28/01/08

Che gente...

Mia madre deve assolutamente smetterla di comprare Gente.
O, alternativamente, nasconderlo dove io non possa sfogliarlo durante i pasti.

Per far capire, nelle prime 33 pagine:

  1. Un articolo di Alessandra Borghese, vaticanista e scrittrice, che afferma che il papa ha consigliato agli studenti di rispettare le opinioni altrui. Ovviamente dopo che gli è stato vietato di parlare all'università, aggiunge la Borghese. Peccato che nessuno abbia impedito al papa di parlare all'università. Ha scelto lui di non andarci visto che un'esigua minoranza aveva protestato e minacciava ulteriori proteste. Ha fatto la sua scelta, perché farcela pesare? E soprattutto, perché portare avanti quest'idea del divieto? I giornalisti sembrano genitori possessivi che si affrettano a coprire il capriccio del figliolo prediletto.  A corollario don Antonio Mazzi scrive: "I ragazzi sono sempre più irrequieti [chissà perché] a si sfogano a modo loro [manifestando, come garantisce persino la costituzione. E che vuol dire a modo loro? Ai tempi della giovenù di Don Mazzi non credo si manifestasse in altro modo]. Gli adulti devono dare contributi di saggezza [a partire da Don Mazzi medesimo, che fallisce clamorosamente. NB: questo crea un paradosso. Se lo scrivente si rivela inattendibile, il suo scritto è ancora valido?].

  2. Le azioni di Totò Cuffaro non sono state infamanti. Infatti non ha aiutato Cosa Nostra, ma solo singoli mafiosi. Quindi non è colluso, perché può affermare che non sapeva che si trattasse di mafiosi al momento del favoreggiamento. Ergo, non dimissionerà. Morale della storia: il favoreggiamento non è un crimine, a meno che a uscirne favorita sia la mafia. In altre parole: avere la faccia come il culo. La frase scelta da Gente per dar credito alla teoria di Cuffaro è una piccola perla: "Ho aiutato un mafioso, non la mafia". Per quanto mi riguarda, Cuffaro è chiaramente una persona degna di fiducia e di stima.

  3. Intervista ad ampio respiro all'inossidabile copia della politica: i coniugi Mastella. Il marito, indagato, difende così la moglie, agli arresti domiciliari: "È esemplare in famiglia [Embé? Chi l'ha detto che una buona moglie non possa essere una poco di buono sul lavoro?] e in politica [Magari lo fosse anche lui...]. Senza di lei non avrei fatto nulla [Fammi capire: ammetti d'aver fatto carriera solo grazie a una donna che ora è indagata per concussione?]."

  4. Mamma Rosa! La mamma di Silvio! Ma che bel pezzo quello di Rossana Linguini, che splendido ritratto di una piccola e tenace 96enne! Foto di Silvio neonato e di Silvio che si coccola la mamma per tre pagine. Checcarini! E che dichiarazioni Mamma Rosa!: "I compiti in classe? Mio figlio Silvio li regalava ai bisognosi e li faceva pagare a chi poteva."


Pffff....


Mmmpmmmpfhhhh.....


Hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha!


Oh, io non ce l'ho più fatta ad andare oltre.

 

8 commenti:

  1. A questo punto, noi ci asteniamo!

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  2. utente anonimo28/1/08 18:47

    ...io rimango per l'astensione pura ed ideologica..non andrò a votare...con questa legge poi noi non siamo elettori ma solo dei "ratificatori" delle scelte di candidati operate dalle segreterie di partito...astensione totale...a questo punto non mi interessa chi "vince"...vincano pure le alterne facce delle stessa medaglia ma certo non con il mio voto...per quanto riguarda le motivazioni ideologiche e filosofiche dell'astensione intesa come "azione politica" mi permetto di consigliare la lettura del "Trattato del Ribelle" di Ernst Junger..."ribelle" è innanzitutto colui che si astiene dai meccanismi del potere, dotati talvolta anche di parvenze democratiche, sui quali, in realtà, il cittadino non esercita alcun effettivo controllo...
    Miro Greenheart "Cuoreverde"

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  3. utente anonimo28/1/08 18:47

    ...io rimango per l'astensione pura ed ideologica..non andrò a votare...con questa legge poi noi non siamo elettori ma solo dei "ratificatori" delle scelte di candidati operate dalle segreterie di partito...astensione totale...a questo punto non mi interessa chi "vince"...vincano pure le alterne facce delle stessa medaglia ma certo non con il mio voto...per quanto riguarda le motivazioni ideologiche e filosofiche dell'astensione intesa come "azione politica" mi permetto di consigliare la lettura del "Trattato del Ribelle" di Ernst Junger..."ribelle" è innanzitutto colui che si astiene dai meccanismi del potere, dotati talvolta anche di parvenze democratiche, sui quali, in realtà, il cittadino non esercita alcun effettivo controllo...
    Miro Greenheart "Cuoreverde"

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  4. Capisco le vostre motivazioni, e le appoggerei io stesso allo stato attuale delle cose in Italia. (non^^) Darei una mano più che volentieri, ma sono cittadino svizzero. ;-)

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  5. utente anonimo28/1/08 20:53

    il problema è che l'astensione secondo me "vale" solo se vi è una sorta di proposta alternativa, perchè altrimenti si fa il gioco dell'oligarchia al potere, lasciandogli praticamente carta bianca. Questo perchè l'astensionismo di massa, dove cioè nessuno, ma proprio nessuno va a votare è utopico.

    The Girl

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  6. utente anonimo28/1/08 20:53

    il problema è che l'astensione secondo me "vale" solo se vi è una sorta di proposta alternativa, perchè altrimenti si fa il gioco dell'oligarchia al potere, lasciandogli praticamente carta bianca. Questo perchè l'astensionismo di massa, dove cioè nessuno, ma proprio nessuno va a votare è utopico.

    The Girl

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  7. utente anonimo28/1/08 23:29

    ...dalla protesta alla proposta...giusto..in primis, protesta sotto forma di astensione dal voto come precisa "azione politica" e poi proposta politica affinchè lo stato-apparato italiano (non nazione) venga posto sotto il protettorato della UE per almeno dieci anni e poi ognuno per la sua strada secondo le reali linee geopolitiche...sostanzialmente le condizioni previste dal Trattato di Plombieres (1848)...questa appare l'unica strada democratiamente e realisticamente percorribile...
    Miro Greenheart "Cuoreverde"

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  8. utente anonimo28/1/08 23:29

    ...dalla protesta alla proposta...giusto..in primis, protesta sotto forma di astensione dal voto come precisa "azione politica" e poi proposta politica affinchè lo stato-apparato italiano (non nazione) venga posto sotto il protettorato della UE per almeno dieci anni e poi ognuno per la sua strada secondo le reali linee geopolitiche...sostanzialmente le condizioni previste dal Trattato di Plombieres (1848)...questa appare l'unica strada democratiamente e realisticamente percorribile...
    Miro Greenheart "Cuoreverde"

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