16/07/12

Gonzo Reportage: Giovanni Lindo Ferretti @LongLake Festival, 13.07.2012._

"È che a me Lindo Ferretti fa paura" scrive Gianluca Morozzi nella sua disanima dei CCCP/CSI/PGR (L'Emilia o la dura legge della musica, Guanda, 2006, pp. 69-82).
Come dargli torto.

Giovanni Lindo e compagni. (foto @camycontax)


Minimo comun denominatore dei tre gruppi sovracitati è la presenza alla voce/salmodiazione di Giovanni Lindo Ferretti e alla chitarra di Massimo Zamboni. I CCCP - Fedeli Alla Linea, in particolare, sono stato un gruppo punk seminale verso la fine degli anni '80, specie per il modo di stare sul palco, grazie alla presenza degli artisti del popolo Annarella e Fatur a coreografare le canzoni di Ferretti. Concetto di artista del popolo poi ripreso da svariate band (Pipi per gli Ska-P, gli operai del RnR per i P.A.Y. [che non a caso qualche cover dei CCCP ce l'hanno nel repertorio] e, forse, Mangoni per gli Elio e le Storie Tese). Rimando comunque a Morozzi per info più dettagliate sulle provocazioni e sulla storia dei gruppi.

Fatto sta che da qualche anno Ferretti si esibisce in proprio, cantando (alcuni) successi del passato e un minimo di materiale suo. È in questa versione che si presenta al Parco Ciani venerdì sera attirando parecchio pubblico transgenerazionale, in un insolito mix tra comunisti e cattolici, motivo per cui sono stato a lungo combattuto riguardo all'andare o meno al concerto. 

 

Il nostro, infatti, dopo una lunga militanza in Lotta Continua, negli anni recenti ha collezionato una serie di uscite più o meno astruse che ai miei occhi ne hanno sminuito parecchio la persona (e io la produzione di Ferretti l'ho scoperta solo da pochi anni: i fan della prima ora devono aver assistito alla Caduta Di Un Idolo): ha scoperto in Papa Benedetto XVI la sua nuova guida spirituale (cazzi tuoi, liberissimo nel privato di fare quel che ti pare), ha scelto come interlocutore dopo la "conversione" Giuliano Ferrara (IMHO imperdonabile) e nel 2005 tramite una lettera sul Foglio ha invitato all'astensione in occasione del referendum a favore dell'aborto, in modo da non raggiungere il quorum (di nuovo, IMHO imperdonabile)*, giustificando le sue posizione anti-abortiste con un implicito paragonare la donna a una giumenta o a una cagna (ancora, in assoluto, imperdonabile). Poi altre cosuccie fastidiose che non sto qua a raccontare.

E questo è il primo motivo per cui Ferretti (mi) fa paura.

Insomma, per timore di dover assistere a un sermone, prima di buttare il culo fuori di casa sono andato su setlist per cercare di capire cosa avrebbe suonato da lì a pochi minuti. Il risultato mi ha rincuorato e, accompagnato dalla ragazza, sono andato a vedere il concerto, cercando di convincermi che il fastidio per le scelte personali di un artista non si riflettono gioco forza nella sua arte.**
Che poi, finora ho riportato solo dei contro, ma c'è anche un grosso pro: Ferretti, le canzoni che ha scritto vent'anni fa, mica le ha disconosciute, anzi, se le porta ancora in giro in concerto. Quindi, quanto è cambiato davvero? Di più: il suo ex-chitarrista Giorgio Canali non si è detto affatto sorpreso dalle uscite di Ferretti: "quello che Giovanni ha detto io lo so da venti anni, siete voi che vi fate distrarre dal buco nero dei suoi occhi..".
Al solito, quindi, non è questione di bianco e nero, buono e cattivo, ma di sfumature di grigio, cosa che rende più facile a me, paraculo che rimpiange di essere troppo giovane e di non aver mai potuto vedere i CCCP al massimo del loro fulgore e che vede in Ferretti un valido palliativo tramite cui poter usufruire di uno scorcio su un passato che non c'è più, dicevo, mi rende più facile dimenticare la posizione antiabortista per un paio d'ore e far finta che non ci sia mai stata, o che un concerto non sia il luogo migliore per protestarla, che sarebbe meglio farlo a un comizio, o nelle sedi in cui Ferretti effettivamente parla di queste cose.

Ma veniamo al concerto, e al secondo motivo per cui Ferretti fa paura: sembra un incrocio tra Lord Voldemort, Billy Corgan e un malato di cancro a uno stadio tendente al terminale.

In realtà, che io sappia, sta benissimo fisicamente. Sono "solo" i probabili strascichi da abuso di sostanze in gioventù.

La presenza fisica di Ferretti sul palco é ascetica e i movimenti sono minimali. Ai suoi lati, rispettivamente, il violinista/chitarrista solista e il bassista/chitarissta ritmico/addetto alla drum machine o quello che è. Per tutto il concerto (con un'unica eccezione), i tre non si dicono una parola. Appena si guardano. Suonano una canzone, poi un'altra, poi un'altra. Ferretti si accende una sigaretta ogni quinta canzone, mediamente. È vestito come un vecchio contadino (ma senza bretelle). Fuma con la destra. La sinistra non lascia mai la tasca dei pantaloni. La destra la raggiunge quando non regge la sigaretta. Ferretti quasi non si muove, salmodia sulle canzoni più salmodiose***  e produce qualcosa che può essere meglio descritto come spasmo, saltuariamente, sulle canzoni più tirate, quando la musica prende anche lui. Quando non canta, si ritira a fondo palco, rompendo la retta e trasformandosi nella testa di un triangolo equilatero che mi ha ricordato la trinità cristiana.

Il concerto mi è piaciuto? Cazzo, sì. Mi Ami? mi ha dato quello scorcio di CCCP dei tempi passati che desideravo (chissà poi se era davvero così ai tempi, o se è solo una mia proiezione), Cupe Vampe (mio pezzo di Ferretti preferito in assoluto) mi ha dato i brividi, Barbaro è stata una bella scoperta. L'unico problema**** è stato tutto mio. La mia conoscenza della discografia di Ferretti è piuttosto superficiale, e non conosceva bene o per nulla la buona metà delle canzoni proposte. In altre parole, a parte Mi Ami? e Cupe Vampe non c'erano canzoni che desideravo spasmodicamente di sentire. Mi Ami? è arrivata subito, Cupe Vampe a metà concerto. Dopo è stata tutta una discesa, e il bis di cinque canzoni l'ho sentito come fin troppo lungo.

Un po' ho barato. Per certi versi sì, Ferretti mi fa paura. Ma fra una canzone e l'altra, durante l'applauso scrosciante e prolungato del pubblico (che sembra aver molto apprezzato la performance) sulla sua faccia appariva un sorriso gentile, compiaciuto, modesto, che sembrava davvero esprimire gioia nel cantare e nell'essere apprezzato; un sorriso caldo, che gli addolciva i lineamenti e un po' ti scioglieva il cuore.

Ultima postilla prima di chiudere. Ho detto: tanti applausi, IMHO meritati. Non ho potuto però fare a meno di chiedermi a chi fossero rivolti, se al Ferretti presente sul palco o se alla storia che il Ferretti presente sul palco si porta dietro, a ciò che per molti ha rappresentato, in una sorta di mausoleo di sé stesso.

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*: Morozzi, ironicamente, nella sua disanima ne accenna appena. Perché? Perché Lindo Ferretti gli fa paura. Come dargli torto.
**: Es: odiare JK Rowling non dovrebbe significare odiare Harry Potter, né viceversa.
***: Non credo sia una vera parola.
****: L'altro, l'imperdonabile mancanza di una buvette al Parco Ciani, è stato brillantemente risolto portando la birra da casa. Parliamo di questa cosa, perché purtroppo capisco perfettamente i motivi dell'assenza di una buvette al Parco Ciani. Pur essendo un parco, il Parco Ciani non è inteso come un posto in cui sostare oltre il dovuto, specie di notte. È un parco 'guardare e non toccare'. Le varie specie di fiori e piante rare hanno la precedenza sulle persone. La mancanza di una buvette è un chiaro invito a menare le tolle appena finito il concerto, che é già tanto se ve lo facciamo fare nel nostro prezioso parco. Ai tempi, la notte lo chiudevano proprio, ma non so se sia ancora così. Che poi io, non avendoci mai pensato e generalizzato questo comportamento a tutti i parchi, mi sorprendo quando al parco a Zurigo sul lago (sotto il China Garten), che a bellezza ha poco da invidiare al Ciani, non solo hai grilli a gas gratuiti messi a disposizione dalla città, ma puoi tranquillamente passarci la notte.* E ogni volta che vado in un parco mi sento a un certo livello a disagio, come se non potessi davvero stare lì e la mia presenza fosse appena tollerata. Grazie, Parco Ciani.


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EDIT 18.04.2012._
 
*: [sic]. Vale a dire: grill a gas. Per quanto l'immagine errata sia preferibile.

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