13/04/08

Freestyle

Bella fratelli.

Che ci vuoi fare? Ieri ho visto live un contest di rap freestyle, come in 8 mile (ma non fate questo paragone a un freestyler, ché vi manderà allegramente a cagare).
Comunque, cioè, troppo da sturbo. Transollanza a gogo.

Funzionava così:
Uno contro uno. Un minuto a testa per inventare rime. Poi un minuto alternato. Vittoria per acclamazione dal pubblico.

Se potete andate a vederne uno, è piuttosto divertente come contest. In pratica i due si danno addosso sul palco augurandosi la morte reciproca, inneggiando alla mancanza di rispetto reciproco, spiegando come il proprio quattro quarti e le proprie rime siano er mejo rispetto a quelle del contendente. E tutto inventato sul momento! Poi baci e abbracci e attestati di stima appena scesi dal palco.

Certo, c'erano anche delle scarpe, ma alcuni erano davvero bravini.

Unica nota negativa: quelli senza troppa inventiva (non che non ne abbiano, rispetto bros!) marciavano sempre sugli stessi temi: metareferenzialità, morti dolorose, ospedali, e falso ghetto style.

A prescindere, cioè, a me si slogherebbe il cervello a fare una cosa simile.

Che ci vuoi fare, cazzo, questo post è troppo suburbano. Cioè.

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