06/11/08

Un popoli di imbecilli

I Norvegesi - o quelli che abitavano nell'odierna Norvegia - nell'800.
Sentite cosa facevano quando moriva uno di loro.
- lo tenevano esposto per un mese in casa, anche due. Per i nobili 6 mesi.
- per tutto quel tempo dilapidavano le sue ricchezze in alcool e giuochi per la veglia funebre.
- il rimanente, sempre che qualcosa rimanesse, veniva posto in 5-6 mucchi dal valore crescente su una linea retta entro un miglio dal villaggio, con il mucchio più ricco nel punto più distante.
- Dei perfetti sconosciuti a cavallo venivano posti a 5-6 miglia dal villaggio. Il più veloce ad arrivare si beccava il bottino grosso, il secondo il secondo mucchio e così via.
- i perfetti sconosciuti potevano tenersi i soldi del morto.
- Ai parenti restava, bene che andasse, l'odore di cadavere in casa.

Questo post non ha parole.

 

9 commenti:

  1. utente anonimo7/11/08 19:19

    E quant'è durata quest'usanza??? O__O

    The Girl

    RispondiElimina
  2. utente anonimo11/11/08 19:08

    I Norvegesi saranno pure imbecilli per queste antiche usanze, in compenso sono sempre stati meno nella merda rispetto agl'italiani. Bisogna inoltre indagare sul perchè di certe tradizioni invece di deriderle. Mi pare un atteggiamento infantile e demenziale.
    Del resto cosa ci si può aspettare da uno che crede che la Svizzera non abbia cultura propria se non un collage tra quella italiana, francese e tedesca? Brutta roba l'ignoranza!

    RispondiElimina
  3. correggi cultura con letteratura (vero, la letteratura svizzera esiste, ma è irrisoria rispetto a quelle dei vicini, con alcune eccezioni come Dürrenmatt) e starai ancora sbagliando. Io sarò ignorante, ma tu manipoli e distorpi ciò che ho scritto.
    Quanto ai norvegesi: è ovvio che a contestualizzarla magari ha un senso, ma avrebbe fatto meno ridere, che era lo scopo del post.
    Ma cosa ci si può aspettare da uno che giudica due culture e si arroga il diritto di affermare che una è meglio dell'altra?
    Per chiudere: è veramente da vigliacchi passare a criticare senza manco firmarsi. Getta il sasso e nascondi la mano. Bravo/a.

    RispondiElimina
  4. utente anonimo12/11/08 16:16

    Sono Davide, piacere!
    Tu dici "Ma cosa ci si può aspettare da uno che giudica due culture e si arroga il diritto di affermare che una è meglio dell'altra? " Io?? Ma veramente è esattamente quello che affermi tu: "vero, la letteratura svizzera esiste, ma è irrisoria rispetto a quelle dei vicini"

    Io non ho storpiato proprio niente, tu l'hai fatto. Io ho parlato di CULTURA! Tu solo di letteratura.
    Comunque dato che per tua stessa ammissione lo scopo dei tuoi post è quello di far ridere allora che dire? Ridiamo per non piangere.

    RispondiElimina
  5. Secondo me è un dato di fatto che la letteratura svizzera abbia sia in generale di tradizione minore rispetto a quelle dei vicini. Con qualche eccezione, come ho detto. Non siamo mai stati un popolo di grandi scrittori. Di grandi scienziati sì. Di grandi linguisti pure. Ma di grandi scrittori no.
    Quanto al giudicare le culture, sei tu ad aver affermato che i norvegesi sono sempre stati meno nella merdi degli italiani, dando dunque un giudizio di valore che non condivido.
    Quanto allo storpiare: tu mi hai imputato di aver detto che la Svizzera non abbia cultura propria, cosa che non ho mai scritto. Per me è storpiare.
    Che poi il mio umorismo (o tentativo di umorismo) possa non piacere, ci sta tutto.

    RispondiElimina
  6. utente anonimo12/11/08 18:01

    Si potrebbe disquisire per ore, ma che l'Italia goda di tutta questa grande reputazione è da appurare.
    Noi abbiamo il bruttissimo vizio di credere che ciò che abbiamo fatto, prodotto o annoverato tra la nostra tradizione sia migliore o più valido e degno di nota rispetto ad altri. E ci permettiamo di affermarlo non conoscendo affatto, o sapendo solo superficialmente la cultura, la tradizione o la letteratura altrui. La letteratura svizzera non è minore (parlando in termini qualitativi, non quantitativi ovviamente). Semplicemente in Italia la si ignora o non gliene frega niente a nessuno apprenderla. Il 90% delle persone infatti, crede sia più 'classico' o più giusto dedicarsi alla letteratura francese o inglese (per esempio), scartando di continuo l'approfondimento di altri patrimoni degni di nota e di valore.
    Ciao

    RispondiElimina
  7. Premetto che io sono svizzero e ho sempre vissuto e sto studiando in Svizzera.
    Ebbene, un "corso" sulla letteratura svizzera non esiste, tutt'al più gli sparuti autori vengono accorporati alle rispettive letterature confinanti. Il che secondo me è significativo.
    Non credo neanche che si possa parlare di una letteratura svizzera, in primis perché gli autori sono troppo pochi. Inoltre, il fatto di non avere una lingua comune non aiuta, nemmeno a livello culturale.
    Quanto ai meriti italiani a livello letterario ti riporto in sunto i punti principali di un importante saggio del '67 di Dionisotti:
    - dal '200 al '500 innovatrice.
    - nel '600 si difende dalle letterature 'straniere', quali quella francese.
    - dal '700 al '900 se la gioca alla pari, né bene, né meglio.
    - nel '900 (considerazione mia) perde terreno, a discapito dell'egemonia anglofona.
    Tutto questo, ovviamente, molto semplificato.
    Questo per dire che una certa supremazia letteraria italiana, se così vogliamo dire, c'è stata eccome, anche se non è più attuale, e su ciò i critici sono concordi. Cavolo, nel '600 la lingua "universale" era l'italiano, qualcosa vorrà pur dire!

    RispondiElimina
  8. utente anonimo12/11/08 18:45

    L'italiano non è mai stata una lingua universale. Ha ereditato molti pregi dal latino, quella sì lingua universale.

    RispondiElimina
  9. Espresso male: lingua di cultura.
    Come poi sarebbe successo al francese nei secoli successivi.

    RispondiElimina