10/12/10

Molto dopo mezzanotte I


"Ero lì, davanti a lei, potevo ripeterle quanto mi aveva detto quel vecchio nella quiete del bar? Potevo parlarle di tutta la bellezza che mi aveva nutrito l'anima durante la mia vita e di me stesso con un giocattolo pieno di sabbia nelle mani, a spargerne il contenuto con parsimonia per il mondo? Potevo elencarle i miei debiti verso la gente di teatro, di cinema che mi aveva fatto ridere, o piangere o, quanto meno, sentire vivo, e mai nessuno che nel buio avesse osato gridare, - Se un giorno dovessi aver bisogno di aiuto, ricordati che sono un amico!"

Ray Bradbury, 'Domenica a Berlino', in Molto dopo mezzanotte e altri 21 racconti.

Molte belle immagine in questa raccolta di racconti. Alcune ormai datate come idee (ergo, molto nuove nel 1940, poi riprese da parecchi scrittori, col risultato che leggendo ora questi racconti mi sanno di già sentito nonostante la cronologia storica).
Non a caso Ray Bradbury è uno dei più grandi "raccontisti" viventi. E pure a storie lunghe non se la cava male.
Tanto famoso da ricevere il più grande degli omaggi che un vecchio può ricevere:

Fuck me Ray Bradbury


Che è un po' l'omaggio che tutti noi aspiranti scrittori sogniamo.

05/12/10

Antichrista


"La lettura non è un piacere sostitutivo. Vista dall'esterno, la mia esistenza era scheletrica; vista dall'interno ispirava quello che ispirano gli appartamenti il cui unico mobilio è una biblioteca suntuosamente stracolma di libri: l'ammirazione gelosa per chi non si sovraccarica del superfluo e trabocca del necessario".

Amélie Nothomb, Antichrista, Voland, 2003.

C'è uno specifico motivo per cui leggo la Nothomb solo se trovo i suoi libri su quelle splendide bancarelle dell'usato un tanto al chilo: Non valgono il prezzo di copertina (altissimo: 13 euri per 115 pagine stampate a caratteri immensi e spaziati ad libitum!). A livello di contenuti di solito la Nothomb mi piglia abbastanza, tanto da farmi sorvolare sullo stile (a volte sembra di leggere il riassunto della trama del racconto piuttosto che il racconto stesso), stavolta la storia mi è parsa banaluccia e poco approfondita nonostante al contempo mi sia sembrata stiracchiata. Un po' meglio nel finale.
Si consigliano, piuttosto, L'igiene dell'assassino, e, soprattutto, Acido solforico, la cui idea alla basa è comunque "kinghiana", o meglio, "bachmaniana".