30/07/12

Una pletora di concerti (riassuntone)._


Uff, settimana impegnativa, quella passata. Fortuna che sono a casa a fare un cazzo (1).
Tutta colpa del Buskers Festival, che era tipo contenuto nel LongLake Festival, rendendo quest'ultimo una specie di meta-festival.
Comunque. Il Buskers Festival è dedicato agli artisti di strada, che hanno sciamato su Lugano per 4-5 giorni, esibendosi sul lungolago e dintorni. Ce n'era per tutti i gusti: dai dei tizi credo tedeschi che giocavano con il fuoco e un vecchio camion dei pompieri, a uno che volteggiava su uno strano aggeggio a 3-4 metri da terra senza essersi messo prima in sicurezza (che essendo in Ticino sono sorpreso che qualche sindacato non si sia lamentato) (2), fino a un comico che chiudeva il suo spettacolo nudo, stringendo un bengala fra le chiappe e accendendolo.
Oltre a ciò, come da titolo, parecchi concerti.

Il primo è stato di un ggiovane duo di cui non ricordo il nome (ho controllato: i Make Plain) che suonava country-folk-blues immagino piuttosto bene e che ho visto sia perché una delle migliori amiche della mia ragazza stravede per uno dei due, sia perché la stessa donzella voleva e non voleva vedere il concerto di un altro bluesman con cui aveva avuto un inciucio.

19/07/12

Gonzo Reportage: Dente @LongLake Festival, 16.07.2012 (e The Vad Vuc)

Sabato, in Piazza Manzoni al LongLake Festival c'erano i locali (nel senso di ticinesi) The Vad Vuc. Un fottìo di gente a vederli, nonostante il diluvio universale di qualche ora prima.

Quasi tutti i Vad Vuc. Quello a dx per l'ultima volta.

Figo, no?
Eppure, non ho nulla da dire riguardo al concerto. Non per colpa dei Vad Vuc, ne', ma per colpa mia. Non so, tutti quelli con cui ne ho parlato hanno avuto solo parole d'elogio, obiettivamente a ragione. Però, boh, ero lì fisicamente ma la testa era da qualche altra parte. Una sorta di torpore. Che è strano perché mi sono sempre divertito molto a vedere i Vad Vuc, e ancora mi brucia non averli visti al Filaforum di Assago qualche tempo fa ad aprire per Davide Van De Sfroos. Inoltre non è che fosse proprio un concerto come un altro, vuoi per la fiumana di gente accorsa a vederli, vuoi perché (ho scoperto in pieno concerto) era l'ultima volta del violinista Sebastian, spettacolo nello spettacolo a vederlo suonare. Insomma, di pathos nell'aria ce n'era. Ma niente, neanche Caro dottore (di solito brividoni dalla prima all'ultima nota) è riuscita a smuovermi.
Strange things happen.

Pertanto passiamo al volo a Dente (al secolo, Giuseppe Peveri), trattando di un tema che che trascende entrambi i concerti, come è logico che sia.

16/07/12

Gonzo Reportage: Giovanni Lindo Ferretti @LongLake Festival, 13.07.2012._

"È che a me Lindo Ferretti fa paura" scrive Gianluca Morozzi nella sua disanima dei CCCP/CSI/PGR (L'Emilia o la dura legge della musica, Guanda, 2006, pp. 69-82).
Come dargli torto.

Giovanni Lindo e compagni. (foto @camycontax)


Minimo comun denominatore dei tre gruppi sovracitati è la presenza alla voce/salmodiazione di Giovanni Lindo Ferretti e alla chitarra di Massimo Zamboni. I CCCP - Fedeli Alla Linea, in particolare, sono stato un gruppo punk seminale verso la fine degli anni '80, specie per il modo di stare sul palco, grazie alla presenza degli artisti del popolo Annarella e Fatur a coreografare le canzoni di Ferretti. Concetto di artista del popolo poi ripreso da svariate band (Pipi per gli Ska-P, gli operai del RnR per i P.A.Y. [che non a caso qualche cover dei CCCP ce l'hanno nel repertorio] e, forse, Mangoni per gli Elio e le Storie Tese). Rimando comunque a Morozzi per info più dettagliate sulle provocazioni e sulla storia dei gruppi.

Fatto sta che da qualche anno Ferretti si esibisce in proprio, cantando (alcuni) successi del passato e un minimo di materiale suo. È in questa versione che si presenta al Parco Ciani venerdì sera attirando parecchio pubblico transgenerazionale, in un insolito mix tra comunisti e cattolici, motivo per cui sono stato a lungo combattuto riguardo all'andare o meno al concerto. 

12/07/12

Gonzo Reportage: Gionata @LongLake Festival Lugano, 11.07.2012._

Gionata all'opera._


Il LongLake Festival è questa cosa qui. Tanta roba per tutti i gusti a uno sputo da casa.

Premessa: parlerò di musica, arte in cui sono completamente impreparato. Da un lato non ho alcuno conoscenza tecnica al riguardo, né so suonare uno strumento (chitarra elettrica e acustica languiscono a casa da un lustro), dall'altro sono stonato una campana e credo di non avere nessun tipo di orecchio musicale, tanto di non essere praticamente mai in grado di sentire una stonatura. Però: di musica ne ascolto parecchia e andare ai concerti mi piace, e tanto basta.

Bene, Gionata. O quasi. Perché il mio LongLake avrebbe dovuto cominciare qualche giorno prima, domenica scorsa, con le gallerie aperte in città. Ma in tv c'era motoformula1tennisciclismo ed ero appena tornato dalle vacanze pertanto non mi sono schiodato dal divano. Una grande vittoria per la cultura. Mi sono anche perso la musicazione live di tre corti e di un lungometraggio di Buster Keaton in Piazza Cioccaro, i primi perché al momento di uscire di casa si è scatenata l'iradiddio e ancora non sapevo che, saggiamente, gli organizzatori hanno previsto una sede eventuale coperta per ogni manifestazione all'aperto in caso di cattivo tempo, il secondo perché concideva con il concerto di Gionata.

E veniamo, appunto, a Gionata.