21/11/08

Gulliver e le sue pippe

I viaggi di Gulliver è un romanzo per bambini solo nella sua versione edulcorata. Almeno spero.
Perché se anche i bambini leggono la versione integrale... be' [questa frase andrebbe finita per rovinare la suspence].

Per capire meglio ci vuole una premessa:
I viaggi di Gulliver altro non è che satira sociale del settecento mista a parodia di Robinson Crusoe, ed è proprio questo intento parodico a rendere il romanzo inadatto ai pargoli.
Infatti, una delle caratteristiche principali di Robinson è quella di essere asessuato (letterariamente parlando. Il pene lo ho, ma non lo usa): per esempio non riesce a distinguere il sesso degli indigeni nudi e, a fine vicenda, racconta in ben due righe che ha avuto tre figli (o due? Non ricordo).
Insomma, Robinson non ha corpo, cosa parecchio inaudita nella letteratura inglese, dove se non metti una bella scopata in ogni tuo lavoro sei una specie di freak.
Gulliver, invece il corpo ce l'ha eccome, e la sfera sessuale è messa in risalto fin dalle prime pagine.

Per capire meglio ci vuole una premessa:
Robinson Crusoe si apre con una manciata di pagine in cui l'io narrante spiegadi chi è figlio e che ha fatto finora. Roba da ecchissenefrega. Lo scopo di questa manfrina è dare l'idea che Robinson fosse una persona reale, ben impiantata nella società. Benché noi oggi sappiamo che è stato un omino chiamato Daniel Defoe a scrivere il libro, nel settecento il libro è stato pubblicato a nome Robinson Crusoe e spacciato per vero. La cosa era possibile perché Robinson Crusoe è generalmente riconosciuto come il primo romanzo in lingua inglese, dunque non si avevano termini di paragone per capire se era vero o falso.
I viaggi di Gulliver si apre nello stesso modo: due o tre pagina in cui Gulliver farnetica su un certo padron Bates (o signor Bates, non so come sia stato tradotto in italiano), personaggio perfettamente inutile che non ricomparirà più in seguito. Swift fa come Defoe insomma, dà spessore al proprio personaggio, con il risultato che il lettore può scoppiare in un altro allegro chissenefrega e leggere in diagonale.
Saltando il gioco di parole osceno a pie' pari.
Il sedicente Bates, infatti, viene chiamato Mr. Bates, che letto per intero viene Master Bates.
Pronunciatelo.
Ah ah.
Non è abbastanza. Alla fine viene chiamato My good Master Bates.
Che grasse risate.

Poi niente, si continua con la storia. E Gulliver fa di tutto per raccontarci cose che potrebbe anche evitarsi, come descrivere la sua pisciata (-fiume, agli occhi dei lillipuziani), il suo cacare attaccato a una catena (arriva addirittura ad affermare che una manciata di lillipuziani prelevano il prodotto con un carrellino e lo portano via!) e il suo stare accavallato sui capezzoli di una donna gigante, lamentandosi di quanto sia brutta e porosa la pelle da quella prospettiva.

Tutto questo per ridare un corpo a Robinson, e alla letteratura inglese, che se si ritrova senza sesso per troppo tempo dà di matto.

Ah sì, i bambini. [questo richiamo dovrebbe essere concluso per dare un senso al tutto]

Questo post è basato sul nulla, in quanto chi cacchio ha mai letto I viaggi di Gulliver in originale, potendosi così godere il giochino sconcio?

3 commenti:

  1. utente anonimo24/11/08 13:51

    il contenuto di questo post è ghignoso e interessante. I commenti dell'autore... ma eri ubriaco? ahahah

    The Girl

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  2. Nah^^

    È che narrativamente parlando RC è un groviera. Ho cercato di riflettere la cosa nel post.

    Alcuni esempi:

    A metà romanzo spunta un cannocchiale dal nulla, messo lì solo perché serviva a Robinson. Nessun accenno prima.

    Salva dai cannibali uno spagnolo. Manda questo spagnolo e il padre di Venerdì a recuperare altri spagnoli, con l'idea di costruire una barca e scappare. Nel frattempo arriva una nave inglese. Robinson riparte con Venerdì, dimentico degli spagnoli e del padre di Venerdì che dovrebbero raggiungerlo.

    Le ultime 20 pagine sono un codone inutile in cui racconta il suo viaggio da Lisbona all'Inghilterra e gli attacchi dei lupi. Mboh.

    Alla fine torna sull'isola. Si considera il re e va a controllare come gli stanno tenendo il regno. Gli spagnoli lo ossequiano invece di mandarlo a cagare per averli lasciati lì! Inoltre non manifestano intenzione di andarsene.

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  3. utente anonimo24/11/08 14:54

    wahahah davvero??del tipo che gli è andata bene solo perchè è il primo libro in lingua inglese, sennò col cavolo che trovava un editore! ghghgh

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