25/02/12

Confronti Vintage: Febbraio 2011._

Da ormai 3 anni collaboro con una rubrichetta (Mondi Sommersi) all'incirca mensile alla rivista progressista Confronti (con allegato Social Media), disponibile solo su abbonamento. A distanza di un anno dalla pubblicazione, ho deciso di riproporre una volta al mese gli articoli.
 
Religione porta a porta

Sono molto belli questi occhielli in grassetto: rendono la pagina piacevole a guardarsi e snella. Purtroppo, al contrario dei miei ottimi colleghi, non sono capace a farli. Però sono molto belli. Quindi ne approfitto per un paio di appunti a prospettiva rovesciata su quello che state per leggere. Non che io ci creda particolarmente, a questi appunti, ma vorrei accennarli per completezza. Eccoli: è possibile che la madre non abbia trovato una babysitter per la figlia e sia stata costretta a portarsela dietro, è possibile che abbia cercato di renderla partecipe per non farla annoiare, è possibile che l'abbia allontanata per proteggerla. È possibile, non probabile.

Sono ateo. Oddio, tecnicamente non credo di esserlo. In fin dei conti ho fatto comunione e cresima prima di costruirmi un'opinione informata sull'argomento e ricredermi in toto al riguardo. Credo che per essere definito ateo dovrei rassegnare una lettera di dimissioni ai vertici o simili, ma già il solo informarmi a proposito mi pare uno spreco di tempo. Perché dico tutto questo? Per sottolineare che, si accettino o meno le conclusioni, ho avuto modo di riflettere parecchio sull'argomento prima di prendere una decisione. Ed è per questo motivo che trovo particolarmente seccanti i venditori di religione porta a porta, che mi parlano con l'assunto che io sia in errore, povero ingenuotto, come se non avessi mai speso più di due secondi a riflettere sull'argomento.

Non è vero. In realtà i venditori di religione porta a porta mi divertono, perché so di non essere parte di quel target che bramano di convertire. Loro questo non lo sanno però, così spesso ne approfitto per fargli sprecare un po' di tempo facendo lo gnorri e ascoltando i loro deliqui per una decina di minuti, sorridendo cortese. La vedo come una rivalsa per tutto il tempo che loro hanno fatto sprecare a migliaia di persone. E poi mi dà qualcosa da raccontare agli amici. Se mi stufo basta piazzare la bomba (“sono ateo”) e trac!, spariti in trenta secondi netti.
Insomma, di norma non mi infastidiscono. Oltretutto suonano a orari cristiani e non la domenica all'alba come vuole lo stereotipo. Qualche sabato fa, però, mi sono trovato a confrontare la più classica delle eccezioni, nella forma di una Testimone di Geova (non si è presentata come tale, l'ho dovuto scoprire dall'opuscolo che mi ha costretto a prendere) accompagnata dalla figlia. Non è stata una bella esperienza, mi ha lasciato disgustato.
È andata così: sento il campanello, vado ad aprire e mi ritrovo sul pianerottolo una signora di mezza età (la madre) che tiene a manina una bambina di 3-5 anni (la figlia). Tutta un sorriso, la madre inizia a parlare di Dio come unico mezzo per un futuro migliore e via discorrendo. La figlia di fianco, una brochure nella mano libera, sta a testa bassa a fissarsi le scarpe, palesemente imbarazzata. Finito il deliquio, la madre fa: "vuole una brochure?" Vede il mio tentennare e aggiunge: "guardi, gliela dà mia figlia. La prenda". Io a questo punto, sono obbligato a prenderla. La figlia è lì, con la testa se possibile ancora più incassata e la sola manina tesa verso di me a porgermi la brochure (impressionante come si stesse ritraendo con tutto il corpo pur restando ferma). Sono obbligato a ringraziarla, a sorriderle, a cercare di farle capire che non le voglio male, che sono contento di vederla. Non era più questione di accettare la brochure, ma di accettare lei.
La cosa mi ha scosso abbastanza, quindi non mi ricordo cosa abbia continuato a dire la madre, almeno finché non mi ha chiesto cosa ne pensassi di quel che andava narrando. Ci avrò messo cinque secondi a risponderle. Cinque secondi a pensare a come spiegare che non sono assolutamente interessato a qualsiasi cosa volesse propormi senza turbare al contempo la bambina. Finisce che piazzo la bomba e cerco di dotarla di un silenziatore: sussurro alla madre “sono ateo”, sperando che la figlia non senta, o non ci faccia caso. La madre lascia subito la mano della figlia che si dilegua giù dalle scale che portano in cantina. L'avevano evidentemente provata a casa. Era talmente plateale che mi sono sentito di nuovo uno schifo per aver messo a disagio la bambina. La madre ha poi provato un ultimo tentativo, chiedendomi ragione del mio ateismo. Ho borbottato “la scienza” (non sono fra i virtuosi che hanno sempre la risposta pronta, il che di solito non è un problema con i venditori di religione porta a porta che ti salutano appena e poi partono a macchinetta. Di solito basta annuire e sorridere) e lei mi ha reso edotto di come nella Bibbia si trovino da millenni le risposte ai più recenti quesiti scientifici. Alché devo averla guardata con mooolto scetticismo, poiché ha riposto ogni velleità, ha recuperato la figlia ed è sparita.
È passato, dicevo qualche tempo. E ancora adesso, più ci ripenso più sono schifato. Quella donna ha attuato due violenze nelle stesso istante. Innanzitutto alla figlia che, avesse avuto voce in capitolo, avrebbe voluto essere in tutt'altro posto. In secondo luogo a me, cercando di condizionare le mie risposte con la presenza della figlia. Cioè, quella vigliacca, perché questo è, si è fatta scudo dietro la propria prole a eventuali critiche o male parole. E questa sarebbe gente di fede? Come può non rendersi conto della meschinità intrinseca nel suo agire?
Ma, soprattutto, perché ho dovuto sopportare che una sconosciuta mi mettesse in una posizione imbarazzante e mi facesse sentire un verme? A Dio non devono proprio piacere, gli atei.

P.S.: ho poi trovato sulla brochure un ottimo esempio di come la Bibbia confermi la scienza: sapevate che il peccato originale è inscritto nel nostro DNA? Non vedo l'ora che gli scienziati lo trovino e lo debellino.

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Un anno dopo: Quanto descritto resta una delle cose più meschine che abbia visto in vita mia. E mi è sempre sorprendente notare come anche le altre siano soventemente correlate a persone di chiesa. Mi dispiace sinceramente per chi non ha strumenti per difendersi da queste angherie e capitola. Ora come allora non so se questo fosse un articolo adatto. Da un lato credo che la forma Gonzo di giornalismo debba essere riattuata, per scacciare gli assolutismi, dall'altra nello specifico la struttura del pezzo non mi convince appieno. Forse sono i soggetti stessi a non meritare l'importanza di un articolo. Fatto sta che allora sentivo il bisogno di condividere questa storia, e così ho fatto. Resta rafforzato il sospetto (che spesso confina in ribrezzo) verso ogni forma di fede (dalle religioni alla politica al tifo sportivo).
 

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