31/05/08

Sulla faziosità delle recensioni in generale

"All'inizio della mia carriera di scrittore ho recensito molta narrativa, ma dovevo fingere, come è prerogativa dei recensori, di avere letto i libri fuori dal tempo, dallo spazio e dal mio carattere; in altre parole, dovevo fingere di non averli letto mentre ero stanco e nervoso, o bevuto; di non invidiare gli autori, di non avere una mia agenda di impegni, né gusti estetici o problemi personali; di non aver già letto altre recensioni della stessa opera, di ignorare chi fossero gli amici e i nemici dell'autore, di non avere in corso trattative per piazzare un mio libro allo stesso editore, di non essere stato invitato a pranzo da un'addetta stampa dagli occhi di cerbiatta. Soprattutto, dovevo fingere di non aver scritto la recensione perché mi servivano urgentemente ducento sterline. Essere pagato per leggere un libro e per poi scriverne crea una dinamica tale da compromettere il recensore secondo ogni modalità possibile, nessuna delle quali gli è d'aiuto."

Nick Hornby, Una vita da lettore, Guanda, 2006

3 commenti:

  1. Stavo per commentare "bel post!" e poi ho visto che era una citazione... ^^ Comunque bel post lo stesso!

    Simone

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  2. 'Soprattutto, dovevo fingere di non aver scritto la recensione perché mi servivano urgentemente ducento sterline.'
    Questa è la parte migliore! Certo che per essere all'inizio della sua carriera, gli davano un botto di soldi, per una recensione...

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  3. Poco più avanti si lamenta che una ventina di anni prima per lo stesso lavoro pagavano 5 volte tanto.
    Cara, vecchia, Inghilterra.^^

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