24/08/08

Dare il culo

L'ultimo taboo. Momento importante.

"Le volte che gli andava bene col sesso, a Spud, in genere succedeva grazie a qualcuno con una volontà più forte della sua. E anche quelle volte c'era sempre il rischio di un disastro, non ci mancava mai molto. Una sera LauraMcEwan, una ragazza con una reputazione terrificante in fatto di sesso, se l'era acchiappato in un pub di Grassmarket e se l'era portato a casa.
- Voglio che mi svergini il culo - gli aveva detto.
- Eh? - Non ci poteva credere, Spud.
- Voglio dire che mi scopi in culo. Non l'ho mai fatto con nessuno da quella parte.
- Ah, beh, direi... beh, bell'idea, eh, non per dire...
Spud si sentiva molto speciale, un privilegiato. Sapeva che Sick Boy, Renton e Matty ci erano già stati tutti, con Laura. Lei era il tipo che si metteva in un gruppo, si scopava tutti i maschi e poi passava a un altro. Ma la verità era che nessuno di loro aveva mai fatto quello che stava per fare lui.
Però c'erano anche altre cose che Laura voleva fare con Spud. Gli legò prima i polsi e poi le caviglie con lo scotch.
- Faccio così perché non voglio che mi fai male. Hai capito? Lo facciamo di lato. Il momento che inizi a farmi male, cazzo, la devi smettere. D'accordo? Perché io non mi lascio fare male da nessuno. Da nessuno, cazzo. Hai capito? - Lo disse con un tono di voce molto duro e acido.
- Sì... benissimo, non per dire, eh... - fece Spud. Lui veramente non aveva mai avuto intenzione di fare male a nessuno. L'accusa lo scioccava.
Laura fece un passo indietro per ammirare la sua opera.
- Cazzo, se non è una meraviglia - disse, strofinandosi una mano sull'inguine, mentre Spud se ne stava lì steso sul letto, tutto nudo e fatto su come un salame. Spud si sentì molto vulnerabile, e stranamente timido. Non gli era mai capitato di essere legato, e non gliel'aveva mai detto nessuno che era una meraviglia. Poi Laura prese il cazzo lungo e sottile di Spud, se lo infilò in bocca e si mise a succhiarglielo.
Si fermò, d'intuito, proprio nel momento in cui Spud, estatico, stava per venire. Poi uscì dalla stanza. Cominciò a venirgli un attacco di paranoia, a Spud, per il fatto di essere legato. Lo dicevano tutti che Laura era una pazza. Si era messa a scopare tutti quelli che trovava in giro dopo aver fatto ricoverare in un ospedale psichiatrico il suo compagno, un tale Roy, perché era stufa della sua impotenza, della sua incontinenza e della sua depressione. Ma soprattutto della prima.
- Erano secoli che non mi scopava più - aveva detto Laura a Spud, come se quella fosse una buona ragione per farlo rinchiudere in manicomio. Però, riflettè Spud, la crudeltà e la spietatezza facevano parte del fascino di Laura. Sick Boy l'aveva soprannominata 'la dea del sesso'.
Laura tornò in camera da letto e lo guardò: legato com'era, era totalmente nelle sue mani.
- Adesso voglio che mi chiavi in culo. Però prima ti copro il cazzo di vasellina, così non mi fai male quando me lo ficchi dentro. Magari mi viene da stringere i muscoli perché non so come si fa, ma poi provo a rilassarmi. - Fece un tiro molto lungo su uno spinello.
Laura non era stata troppo precisa, però. La vasellina in bagno non c'era. C'era però un'altra roba che poteva servire da lubrificante. Era viscida e appiccicosa. Lei la sparse in abbondanza sul cazzo di Spud. Era Vicks.
Spud sentì un bruciore fortissimo, e iniziò a urlare di dolore. Si contorceva, muovendosi a scatti per liberarsi dai legami; era come se gli avessero ghigliottinato la testa del cazzo.
- Oh, cazzo. Scusami, Spud - fece Laura, rimasta a bocca spalancata.
Lo aiutò a tirarsi su dal letto e lo accompagnò in bagno. Lui saltellava, con occhi accecati da lacrime di dolore. Lei riempì d'acqua il lavandino e poi andò a cercare un coltello per liberargli i polsi e le caviglie.
Cercando di tenersi in equilibrio, Spud immerse il cazzo nell'acqua. Sentì un bruciore ancora più forte, e per lo shock fece uno scatto all'indietro. Cadde, e andò a sbattere con la testa sulla tazza del cesso, spaccandosi un sopracciglio. Quando Laura tornò, Spud era svenuto e gli usciva del sangue spesso e scuro che gocciolava sul linoleum.
Laura chiamò un'ambulanza, e Spud si risvegliò all'ospedale con sei punti e una forte commozione cerebrale.
Non se la scopò più nel buco del culo. A quanto si diceva, poco dopo, per la frustrazione, Laura aveva telefonato a Sick Boy, che era venuto a prendere il posto dell'amico."


Tratto da 'C'è una luce che non si spegne mai', in Trainspotting, di Irvine Welsh, Guanda.

2 commenti:

  1. utente anonimo26/8/08 19:34

    sisi lo voglio proprio leggere! domani mattina vado a comprarmelo! smack

    Th Girl

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