione metereologiche; che le fai a fare?
Però poi i vecchi di cosa parlano quando si incontrano al bar?
Da cui l'idea geniale!
Una previsione degli sciami di Ceratopogonidi!
Dice: che cacchio sono 'sti cosi?
Moschini minuscoli che girano in sciami a fianco delle acque ferme, volgarmente detti midges, vera piaga della Scozia.
Pare che la puntura della femmina sia parecchio dolorosa per l'uomo.
Il maschio non punge, si dedica all'onanismo.
La femmina, irritata dalla mancanza di attenzioni, si sfoga su ciò che passa.

Questo post è stato reso possibile dall'imprescindibile testimonianza diretta data dalla Girl, ormai più simile a un tonfo che a un essere umano, presumibilmente (oggi è in zona 5, per dire).

27/07/08

Books on Demand

Se funziona davvero e in qualche modo prende piede anche dalle nostre parti, è una grande invenzione.

Questo post è sbrigativo.

23/07/08

Paragone Becero

Con che diritto le cameriere osano alberarsi per un'innocua e occasionale pacca sul culo?

Nei tapponi di montagna non ho mai sentito un ciclista fare un cip a proposito.

19/07/08

Nota a pie' di pagina*

"*I vermoli sono piccoli roditori bianchi e neri che si trovano sulle Ramtop Mountains. Sono progenitori dei lemming, che come è noto si gettano dai dirupi e annegano nei laghi con regolarità. Lo facevano anche i vermoli. Il punto, tuttavia, è che gli animali morti non si riproducono, e nel corso dei millenni sempre più vermoli sono stati generati da quelli che, di fronte a un dirupo, squittiscono l'equivalente roditorio di Voi Siete Tutti Scemi. Ora i vermoli si calano giù dalle pareti rocciose in cordata, e costruiscono barchette per attraversare i laghi. Quando l'istinto li spinge verso il mare, si siedono per un po' senza incrociare lo sguardo degli altri e poi vanno via presto per evitare l'ora di punta."


15/07/08

Vecchietti terribili

Tralasciando il fatto che La versione di Barney, di Mordecai Richler, debba parecchio sia a Roth (Il teatro di Sabbath), sia - anche se meno -  a Il giovane Holden -, cosa che peraltro non posso che vedere di buon occhio, essendomi goduto entrambi i libri citati, esso resta un gran romanzo: profondo, cinico, disincantato e dannatamente divertente. Qui di seguito c'è più o meno tutto, tranne Barney stesso (anni 67), che è impossibile da rendere in un piccolo estratto:

"- Mi serve una malattia
[Dottore, che conosce il paziente] - Prego?
- È per mia moglie. Senti, ho una fretta terribile. Mi sta aspettando in macchina. Scusa se è una Jaguar ultimo modello. Dovresti fartene una anche tu, Barney [che si stava facendo visitare dal dottore]. Se paghi in contanti ci rimangono di merda. Su, che quella frigna.
- Perché non ha una malattia?
E allora Duddy ci spiega che secondo sua moglie né i miliardi che ha accumulato, né le donazioni alla Montreal Symphony Orchestra, alla galleria d'arte moderna, al Montreal General Hospital, all'università, e neppure l'assegno che una volta all'anno stacca per l'assistenza ai meno agiati erano bastati a far colpo sulla buona società di Westmount. E così quella sera, mentre stavano andando al ballo annuale del museo (- di solito ci danno un tavolo in ventesima fila), Duddy aveva avuto una folgorazione.
- Ci deve pur essere un morbo di cui nessuno hai mai sentito parlare, cui dedicare una fondazione benefica che organizzi un gala al Rytz, magari coinvolgendo qualche stella del balletto o un paio di tenori. Non faccio questione di prezzo, l'importante è che se ne parli, e che la gente faccia a cazzotti per venirci. Ma sarà dura, lo so. La sclerosi multipla è andata, e anche il cancro, il Parkinson e l'Alzheimer. Per non parlare dei disturbi cardiaci ed epatici, e dell'artrite reumatoide. Citami una magagna qualsiasi, e vedrai che qualcuno ci ha già pensato. Per questo mi serve una malattia completamente ignota, e abbastanza arrapante perché io possa creare un ente e mettere a presiederlo il governatore generale o qualche altro imbecille del genere. Sai, una roba tipo quella messa su da suor Kenny, o dalla moglie di Roosevelt. La polio, ecco, la polio era geniale. Ci vuole qualcosa di straziante. La gente ne va pazza.
- Che ne dici dell'AIDS? - ho buttati lì.
- Ma in che mondo vivi? È presa da un pezzo. Ci sarebbe quella roba delle donne, sai, quando attaccano a mangiare come scrofe e poi si cacciano due dita in gola e vomitano, come si chiama?
- Bulimia.
- Ecco, è una vera schifezza, ma siccome ce l'ha la principessa Diana per quelli di Westmount sarà il massimo. Cazzo - esclamò Duddy guardando l'orologio. - Dai, Morty, sto facendo tardi, e quella fra un minuto si attacca al clacson. Mi fa diventare matto. Su, dimmi qualcosa che non so. Stupiscimi.
- Il morbo di Crohn.
- Mai sentito. Roba seria?
- Ne sono affetti circa duecentomila canadesi.
- Molto bene. Cominciamo a ragionare. Qualche dettaglio, prego.
- Altresì noto come colite ulcerosa, o ileite.
- Parla come mangi, per favore.
- I sintomi sono aerofagia, diarrea, emorragie rettali, febbre, perdita di peso. Chi ne è colpito va in bagno anche quindici volte al giorno.
- E bravo! Fantastico, proprio fantastico. Così telefono, che so, a Wayne Gretzky e gli dico, senti Wayne, conferiresti il tuo alto patronato a una fondazione che aiuta gli scoreggioni? Mr. Trudeau, buongiorno, parla Duddy Kravitz. Ecco, Mr. Trudeau, ho qui per lei una proposta molto vantaggiosa in termini di immagine. Che ne direbbe di entrare a far parte della fondazione di mia moglie? Di cosa si occupa? Oh be', di gente che passa il tempo a scagazzare. Buonasera a tutti, a nome mio e di mia moglie vi do il benvenuto all'annuale Gala per la Diarrea. [...]"

E un attimo prima, quando Barney arriva dal dottore:

"La settimana scorsa vado a farmi visitare da Morty Herscovitch, che tutto sorridente mi fa:
- Sai che in un anno ti sei abbassato di almeno un centimetro?
A seguire mi manda un bacio e mi infila un dito guantato nel sedere."

12/07/08

Naughty Stuff Today (a.k.a. Internet Trash)

Qualche mese fa il video che impazzava su internet era 2 girls 1 cup. Chiunque l'abbia visto ricorderà sicuramente la prima volta che l'ha sentito nominare: un amico, con fare furtivo, l'avrà tirato in disparte, si sarà ingobbito e avrà sussurato, in un tono roco che svariegava tra libidine e ribrezzo, "oh ma l'hai visto 2 girls 1 cup"?
Chiunque abbia visto 2 girls 1 cup non ha potuto fare a meno di fare una lista mentale di amici a cui poter raccomandare la visione. Il che spiega il grande successo del video.
Il motivo di tanta voglia di espandere la notizia è semplice: chi l'ha visto deve farlo vedere ad altre persone per alleviare il proprio disgusto. Una sorta di mal comune mezzo gaudio.
Trama di 2 girls 1 cup: primo piano di una tipa che caca e di un'amica che raccoglie il prodotto in uno cono gelato. Poi se lo mangiano, adducendo ai sapori del vomito anziché della panna. Ortolani direbbe che si tratta di un variegato alle mandorle.
Ciò che dà un minimo di sollievo alla visione è il sospetto che il materiale fecale sia finto, un po' come nello sketch di Luttazzi a Satyricon qualche anno fa. Il fatto che lo si veda espulso in presa diretta non significa a) che sia la stessa cosa che le due hanno in bocca dopo (la scena stacca) o b) che la tipa prima di girare non si fosse fatta infilare del gelato al cioccolato nel retto. Resta il vomito, ma per un motivo o per l'altro sembra fare meno schifo della merda.

L'unico lato positivo del video è che ha creato dei controvideo divertentissimi in cui delle persone filmano la loro reazione alla visione. Alcuni li potete trovare qui (per chi fosse preoccupato: no, il filmato incrimato non si vede).

Proprio guardando alcune di queste reazioni oggi pomeriggio, ho scoperto che in alcuni filmati il video veniva chiamato 2 guys 1 horse invece che 2 girls 1 cup.
Incuriosito, ho inserito 2 guys 1 horse nel motore di ricerca.

L'avessi mai fatto.

Se già la performance di Cicciolina col cavallo è entrata nella leggenda, questa è anche peggio.
Un tipo che si fa inculare da un cavallo. Una mazza di mezzo metro (non scherzo) su tutta per il retto. Il filmato fa davvero impressione, e dubito che il tizio che ci ha provato non abbia avuto bisogno di un immediato ricovero ospedaliero, non fosse altro per il fatto che il cavallo spingeva come un pazzo.

Per fortuna i cavalli vengono in fretta.

Non posterò i link ai due filmati. Chi è interessato li cerchi su google, si trovano facile.

Dice: ma su questo blog ci sono un sacco di cose simili, che sarà mai un paio in più?

Innanzitutto penso che quello col cavallo non si possa far vedere per una qualche legge federale che vieta la pornografia con animali.
Secondariamente, quando scrivo questo genere di cose cerco di giustificarle, non sono gratuite tanto per scioccare.

Metti che esista un video di uno che si fa fare una pompa dalla moglie per cinque ore e le fa esplodere la testa con l'eiaculazione. Metti che poi lo deve spiegare al proprio bambino, che oltretutto vede il cadavere mentre un necrofobo se lo sta inculando. Metti che c'è anche un cane a stemperare il tutto e dargli il look da prodotto per bambini.
Metti che ogni singola scena grottesca di questo video sia giustificata e si possa considerare arte. Metti che tramite l'uso del grottesco gli autori giocano con i nostri tabù.

Ecco, se una cosa simile esistesse, la posterei subito.

Princess: primo episodio.
Princess: secondo (e ultimo) episodio.

^^.

Storia interessante quella di Princess, tra l'altro. Gli autori sono Matt Stone e Trey Parker, quelli di South Park e di Team America, fra gli altri. Princess nasce dopo che Macromedia Flash aveva offerto un contratto milionario ai due, che dovevano produrre una quarantina di episodi in animazione flash della durata di 3-5 minuti per promuovere, appunto, l'animazione in flash. I video sarebbero stati resi disponibili gratuitamente su shockwave.com.
Matt e Trey hanno prodotto due episodi.
Quelli di Macromedia li hanno visionati.
Il contrattone è stato stracciato.

Non posso dargli torto, benché mi spiaccia che questa serie non vedrà mai la fine.

Per chiudere, non c'entra nulla, una citazione da Orgazmo, altro film targato Stone&Parker, visto oggi (si vede che era giornata)

[Protagonista mormone]: "When the Mormons arrived in Missouri, they needed to find jobs, but no one would hire them."
[Pornostar]: "They should have done double anal."

Questo post sceglie fior da fiore.

10/07/08

Domanda #8

Sono l'unico che crede che gli esempi a scuola dovrebbero essere a sfondo sessuale/grottesco/splatter per essere memorizzati più facilmente?

Esempi:

- Canzonette da osteria in latino.
- il prof che descrive la riproduzione asessuata definendola come "da sfigati".
- Cosa fa tre uomini più quattro uomini? Un'orgia gay.
- Problema. Anna spruzza ogni volta che gode. Spruzza 25 cl di liquido lubrificante dalla provenienza incerta. Una sera viene tre volte. Anna quanto dovrà pagare la signora delle pulizie perché non vada a spettegolare sulle macchie in salotto con i vicini?
- Una persona ha un cervello che pesa 1 chilo. Le sparo in testa con un proiettile da 250 grammi. Il proiettile rimane nella calotta cranica. Il cervello cola per i 10/27 dal foro d'entrata. Io sono un maggiordomo?
- Mischiate queste tre sostanze. Shakerate con attenzione, aggiungete lime e ghiaccio et voilà! Ferormone cocktail. Bevetelo e andate a scopare il/la vostro/a compagno/a.
- Oggi parleremo in dettaglio di Lucrezia Borgia e della decadenza veneziana. Per farvi meglio capire simuleremo le scene che voglio che portiate all'esame.
- L'Italia ha la forma di uno stivale, ma non riuscirà mai a calciare la Sicilia. A differenza della casta politica italiana, che a prendere a calci in culo i lavoratori non ci pensa due volte.
- Oggi vi insegnerò come si dice "voglio pisciarti in bocca" in tedesco.
- Ora qualche pettegolezzo su D'Annunzio.
- Ragazze, vi insegnerò a suonare il flauto con l'ano.

08/07/08

Oscurantismo?

C'era una volta gente che arrivava su questi lidi cercando le peggio cose.

Vecchiette arrapate.
La novella di Alibech.
Esibizionismo.
Michelle Hunziker che tira calci nelle palle (?).

Amenità varie, insomma.

Da un paio di settimane a questa parte, invece, il nulla. Nessuno che arrivi più via google.

Sarà l'estate?
Sarà un periodo così?
Sarà che il blog sembra sparito da google?

E qui mi chiedo: come è successo? Voglio dire, fino a poco tempo fa, inserendo in google chiavi di ricerca come il mio nome, o "vecchiette arrapate", o un misto delle due cose, fra i primi risultati c'era questo blog.
Ora, di punto in bianco, non più.

C'è qualcuno là fuori che sa spiegarmene il motivo? Una spiegazione più razionale di "hanno cassato il blog per i suoi contenuti", per cortesia. Anche perché lo leggono in quattro gatti. Mi sembrerebbe un disturbo eccessivo.

Sarà paranoia?

Questo post potrebbe essere al vaglio dell'intelligence. O anche no.

04/07/08

È questo il modo di dare una notizia? (cit.)

C'è il Premio Chiara Giovani che è un bel premio per i giovani, specie della regio-insubrica.
Ti dà un pelo di visibilità in più e non sfigura troppo sul curriculum.
Ebbene, sono fiero di comunicare, visto che la notizia è uscita oggi a mezzo stampa, che quest'anno ci sono ben sei ticinesi selezionati fra i finalisti!
Evviva!

Questo post manca completamente il punto.

30/06/08

Idilli

"Ci sono giorni in cui le cose non vanno,
Ti guardi intorno e sembra tutto un inganno."

Derozer, Mondo Perfetto, 2000.


Poi ce ne sono altri, in cui non puoi che piangere.
Di gioia.
Come oggi.

Sono in piedi da manco un'ora e ho già saputo che l'esame per cui stavo uscendo pazzo nell'ultimo mese è andato bene (ma sì, quello che avrebbe deciso del mio futuro. Non ve ne avevo parlato?) e che sono arrivati i soldi dell'ultimo lavoro (il che mi ha fatto piacere, ma non causato lacrime).

Questo post vorrebbe aver le braccia per abbracciare con aMMore tutti i lettori. Se capitasse, abbattetelo pure. C'è un limite alla sdolcineria (probabilmente un miologismo, o comunque una parola brutta).

28/06/08

D. la prende forte

Il fatto comincia la sera al mio monte e finisce la mattina dopo con D. che ripulisce la tapparella del piano di sotto dal proprio vomito, con evidente sforzo stomacale.

Erano i 18 di D.. C'erano D., S., I. femmina, I., P., io e qualche altra iniziale che non vi dice nulla.
Ho capito fin da subito che non era la mia serata, che non sarei stato sotto i riflettori, così relativamente presto ho fatto in modo di scolarmi troppo barbera dozzinale, di stare male e di andare a letto.
In piena notte vengo svegliato da P., che è femmina.
Dice: "F., non è che potrei dormire io qui?"
E io: "ok" e mi riassopisco un letto più in là.
La mattina sono il primo ad alzarmi, fatto di per sé eccezionale. Ultimo è D., che ci  guarda  e chiede:  "come mi sono fatto questo?"
Ci mostra una gamba escoriata e alcuni segni sul viso.
Stupore.

Viene in soccorso I.: "ieri sera siamo stati alzati più degli altri, formalmente a giocare a poker. In pratica però lo facevamo perché tazzare per tazzare sembrava brutto. Fatto sta che abbiamo finito nell'ordine tequila, baileys, whisky. Poi abbiamo attaccato il gold strike (1) (2), senza successo. Poi siamo usciti a fumarci un sigaro. Ti è caduto al piano di sotto. La seconda rampa di scale l'hai fatto a rotoli.
D. trasecola: "non me lo ricordo!"

Interviene S., spalleggiato da I. femmina: "a proposito: che è questo?"
E mostra un foglio scribacchiato e largamente indecifrabile. Leggiamo quel che riusciamo. Conteneva:
- Un'invettiva sentita sul fatto che D. sapeva che S. e I. femmina. sarebbero andati nella stanza a fianco a copulare. Una cosa tipo "tanto lo so cosa andate a fare di là, bastardi!".Il che è strano perché D. e S. sono migliori amicissimi e la copula non era certo la prima.
- Altre invettive minori, che nessuna a distanza di qualche anno ricorda.
- Segni a caso, che D. garantisce essere lettere. Ma non si ricorda i contenuti.

Si prende un po' per il culo D. e si scherza su queste cose. Poi mi torna in mente un dettaglio. Chiedo a P. "perché cavolo hai voluto dormire al mio posto?"
P. è imbarazzata, poi spiega: "perché D. continuava a darmi fastidio. Avrò cambiato letto quattro volte."
Guardo D., che in un lampo ricorda. Allo stesso momento I. scoppia a ridere. Si calma e racconta: "È che a un certo punto non trovavamo più la penna e allora D. si è convinto di averla nascosta nel culo di P.. Così, ogni tanto, andava a cercarla."
Altre risate. Io un po' meno. Penso a quello che ho rischiato.

A un certo punto, con grande sofferenza di metà dei presenti, un odore pregnante di cannella si fa largo nel salottino. Io parto subito a cazziare I. e D. per aver versato Gold Strike ovunque, ma poi realizziamo che l'odore veniva dabbasso. Scendiamo a vedere e troviamo una pozza di vomito sul muro. È di D..
"Non mi ricordo!" dice.
Ma gli tocca pulire.

C'era un'altra cosa che D. e I. non ricordavano - e di cui erano i soli testimoni  -  che saltò fuori solo qualche tempo dopo: la comparsa improvvisa nel pieno della notte di S. nel salottino, quasi nudo. Solo un preservativo a coprirlo. E in mano una palettina contenente il suo stesso vomito.
Ma questa è un'altra storia.
E forse un'altra festa, tendo a confonderle une all'altre.

Questo post è narrativizzato, e i fatti riportati non sono accaduti necessariamente in quel modo. Non per questo sono falsi.

27/06/08

Domanda #7

I vecchi soli, per la strada, puntano le vecchie sole o fantasticano sulle ragazzine?

26/06/08

Holden e corollario

"Questo è il guaio con le ragazze. Ogni volta che fanno una cosa carina, anche se a guardarle non valgono niente o se sono un po' stupide, finisce che quasi te ne innamori, e allora non sai più dove diavolo ti trovi. Le ragazze. Cristo santo. Hanno il potere di farti ammattire. Ce l'hanno proprio."

J.D. Salinger, Il giovane Holden, Einaudi, 2004.


Ci sono molte cose che Holden odia, anche alcune parole.
Eccezionale, eccellente.
Non le può sentire.
Ma poi non fa altro che pronunciarne tre che non posso sentire io: io sono pazzo.
L'idiosincrasia verso questa espressione nasce ai tempi del liceo, e di solito chi si autodefiniva pazzo poi raccontava un aneddoto di una pochezza disarmante nella sua banalità. Secondo me lo dicevano perché avevano paura di non essere accettati, di aver esagerato secondo la morale comune.
Poco importa.
Il succo è che credo che chiunque si autodefinisca pazzo sia in realtà un persona normale e banale che più non si può, senza picchi di alcun tipo.


24/06/08

Turbe

Mi è particolarmente difficile essere turbato da ciò che leggo, specie se si tratta di narrativa, ma il romanzo di Welsh lo sto leggendo con un groppo costante allo stomaco. Il protagonista è troppo.
Cattivo. Misogino. Razzista. Bastardo. Poliziotto.

"Sono entrato in un cinema e ho pagato per un cabinotto hi-tech. Si è spenta la luce verde e si è accesa la rossa. Sto da dio. Il film non è malaccio, una storia di fantascienza con due lesbiche extraterrestri che rapiscono delle liceali vergini in una città americana: dalle scuole, dalle discoteche, dai centri commerciali e compagnia, e le trasformano in lesbiche constringendole a ripetuti atti sessuali. A lungo termine le astute lesbo aliene progettano di rendere superflui gli uomini e la Terra un pianeta lesbico, naturalmente dominato da loro. Un investigatore superdotato insieme alla sua squadra di atleti del sesso dovranno salvare le studentesse da una vita sditaloide riportandole su questa sponda con la potenza dei loro uccelli. Alla fine, dopo aver fatto tornare etero le ragazze a colpi di cazzo, il megapoliziotto ha di fronte la sfida più epica: uno scontro decisivo con le lesbo, che sono dotate di superpoteri. Deve portare anche loro su questa sponda. Ma c'è il lieto fine per tutti. Le lesbo dello spazio scoprono di amare il randellone, ma lo sbirro riconosce che il lesbismo arrapa i maschi, basta che le donne son carine e li lasciano guardare. Perciò decidono di unire le forze e sterminare tutti i maschi omo.
Bella storia, niente da dire, e fa anche piacere vedere un film così politicamente corretto. Le studentesse sono tutte in calore e le lesbo aliene, cazzo, delle fighe che non finiscono più. Mi vien la tentazione di una sega, ma devo tenere pieno il serbatoio per un puttanaggio serio."

Irvine Welsh, Il Lercio, TEA, 2006.


Che ci crediate o meno, questo è uno dei pochi attimi nel romanzo a cui il lettore sia concesso tirare il fiato; un attimo non pesantemente mediato dall'asfissiante visione del mondo del protagonista.


23/06/08

Surprise

L'altro giorno ci si sentiva dei fighi.

La serata inizia che è già il giorno dopo, e il giorno dopo inizia con un viaggio in moto fino alla casa dove si tiene la festa, spersa sul Monte Generoso, in mezzo a un bosco ma con i binari della funicolare proprio in giardino.
Arrivati, si scarica l'alcool. 16 birre.
Ne resterà una.
La serata scorre piacevole all'aperto, una birra dopo l'altra. Ci si sente leggeri, si beve, si scherza.
Ci si sorprende di come si regga improvvisamente bene l'alcool e ci sente orgogliosi di sé stessi.
Si riparte che é mattina, con qualche birra di troppo in corpo, una strada stretta, brutta e pericolosa da percorrere e la paura di possibili blocchi di polizia a venire.
Si arriva indenni a Savosa, in un prato che sembra fatto apposta per infrattarsi, cosa che puntualmente avviene.
Si fa all'aMMòre eterosessuale, cioè, essendo due uomini, ci si sdraia un altro paio di birre e si parla del più o del meno.
Si va a casa, soddisfatti. Il sole sta per spuntare. Una minimo di sonno e niente postumi da sbronza il giorno dopo.

Si scopre un paio d'ore fa che quel brav'uomo del mio amico, abbagliato dagli sconti, aveva accattato birra analcolica.

Ci si sente un po' più stupidi e un po' meno fighi.

Questo post è lucido, in quanto contiene un tasso alcolico pari a quello dell'altra sera.

21/06/08

Presentazioni

Personalmente le odio, specie con ragazze nuove. Dare o non dare il bacino?

Ma questo non deve interessare. Qua riporto come un mio amico, nonché futuro coinquilino in divenire, orrido Cast*lli permettendo (cfr. un post futuro, magari), a suo tempo mi presentò a sua madre.

- Mamma, lui è Federico. Pensava che io fossi gay.

E mi lascia a salutare la mamma.

Questo post mostra un ottimo esempio di umorismo estemporaneo. Si apprezzino inoltre i tag, uno in particolare, mia personale vendetta a mesi di distanza.

19/06/08

Il processo

Mi svegliai e vidi che il mio pene era stretto in una morsa.

"Il processo può cominciare", disse una voce. "Avanti le testimoni."

Irina:
"Tre mesi. Gli ho dato il culo al secondo, perché avevo paura di perderlo. Non è bastato. Mi ha lasciata perché non c'era la giusta sintonia."

Marianna:
"Una sera. Mi ha detto di aver rotto con una donna per me. Non gli ho fatto un pompino per paura dell'AIDS. Ha detto che sentiva di amarmi. Mi ha dato appuntamento al giorno dopo. Ci ho trovato un suo amico che sperava di fare del sesso con me. Mi ha detto che aveva sentito dire che sono una facile."

Angela:
"Sei settimane, ma nelle ultime tre l'ho visto solo per il suo compleanno. Gli ho fatto un regalo molto caro. Mi ha lasciato il giorno seguente con un messaggio sulla segreteria."

Gloria:
"Quattro mesi. Poi ho incontrato Luana."

Luana:
"Due mesi. Non sapevo di Gloria. Siamo andate a chiedegli spiegazioni. Ci ha proposto un triangolo."

Antonia:
"Trenta minuti. Al limite dello stupro."

Zoe:
"Sei mesi. L'ho tradito una volta. Gliel'ho raccontato, in lacrime. Lui ha riso. Ha detto: 'sapessi le volte che l'ho fatto io.'"

Giudice (Giovanna, lasciata per non aver voluto andare in un club per scambisti):
"Può bastare. Grazie per essere venute. Cos'hai da dire a tua discolpa?"

Io:
"Vaffanculo. Ho 25 anni e voglio divertirmi finché posso. Ho la coscienza tranquilla. Salvo alcuni rari casi d'opportunismo ho trattato bene ognuna di voi.
Irina: Marianna non c'entra.
Marianna: ero in avanscoperta per questo mio amico sin da subito. Poi per via dell'alcool mi è scappata la mano. Non hai fatto nulla per impedirlo.
Angela: Sono stato malato, e durante la malattia ho capito che, ci fossi o meno, non cambiava nulla. Non ti ho chiesto io di farmi il regalo.
Gloria, Luana: mi spiace, ma eravate splendide entrambe. Valeva la pena tentare.
Antonia: fattona del cazzo, sei tu che mi sei saltata addosso.
Zoe: sapevo già da un po' che mi avevi tradito e ho agito di conseguenza.
Giovanna: si faceva per ridere. Ma non avevi senso dell'umorismo. Ecco il vero motivo."

Silenzio.

Fu emessa la sentenza.

Sentiste la mia voce, capireste.

17/06/08

Una pallottola di carta

"Con tale certezza, io preferisco mantenere intatatta la preziosa sorpresa chiusa nell'involucro, tenerla in serbo per un vago futuro. E come nella vita l'attesa di un bene certo ci dà più gioia che il raggiungerlo (ed è saggio non approfittarne subito, ma conviene assaporare quella meravigliosa specie di desiderio che è il desiderio sicuro di essere appagato ma non ancora praticamente soddisfatto, l'attesa insomma che non ha più timori e dubbi e rappresenta probabilmente l'unica forma di felicità concessa all'uomo), come la primavera, che è una promessa, rallegra gli uomini più dell'estate che ne é il compimento sospirato, così il pregustare con la fantasia lo splendore del poema ignoto, equivale, anzi supera il godimento artistico della diretta e profonda conoscenza."

Dino Buzzati, Una pallottola di carta, in Sessanta racconti, Mondadori, 1994.

16/06/08

Il bar losco

Un gruppo di amiche, qualche giorno fa, mi raccontava del loro bar losco.
Il bar losco era situato nell'insospettabile Zurigo, proprio in faccia alla casa di una delle ragazze e vicino quanto basta alla biblioteca dove si ritrovano a studiare, rendendolo il luogo perfetto per un momento di svago finita la giornata di lavoro.
Che il bar fosse losco non è legalmente stabilito, sono solo sensazioni. Fatto sta che che esso aveva bizzarre peculiarità:
- Le ragazze erano le uniche clienti, tranne qualche sporadico visitatore di tanto in tanto. E vien da chiedersi come facesse il bar a tirare avanti solo con le loro entrate.
- Ogni due giri, uno era offerto. E vien da chiedersi se i gestori del bar non avessero solo la necessità di tippare qualche scontrino per giustificare altre entrate, forse più dubbie.
- È stato notato un viavai costante da una porta di quelle a entrata riservata al personale. E vien da chiedersi che succedesse dall'altra parte.
- Dirimpetto al bar - quindi di fianco alla casa della ragazza - c'è un garage, dove il gerente del bar era stato visto più volte. E vien da chiedersi se si trattasse solo di amicizia col garagista o se ci fosse sotto qualcosa di più grosso.
- Nella notte la ragazza che vive lì ha sentito più volte dei rumori provenire dal garage. Poi, uscita di casa la mattina, aveva modo di notare come il parco macchine fosse stato completamente rivoluzionato nella notte. E vien da chiedersi da dove arrivino le nuove auto, e che fine abbiano fatto le vecchie.*
- Il bar qualche mese è stato chiuso dai gerenti. E vien da chiedersi se la chiusura sia dovuta a qualche sospetto della polizia o al fatto che in qualche modo avessero fatto soldi a sufficienza.

Le ragazze, alla notizia della chiusura, ci sono rimaste male. Si sono comunque fatte forza e hanno trovato un altro bar nella zona.
Però Ancora rimpiangono il bar losco.
Quello nuovo, dicono, manca d'atmosfera e non offre giri gratis.

Questo post si mantiene sul vago per mantenere l'effetto losco e fumoso anche nella scrittura. La storia è anche stata leggermente modificata, e non per forza migliorata, per esigenze artistiche.

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* La qual cosa a posteriori mi ha spaventato non poco, in quanto mi è capitato più volte di lasciare la macchina nel parcheggio della ragazza, proprio di fianco al garage.