07/06/12

Wikiracconto XVII: Emily (A Case Study)._

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RISULTATI: Papiro di Ani, Quinto Minucio Esquilino Augurino, Samsung Securities Cup 2011, Loverboy (film), Pumpkin Tracks.


EMILY
A Case Study
  
Emily (d'ora in poi "il Soggetto"), figlia di genitori suicidi, è convinta che il suo unico scopo nella vita sia proceare pargolanza. Niente di straordinario: in questa fase il Soggetto sta semplicemente cercando di compensare la perdita dei propri genitori. Tuttavia, altri soggetti provenienti da una simile situazione famigliare di figli cercano di farne almeno due, per pareggiare il bilancio vita-morte. Inoltre, cercano di avere sia un maschio sia una femmina. Se non è il caso subito, tendono a continuare a figliare fino a quando non diventa così. Il Soggetto, invece, di figlio ne ha voluto solo uno, ma ha cercato di averlo perfetto: un unico individuo in grado di racchiudere in sé il meglio dei due genitori e, anzi, di sopravanzarli. Il desiderio di un uberfiglio è dovuto alla paura inconscia del Soggetto che la prole possa suicidarsi. In altre parole, il Soggetto crede che un figlio superiore ai suoi coetanei sia meno incline al suicidio.

il Soggetto, per riuscire nei suoi scopi, si affida all'inseminazione in vitro dopo aver attentamente scandagliato i donatori. Lo sperma, tuttavia, non attecchisce, e il Soggetto si ritrova a corto di soldi, tanto da non potersi permettere di riprovare. A questo punto, decide di girare la Svizzera alla ricerca di uomini intelligenti e attraenti con cui avere una notte di sesso non protetto. L'approccio è tutt'altro che casuale: il Soggetto si sposta di giorno in giorno in un Cantone differente e durante le giornate ricerca indefesso il partner ideale su siti di dating online e similia. Riesce, in questo modo, a giacere con un uomo per ogni Cantone in meno di un mese, tra un ciclo mestruale e l'altro. Interessante, in questo modus operandi, sia il comportamento ossessivo-compulsivo (avere un rapporto sessuale per Cantone è un limite autoimposto, apparentemente ed effettivamente insensato), sia il desiderio di crescere il figlio da solo, fungendo sia da madre che da padre, in un tentativo di prendere su di sé entrambi i ruoli genitoriali in modo da sentirsi più forte dei propri genitori e di allontanare così lo spettro del suicidio.
Il Soggetto riesce nei suoi intenti, ma sciaguratamente perde il bambino dopo poche settimane di gestazione. Depresso (sta fallendo nel suo unico scopo, non è migliore dei propri genitori, la prospettiva del suicidio si fa più pressante), decide di rivolgersi a Dio e va in pellegrinaggio a Lourdes, dove ha modo di conoscere un uomo fascinoso fra le bancarelle di gadgettistica religiosa. I due hanno un fugace rapporto sessuale che lascia il Soggetto incinto. La gestazione questa volta va a buon fine.
Il Soggetto dà al figlio il nome del padre biologico, unico retaggio di figura maschile ammesso, e lo cresce avulso dal mondo reale, al punto da non farlo andare a scuola. Ciò è connesso al suo desiderio di perfezione: il mondo esterno rischia di infangare la prole, solo il Soggetto stesso, che si vede perfetto, è in grado di crescere un figlio perfetto.
Il figlio, tuttavia, percepisce l'esistenza di un'altra normalità ed è desideroso di sperimentarla, al punto di convicere il Soggetto a inscriverlo a una scuola. Il Soggetto, benché il figlio si trovi bene, vive in un stato d'ansia perpetuo e cerca di conseguenza più volte di riportarlo a sé, mettendo in crisi il rapporto a tal punto da indurre il figlio a tentare una breve fuga. È la goccia che fa traboccare il vaso per il Soggetto, che si presenta a scuola e cade vittima di una crisi isterica, accusando gli insegnanti di non essere all'altezza del loro compito. Un insegnante gli fa cortesemente notare che, da quanto ha potuto vedere, in suo figlio non c'è niente di straordinario, e che credere altrimenti non farà che male al figlio. Il Soggetto, incapace di affrontare la realtà, lascia la scuola e recupera il figlio. Con la scusa di un'avventura lo convince a dormire in macchina. Una volta addormentato, porta la macchina nel proprio garage, lascia il motore acceso e ingerisce dei sonniferi. L'intento è quello di uccidere entrambi, in modo che il figlio resti per sempre perfetto e speciale e che il Soggetto e lui non siano mai più divisi. Fortunatamente il figlio se la cava, ma il Soggetto trova la morte.

Questi i fatti, con qualche accenno psicologico. Per una perizia più completa e omnicomprensiva fanno duemilacinquecento franchi.

TEMPO: 50'._

NB: Ho più o meno seguito la trama di Loverboy di Kevin Bacon. Il film non l'ho visto: quanto ci ho preso? No perché leggendo i riassunti delle due wiki, italiana e inglese (riassunti talmente diversi che sembra parlino di due film differenti...), sembra essere una storia misogina il cui messaggio di fondo è: una donna sola non può crescere un figlio, le serve un uomo. Oppure una storia reazionaria che mostra i "pericoli" quando un figlio cresce all'interno di un nucleo famigliare non canonico composto da madre e padre sposati.


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