28/03/12

Wikiracconto XIV: Farsi prete._

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RISULTATI: Diocesi di Assura, Bill Pope, Giuseppe Colombo (matematico), Football Club Internazionale Milano 2009-2010, Ikki Tōsen: Great Guardians.

 Farsi prete

Ho pensato a vari modi in cui narrare questa storia, nell'ottica in cui questi wikiracconti siano sia esercizi di stile che che sperimentazioni. Apparentemente, orora, sto facendo metanarrativa, ma neanche questo è il punto. Avevo pensato pure a un elenco di istruzioni, o a una fiaba imbastardita con un linguaggio terra terra. Ma no, niente. Il problema è a monte. La storia a cui ho pensato, ho realizzato, non è altro che un prologo per una storia ben più grande, e come tale richiederebbe un'attenzione e una documentazione molto maggiore di quella richiesta per scrivere un wikiracconto. Una storia che getta le basi per storie successive, in cui si presentano i personaggi e la situazione. Magari la svilupperò, magari no. Sta di fatto che un wikiracconto non le renderebbe giustizia. Sta anche di fatto che ho un wikiracconto da scrivere e che gli altri titolo che wiki mi ha proposto non sono riusciti a ispirarmi. Pertanto ho deciso non solo di non rendere giustizia alla storia, ma di mortificarla, offrendone un vaghissimo riassunto e sottolineandone gli spunti futuri.
Dunque.

21/03/12

A fil di penna: curiosità._

Durante il romanticismo (1780-1830 circa) in Inghilterra i libri si pubblicavano anonimi, mentre le raccolte di versi avevano sempre in copertina il nome dell'autore. Come mai, viene da chiedersi, accadeva questa proprio nel periodo storico in cui la figura dell'autore diventava preponderante?
Ci sono vari motivi, e uno di questi è il seguente: nessuno ti avrebbe ucciso a duello.

Giuro. Non sto scherzando.

Ecco perché: pare che allora si potessero ancora fare duelli per questione d'onore (credo, ma non sono sicuro, fosse un "privilegio" riservato ai soli nobili). Nei libri spesso si satireggiavano personaggi pubblici (quindi, di solito, nobili), che raramente la prendevano bene (oggi si querelerebbe) e rispondevano sfidando a duello. Gli scrittori raramente erano nobili, ergo non erano affatto allenati alla spada ed erano destinati a soccombere piuttosto facilmente. Pare che un discreto numero ci abbia effettivamente lasciato la pelle.

Ve lo vedete Luttazzi sfidato a singolar tenzone da Dell'Utri?

Meanwhile, in Ireland..._

Splendido articolo (ma potrei essere vagamente biased al riguardo) scritto da Jim Culleton (e apparso sull'Irish Time online), direttore artistico di Fishamble e dei Tiny Play For Ireland, rassegna di brevi opere teatrali fra cui il mio Weekend Abroad. Culleton descrive il processo di selezione delle 50 fra le 1'700 opere pervenute, spiegandone i criteri e rivelando alcune trame (non la mia, though):

The 39 plays we selected depict events that include a woman singing to her husband as they dance on a carpet of unpaid bills; two old friends milking cows by hand during a power cut; a whole lifetime condensed into four minutes; a mother and her teenage son arguing over a sexist billboard at a Dart station; an outrageous sexual encounter between two financial asset managers; a man discovering naked photographs of his mother when clearing out the attic; and a teenager waiting on a platform for a train to arrive as he contemplates taking his life.

Sembra fichissimo. Spero non siano tutte durante la produzione di Marzo, a cui non potrò andare, bensì in quella prevista per l'anno prossimo o giù di lì in cui c'è anche la mia.
Culleton spiega anche come hanno organizzato il palco in modo da permettere di mettere in scena 25 differenti opere teatrali in novanta minuti.

The production will be staged in the round, so the theatre resembles a mini sports arena or political forum. The set, designed by Sabine Dargent, resembles two paths intersecting, to create a sense of plays happening “at the crossroads”. Although the audience will watch 25 plays in 90 minutes, we are keen to avoid 24 scene changes, so the set allows plays to exist in their own right while enabling the overall production to be fluid. Plays that involve characters walking on a journey should work well, and the set is flexible and abstract enough to facilitate the more surreal plays while allowing more realistic pieces to happen with minimal props or set pieces.

Ingegnoso.

La cosa più seccante di quest'esperienza è non poterla sfruttare appieno a causa di problemi logistici (Dublino non è esattamente nelle mie zone). Penso che a ora ho già perso almeno tre incontri interessantissimi (giro del teatro, prima lettura delle opere, prima prova in costume), e tanti altri ne perderò. Anche il non poter conoscere gli altri playwrights è seccante. Addio, networking. Ma tant'è, si aspetta pazienti l'anno a venire.

19/03/12

Wikiracconto XIII: Storia del cazzo._

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RISULTATI: General Electric T700, Milan Foot-Ball and Cricket Club 1905, Roberto Cicciomessere, Verizon Tennis Challenge 1988, Centimetro.

 Storia del cazzo

È una storia interessante, ma comincerei digredendo: il mio pene misura circa un nono della mia altezza. Che in sé vuol dire poco. Se sono alto due metri vado per 23 cm, ma se sono alto un metro e sessanta sono a poco meno di 18. Che non è comunque male, mi accorgo ora facendo le frazioni. D'altronde, potrei stare mentendo coi numeri, e il mio pene potrebbe rappresentare un quindicesimo della mia altezza. Chissà. La verità è da ricercarsi nel mio scopo nello scrivere questo pezzo: sono insicuro e ce l'ho piccolo e faccio finta di averlo grande? La prima frazione proposta è quella corretta e sto sbandierando il mio pene al mondo nella speranza di sedurre qualcuno? Sto parlando di me oppure è un "io" da racconto, che con me non ha nulla a che fare? Ma soprattutto, tutto questo ha davvero importanza?

05/03/12

Wikiracconto XII: Pausa di commissione._

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RISULTATI: Lista delle regiones di 951 Gaspra, Carl Marzani, Läufelfingen, Boo Ellis, Serie A 1998 (Ecuador).

Pausa di commissione


- Ferma tutto, ho avuto una grande idea!
- Sì! Cosa?
- Sai cosa dovremmo fare? Il campionato di calcio più insensato del mondo! Inventarcene uno, dico. Stupido in maniera allucinante ma fattibile. Che a furia di creare calendari la cosa sta diventando un po' ripetitiva.
- Figo! Sì, dai! Tanto tempo ne abbiamo.
- Ottimo! Ma dev'essere strano forte, eh?
- Cos'hai in mente?
- Mah, ancora non so. Però dev'essere peggio del campionato svizzero.
- Ah, che bei ricordi. Per un po' gli avevamo fatto usare i mezzi punti... Eh, non sarà facile!
- No. Mmmm... la cosa svizzera del doppio girone potremmo usarla, che già è strana...
- Sì! E renderla ancora più strana! Tipo fare i due gironi collegati molto vagamente, di modo che il secondo poco ha a che fare col primo.
- Due campionati in uno, mi stai dicendo?
- Sì qualcosa, del genere. Direi da 10-12 squadre, così c'è tempo di fare entrambi i gironi.
- Bé, a questo punto usiamo l'Ecuador, che tanto abbiamo già qui tutto.
- Ok, perfetto. Allora: due gironi, uno autunnale e uno primaverile. Che succede a chi vince? Subito campione? ...No, troppo noioso.
- Sì, decisamente.
- Playoff allora? Nah... Mmm-
- Metacampionato!
- ...Cosa?
- Un minicampionato nel campionato: i primi sei giocano per il titolo, i secondi sei per non essere retrocessi.
- Genio, genio! Però abbiamo detto fattibile, così rischia di diventare troppo lungo... Facciamo quattro e quattro?
- E gli altri quattro?
- Ci pensiamo dopo.
- Ok.
- Bene, allora due gironicini per decidere chi vince e chi retrocede. Come funziona? Dimezziamo i punti ottenuti nel girone principale?
- Troppo democratico. Tutti ripartono da zero.
- Da zero? Nessuno vantaggio a chi ha dominato?
- No.
- Hahahahaha. Mi piace! Ottimo!
- Che succede a chi vince?
- Campione d'autunno.
- Troppo facile. Pensiamoci dopo. Chi retrocede, piuttosto. Cioè, si va giù subito e in primavera salgono un paio di nuove squadre oppure per intanto restano lì? O la prima si salva e le altre tre devono risfidarsi in primavera e di nuovo la prima si salva?
- Mmmm, non lo so. E che fanno poi queste tre squadre nel campionato primaverile? giocano contro se stesse allo sfinimento? No, non funziona.
- Hai ragione. ...Cavolo, non so. Partendo da queste premesse, ci prendiamo un attimo per pensarci e ci riaggiorniamo fra un'ora?
- Va bene.

04/03/12

Wikiracconto XI: Felschi Vier._

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RISULTATI: Rocky (serie di film), Coppa del mondo di pallavolo maschile 2003, Resto Umile World Show, Eugenio Dugoni, Passo di Campogrosso.

Felschi Vier

Ovvero, se Rocky IV vedesse come protagonista un pugile svizzero

  •  Innanzitutto: il pugile nemico. Già qui è difficile: con il fatto che la Svizzera è paese neutrale è difficile trovare rivalità. Quattro possibilità stiracchiate: 1) I tedeschi (per l'oro ebreo), 2) i libici (con Gheddafi che voleva smembrare la Svizzera, 3) gli Stati Uniti (per il segreto bancario e il caso UBS), 4) l'Italia (per lo scudo fiscale di Tremonti).
  • Come da titolo, Felschi è svizzero tedesco, in quanto gli svizzeri tedeschi compongono la maggioranza della popolazione elvetica. Va da sé, quindi, che nel contesto multilinguistico svizzero, il miglior amico di Felschi che muore ucciso dal pugile nemico è o svizzero francese o svizzero italiano (svizzero romancio non eleggibile per eccessiva rarità).
  • La sequenza dell'allenamento. Molto problematica. Gli svizzeri si fanno vanto della natura che li circonda ma sono all'avanguardia a livello tecnologico. Ne consegue che Felschi si allenerà sì su e giù dalle alpi e sui ameni fiumiciattoli, ma lo farà usando le tecnologie più avanzate in armonia con la natura. L'avversario, per contro, si farà di steroidi in maniera pesa punto e stop.
  • Esito del combattimento. Dipende dalla casistica definita nel primo punto:

01/03/12

Cuore-riscaldante storia*._

Non avrei voluto raccontare la classica storia dello straniero che sembra brutto e cattivo ma che poi si rivela buono puccioso dal cuor d'oro. Eppure mi è successa.
In realtà non è andata proprio così.

Antefatto 1: di fianco a casa mia a Zurigo c'è un garage piuttosto scalcinato visitato spesso da persone abbastanza boarderline.
Antefatto 2: Da qualche mese a questa parte mi muovo per Zurigo su uno scooter, che il garagista gentilmente mi concede di parcheggiare nel suo piazzale, così che nel mio parcheggio lui ci possa lasciare le sue macchine e guadagnare un po' di spazio.
Antefatto 3: Lo scooter è del '96, e dal '97 ogni inverno gli muore la batteria. Non ha l'accensione a manovella in alternativa.

Bene. Al ricominciare dell'università ho rispolverato lo scooter dopo due mesi di inutilizzo causa freddo polare artico e non presenza in loco, già sapendo che avrei dovuto rubare due minuti al garagista per dare al mio mezzo una botta di elettricità tramite gli appositi cavetti che si applicano sulla batteria e che sicuramente hanno un nome tecnico che però io non conosco. Così faccio, eppure lo scooter non riparte. Il garagista ci guarda dietro, prova un po' di cose, e decide di smontarlo per vedere cosa c'è che non va. Io lo lascio fare: 'sto tizio lavora come un pazzo ogni giorno e ha sempre una tonnellata di clientela, che di solito è un buon segno della qualità del lavoro di qualcuno. C'è il piccolo particolare che è un meccanico d'auto, ma vabbé.
Dicevo, smonta tutto. Prova col macchino apposito se arriva la corrente nei posti giusti per identificare il guasto e scopre che il motorino d'accensione ("die Rolle" in tedesco, non so se sto usando il termine giusto in italiano) si è tipo fulminato. Mi mette in mano la mia carta grigia e il pezzo rotto e mi spedisce al negozio di riparazioni scooter lì vicino dicendomi che sicuro ce l'hanno in magazzino (non ce l'avevano, ma arriva in due giorni). Il tempo di andare e tornare e il meccanico mi ha pulito il filtro e sta per controllare lo stato delle candele. Così. In pratica mi ha fatto il servizio. Manco voleva che pagassi. Respect a 'sto tizio, ho pensato. E cazzi suoi se non vuole i miei soldi**.

* "Heart-warming tale"
** Ovviamente gli ho chiesto di farmi tariffa piena per l'ora di lavoro che gli ho rubato e sono riuscito a pagarlo. Poi: non ho idea si mi abbia fatto un prezzo di favore, se mi abbia spennato o se mi abbia chiesto il prezzo giusto, poiché non ho idea del tariffario consueto dei meccanici.