28/06/08

D. la prende forte

Il fatto comincia la sera al mio monte e finisce la mattina dopo con D. che ripulisce la tapparella del piano di sotto dal proprio vomito, con evidente sforzo stomacale.

Erano i 18 di D.. C'erano D., S., I. femmina, I., P., io e qualche altra iniziale che non vi dice nulla.
Ho capito fin da subito che non era la mia serata, che non sarei stato sotto i riflettori, così relativamente presto ho fatto in modo di scolarmi troppo barbera dozzinale, di stare male e di andare a letto.
In piena notte vengo svegliato da P., che è femmina.
Dice: "F., non è che potrei dormire io qui?"
E io: "ok" e mi riassopisco un letto più in là.
La mattina sono il primo ad alzarmi, fatto di per sé eccezionale. Ultimo è D., che ci  guarda  e chiede:  "come mi sono fatto questo?"
Ci mostra una gamba escoriata e alcuni segni sul viso.
Stupore.

Viene in soccorso I.: "ieri sera siamo stati alzati più degli altri, formalmente a giocare a poker. In pratica però lo facevamo perché tazzare per tazzare sembrava brutto. Fatto sta che abbiamo finito nell'ordine tequila, baileys, whisky. Poi abbiamo attaccato il gold strike (1) (2), senza successo. Poi siamo usciti a fumarci un sigaro. Ti è caduto al piano di sotto. La seconda rampa di scale l'hai fatto a rotoli.
D. trasecola: "non me lo ricordo!"

Interviene S., spalleggiato da I. femmina: "a proposito: che è questo?"
E mostra un foglio scribacchiato e largamente indecifrabile. Leggiamo quel che riusciamo. Conteneva:
- Un'invettiva sentita sul fatto che D. sapeva che S. e I. femmina. sarebbero andati nella stanza a fianco a copulare. Una cosa tipo "tanto lo so cosa andate a fare di là, bastardi!".Il che è strano perché D. e S. sono migliori amicissimi e la copula non era certo la prima.
- Altre invettive minori, che nessuna a distanza di qualche anno ricorda.
- Segni a caso, che D. garantisce essere lettere. Ma non si ricorda i contenuti.

Si prende un po' per il culo D. e si scherza su queste cose. Poi mi torna in mente un dettaglio. Chiedo a P. "perché cavolo hai voluto dormire al mio posto?"
P. è imbarazzata, poi spiega: "perché D. continuava a darmi fastidio. Avrò cambiato letto quattro volte."
Guardo D., che in un lampo ricorda. Allo stesso momento I. scoppia a ridere. Si calma e racconta: "È che a un certo punto non trovavamo più la penna e allora D. si è convinto di averla nascosta nel culo di P.. Così, ogni tanto, andava a cercarla."
Altre risate. Io un po' meno. Penso a quello che ho rischiato.

A un certo punto, con grande sofferenza di metà dei presenti, un odore pregnante di cannella si fa largo nel salottino. Io parto subito a cazziare I. e D. per aver versato Gold Strike ovunque, ma poi realizziamo che l'odore veniva dabbasso. Scendiamo a vedere e troviamo una pozza di vomito sul muro. È di D..
"Non mi ricordo!" dice.
Ma gli tocca pulire.

C'era un'altra cosa che D. e I. non ricordavano - e di cui erano i soli testimoni  -  che saltò fuori solo qualche tempo dopo: la comparsa improvvisa nel pieno della notte di S. nel salottino, quasi nudo. Solo un preservativo a coprirlo. E in mano una palettina contenente il suo stesso vomito.
Ma questa è un'altra storia.
E forse un'altra festa, tendo a confonderle une all'altre.

Questo post è narrativizzato, e i fatti riportati non sono accaduti necessariamente in quel modo. Non per questo sono falsi.

2 commenti:

  1. Accidenti!!!!
    Io non ho mai avuto il piacere di partecipare ad eventi come questo... però vienimi a trovare, se ti va!

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  2. Penso che la prima sbronza pesa sia più un rituale di passaggio maschile che femminile.^^

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