15/04/08

Manga

Chi legge manga lo sa, quando un personaggio è emozionato tende a perdere litrate di sangue da naso. È una specie di tratto distintivo, come gli occhi giganti che pareggiano le fessure reali.

E pensi che questo topos sia un'invenzione tutta orientale.

E poi scopri che no, non è così. Che un italiano ci era già arrivato tre secoli prima, in un capolavoro sporcaccione e deliziosamente satirico e pagano.

Premessa: la tipa gliela sta per dare, as usual.
"Fui così stupito da questa soluzione tanto inattesa e tanto facilmente ottenuta, che mi salì il sangue alla testa e sanguinai copiosamente dal naso per un quarto d'ora."

[Giacomo Casanova, Storia della mia vita, a.c. di Piero Chiara, Vol. 1, Cap. XIX, pag. 568]


È questione di influenze. Nella mia testa vedo un Casanova in versione manga che alla ferale notizia inonda (l'uso del termine "inondare" risveglierà qualche ricordo bizzarro nei lettori di Casanova) la stanza con i suoi fluidi. A spruzzo.

Non che sia necessariamente un male. È solo molto buffo.

Questo post è una commistione di spunti orientali e di romanzo settecentesco.


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