19/07/12

Gonzo Reportage: Dente @LongLake Festival, 16.07.2012 (e The Vad Vuc)

Sabato, in Piazza Manzoni al LongLake Festival c'erano i locali (nel senso di ticinesi) The Vad Vuc. Un fottìo di gente a vederli, nonostante il diluvio universale di qualche ora prima.

Quasi tutti i Vad Vuc. Quello a dx per l'ultima volta.

Figo, no?
Eppure, non ho nulla da dire riguardo al concerto. Non per colpa dei Vad Vuc, ne', ma per colpa mia. Non so, tutti quelli con cui ne ho parlato hanno avuto solo parole d'elogio, obiettivamente a ragione. Però, boh, ero lì fisicamente ma la testa era da qualche altra parte. Una sorta di torpore. Che è strano perché mi sono sempre divertito molto a vedere i Vad Vuc, e ancora mi brucia non averli visti al Filaforum di Assago qualche tempo fa ad aprire per Davide Van De Sfroos. Inoltre non è che fosse proprio un concerto come un altro, vuoi per la fiumana di gente accorsa a vederli, vuoi perché (ho scoperto in pieno concerto) era l'ultima volta del violinista Sebastian, spettacolo nello spettacolo a vederlo suonare. Insomma, di pathos nell'aria ce n'era. Ma niente, neanche Caro dottore (di solito brividoni dalla prima all'ultima nota) è riuscita a smuovermi.
Strange things happen.

Pertanto passiamo al volo a Dente (al secolo, Giuseppe Peveri), trattando di un tema che che trascende entrambi i concerti, come è logico che sia.


Dovrebbero abolire telefonini e videocamere ai concerti.
O tu che vuoi filmarti la tua canzone preferita, non lo sai che stai rompendo i coglioni non solo a me ma anche alle tre file dietro? Che se prima vedevo il cantante ora vedo solo le tue braccia e lo schermo del tuo fottuto telefonino ultima generazione?* Non dico di non farlo, ma almeno poniti il problema. Ma magari sono io, che già mi vergogno a fare una foto, per paura disturbare chi mi sta dietro.**
A vedere Dente, attaccato alle barriere davabti al centropalco (importante perché non rompeva le balle a nessuno), un tizio ha filmato tutto il concerto (un tizio qualunque, non uno dell'organizzazione) con una videocamera parecchio amatoriale. La mia domanda a questo tizio è: perché? Perché trasformare il piacere di vedere un concerto in un lavoro? Concerto che ti godrai per davvero solo quando riguarderai il tuo filmato. Con un video che balla. E un audio pessimo. Non valeva la pena goderselo direttamente dal vivo?***

Ma, dopo questo brillante sfoggio d'intolleranza,**** veniamo a Dente per davvero.
Non è un caso che ne scriva oggi, giorno in cui saranno i The Zen Circus a piombare a Lugano (nell'ambito del Buskers Festival che è tipo inglobato nel LongLake Festival), come dimostrano questi tre invero noiosetti video, riscattati da rispettive covers.*****

[foto in arrivo]

Per dirlo in modo originale, il concerto di Dente mi è piaciuto. Lui ha le movenze da marionetta ed è bravissimo a dialogare col pubblico, specie coi disturbatori (ce n'era una, dalla parlata dall'accento tedesco, che ha regalato un paio di momenti squisitamente surreali, ancor più del concerto in sé). Ho letto da qualche che l'autoironia di Dente (la battuta situazionista sull'orecchio assoluto era fantastica) è atta a cammuffare una certa timidezza. Vorrei essere chiaro a proposito. Forse è così, ma anche no. Ho anche letto su qualche giornale online ticinese che Dente vorrebbe che la si smettesse di paragonarlo a Battisti. Ho una risposta fumosa a questa affermazione: non essere così simile a Battisti, Dente. Che poi, è più una questione di timbro vocale a tratti che non di affinità tematiche o musicali. Che ce vuoi fà, non è che puoi cominciare a cantare in falsetto tanto per non ricordare vagamente Battisti.

Nota sul pubblico: a pochi minuti dall'inizio del concerto, dire che non c'era nessuno in piazza è un eufemismo. Poi si è riempito bene (non sui livelli Vad Vuc, però). Lungi da me paragonare i luganesi ai topi.

Per chiudere, visto che è ormai chiaro che sulle canzoni non dirò niente, una nota anche sul merchandising. Da quando ho rinunciato al cd e ho spostato tutta la mia libreria musicale su un hard disk ho perso un poco d'interesse nelle bancarelle di fianco al palco, a meno che non abbiano magliette o del merchandising non convenzionale (proud owner di due Barattoli d'aMMore dei P.A.Y.). Era il caso con Dente, con sia un bel carillon che suonava una delle sue canzoni, sia copie della Settimana Enigmatica, una versione dentesca della Settimana Enigmistica. Un bel ricordo originale, nell'attesa che i gruppi evolvano e comincino a vendere i loro cd ai concerti su chiavetta usb personalizzata (ma anche che me la porto io e loro mi caricano le canzoni...), rubando l'idea agli Elio e le Storie Tese, che già da qualche anno fanno qualcosa di simile.******

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*: anche io c'ho l'iPhone 4s. Fichissimo.
**: pensiero che non ha sfiorato minimamente il tizio rumoroso che a metà concerto di Ferretti si è andato a sedere davanti a me. Chiaramente un iperattivo. Voleva fare una foto al cantante: ci ha provato venti volte (giuro!), salvo poi cancellarle subito. Per riuscirci meglio per alcuni scatti si è alzato in piedi (era in quarta fila, ce n'erano altre dieci dietro di lui). Alla fine ha rinunciato. Ma, dico io, non potevi capirlo al quinto tentativo che la tua stronzissima telecamera del telefonino non era adatta a ottenere un risultato soddisfacente dato che era notte? Pensavi che stesse schiarendo, fra una foto e l'altra? Inoltre, quando non fotografava, chiamava a gran voce gli amici, il maledetto tarantolato.
***: Unica scusante: a quel tipo di Dente non poteva fregargliene di meno ed era lì a filmare per qualcuno che Dente lo adora e non era potuto venire.
****: mia o di chi mi disturba, lasciamo che sia il lettore a decidere.
*****: Non è un caso, solo non avevo voglia di scrivere il pezzo nei giorni scorsi. Far finta di avere un piano fa più figo però.
******: Gli EelST, come al solito troppo avanti, ti permettevano di comprare su chiavetta il concerto a cui avevi appena assistito. Ma non sarebbe una buona idea anche permettere di acquistare in questo modo l'album? D'accordo, uno può farlo anche a casa, ma si potrebbe invogliare il compratore con una canzone inedita disponibile solo se si acquista al concerto, un po' come si fa di solito su iTunes.

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