01/09/08

Datti all'ippica

Si dice che un bravo scrittore sia capace di rendere interessanti le peggio stronzate.
Ecco un grande scrittore.
(sì, ultimamente vado sui classici moderni, o comecavolo si chiamano.)

"un giorno alle corse vi insegna più di quattro anni all'università. se mai insegnassi scrittura creativa, inviterei i miei allievi a recarsi all'ippodromo una volta a settimana e fare almeno una giocata da 2 dollari per ogni corsa. sul vincente. non sui piazzati. chi gioca i piazzati è uno che avrebbe preferito restare a casa, ma poi è andato lostesso alle corse.
i miei allievi diverrebbero senz'altro più bravi a scrivere, anche se molti di loro comincerebbero a vestire in modo trasandato, e dovrebbero magari andar a piedi.
mi ci vedo, insegnante di Scrittura Creativa.
- com'è andata, Miss Thompson?
- ho perso 18 dollari.
- su chi ha puntato nella corsa clou?
- su One-Eyed Jack.
- scelta scema. il cavallo rendeva 5 libbre, il che attira la folla, ma significa anche un passaggio a classe superiore. e un surclassato vince solo quando è giù di giri sulla carta. invece One-Eyed Jack aveva fatto registrare ottimi tempi, altro motivo di attrazione per la folla, ma tali ottimi tempi si riferivano a un percorso di 6 furlongs e, su tale distanza, la velocità è sempre più elevata, rispetto a quella che si realizza su altre piste. Inoltre, quel cavallo aveva risalito sei posizioni, quindi, ragionava la folla, avrebbe ben figurato sul miglio-e-un-sedicesimo. ma One-Eyed Jack non vince una corsa con 2 curve da due anni. e non è un caso, questo. quel cavallo è uno scattista, e solo uno scattista. che sia arrivato ultimo, a 3 a uno, non sorprende.
- com'è andata a lei, professore?
- ho perso 140 dollari.
- su chi ha puntanto nella corsa clou?
- su One-Eyed Jack. la lezione è finita."

Charles Bukowski, da Addio Watson, in Storie di ordinaria follia (erezioni, eiaculazioni, esibizioni), Feltrinelli, 1978.


Sottigliezza del Bukowski personaggio/narratore: per quanto si sforzi, per tutto il casino che faccia e per tutte le situazioni bislacche in cui si trovi, non fa mai del male a nessuno; solo a se stesso. Non è una cosa banale da sottolineare in quanto praticamente tutti quelli che gli ronzano attorno (o quelli a cui lui ronza attorno) sono bravissimi a inabissarsi da soli, ancor peggio di Bukowski stesso.
 Magari porta sfiga.


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