04/04/08

Il rude idioma italico

Leggere Boccaccio mi fa preoccupare riguardo le sorti della nostra amata lingua. Essa, infatti, si sta via via inasprendo.

La tragedia è imminente. Solo un paio di centinaia d'anni e l'italiano a pronuncia diverrà come il tedesco, dove quando si dice "Ich liebe dich" (ti amo), non solo si dichiarano i propri sentimenti, ma ci si schiarisce anche la gola e ci si ritrova con un bolo di catarro in bocca.

Per dire.

Come faccio a esserne sicuro?, mi chiede una voce nella testa. Semplice, ora so come il Boccaccio scriveva 'baciare' e 'piangere'.


  • Baciare era basciare. Si è dunque passati da un tono più morbido a uno più secco. Uno è l'acqua che scorre, languida, armoniosa; l'altro è un starnuto, rapido, brusco.

  • Piangere era piagnere, che dà più l'idea di un lamento, di sofferenza (come sto male: 'gné, gné'), invece che di una pretesa (ho dei problemi ed esigo la tua attenzione: 'nghé, nghé').


Sapendo che è l'individuo che plasma il linguaggio secondo le proprie necessità, da questi due lessemi possiamo dedurre che l'uomo odierno preferisce il sesso all'amore, oltrettutto sviluppando una spiccata arroganza.

Questo post ha delle conclusioni tirate per i capelli,

Nessun commento:

Posta un commento