01/07/13

Wikiracconto XXIV: See what I did here?_

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RISULTATI: Rappresentanza militare, Johnnie Lee Higgins, WWE Backlash, Laputa, Mario Ancona. 

SEE WHAT I DID HERE?

Visto che Wikipedia, nella sua imperscrutabile saggezza, suggerisce il wrestling, parliamo di wrestling.
Non mi piace, il wrestling, ma posso capire perché possa piacere. È un modo come un altro per soddisfare il desiderio di narrazione insito in ognuno di noi. In un modo piuttosto trash, IMHO, ma tant'è. Le massaie fan la coda per comprare la mia broda si ammazzano di soap, una classe di persone si ammazza di wrestling.
Tutto molto bello, non fosse che c'è ancora chi è convinto che il wrestling sia uno sport vero, e che le maschere impersonate sul ring dai wrestlers e le varie faide che li vedono coinvolti sono più reali del vero.
Un po' me lo chiedo, come sia ancora possibile 'sta cosa. Nell'era di internet poi! Nel senso: posso capire fine anni '80, inizio anni '90, più difficile far girare le voci, ricercare informazioni. Ci stava che non si sapesse che era tutto finto, una ristretta cerchia di addetti al lavoro a parte. Tanto più che le federazioni di wrestling puntavano (e in parte lo fanno tutt'ora) sul realismo, tanto da spingere i wrestler a comportarsi come tali anche quando facevano la spesa.
Ma al giorno d'oggi, con internet per tutti.
Dai.
Non puoi crederci. Se ci credi, o sei un ignorante oppure un ragazzino che non ha ancora gli strumenti per distinguere il vero dal falso quando questa distinzione non è chiaramente esplicitata.
Ma un adulto che crede che tutto quello che accade nel wrestling sia vero.
Dai.
Mi prendi per il culo?
A me piace, a torto o a ragione, l'hockey. Ora: visto che mi piace ne leggo sui giornali, guardo trasmissioni sportive in tv. Capiterà anche a te, fan del wrestling che crede che sia tutto vero. E così facendo finirai per forza a incappare in qualche articolo che ti dice che è tutto finto. Che The Undertaker fa un sacco di beneficienza e aiuta le vecchiette ad attraversare.
Eppure, sono convinto, ti rifiuti di riconoscere questa realtà.
A dire il vero si distinguono tre differenti tipi di spettatori, nel mondo del wrestling (almeno, secondo Wikipedia, quindi: prendere con le pinze):  i Mark, gli Smart, e gli Smark.
I Mark sono quelli che si bevono come oro colato tutto quello che vedono.
Gli Smart sono quelli che sanno che è tutto finto eppure guardano lo stesso perché appassionati dalla tecnica (e, aggiungo io, ciapati dalla storia).
Gli Smark "spesso sono dei mark che sono venuti a sapere della finzione del wrestling e che stanno lentamente perdendo le loro convinzioni, come ad esempio quella che i wrestler siano realmente buoni o cattivi, o che i match siano'"reali'".

E questo è quanto per il wrestling e i suoi spettatori.
Dove voglio arrivare?
Eheheh.
Solo io ci vedo un'analogia perfetta con qualsiasi tipo di religione?
Proviamo:

Visto che Wikipedia, nella sua imperscrutabile saggezza, suggerisce la religione, parliamo di religione.
Non mi piace, la religione, ma posso capire perché possa piacere. È un modo come un altro per soddisfare il desiderio di narrazione insito in ognuno di noi. In un modo piuttosto trash, IMHO, ma tant'è. Le massaie fan la coda per comprare la mia broda si ammazzano di soap, una classe di persone si ammazza di religione. E ci sono anche massaie credenti.
Tutto molto bello, non fosse che c'è ancora chi è convinto che Dio sia uno sport vero, e che le parole dei testi sacri sono più reali del vero.
Un po' me lo chiedo, come sia ancora possibile 'sta cosa. Nell'era di internet poi! Nel senso: posso capire negli ultimi millenni, più difficile far girare le voci, ricercare informazioni. Ci stava che non si sapesse che era tutto finto, una ristretta cerchia di addetti al lavoro a parte. Tanto più che le varie religioni puntavano (e in parte lo fanno tutt'ora) sul realismo, tanto da spingere i preti a comportarsi come tali anche quando facevano la spesa.
Ma al giorno d'oggi, con internet per tutti.
Dai.
Non puoi crederci. Se ci credi, o sei un ignorante oppure un ragazzino che non ha ancora gli strumenti per distinguere il vero dal falso quando questa distinzione non è chiaramente esplicitata.[1]
Ma un adulto che crede che tutto quello che accade nella religione sia vero.
Dai.
Mi prendi per il culo?
A me piace, a torto o a ragione, l'hockey. Ora: visto che mi piace ne leggo sui giornali, guardo trasmissioni sportive in tv. Capiterà anche a te, fan della religione che crede che sia tutto vero. E così facendo finirai per forza a incappare in qualche articolo che ti dice che è tutto finto. Che alcuni preti scopano bambini e che la terra è più vecchia di 2000 anni.
Eppure, sono convinto, ti rifiuti di riconoscere questa realtà.

A dire il vero si distinguono tre differenti tipi di approcci, nel mondo della religione (almeno, secondo Wikipedia, quindi: prendere con le pinze):  i credenti, gli atei, e i credatei. [2]
I credenti sono quelli che si bevono come oro colato tutto quello che vedono.
Gli atei sono quelli che sanno che è tutto finto eppure guardano lo stesso perché appassionati dalla tecnica (e, aggiungo io, ciapati dalla storia).
I credatei "spesso sono dei credenti che sono venuti a sapere della finzione della religione e che stanno lentamente perdendo le loro convinzioni, come ad esempio quella che i preti siano realmente in contatto con Dio, o che i fatti dei libri sacri siano'"reali'".

See what I did here?
Bouya

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[1]: Difatti le religioni tendono a prenderti da piccolissimo. Immagina un trentenne come noi, con l'unica differenza che non è mai entrato in contatto con qualsiasi idea religiosa (un po' come Schwarzenegger in Gemelli con Danni De Vito, ma solo per quanto riguarda la spiritualità). Se ne venisse esposto, la possibilità che non ci creda è del 96%. True Story.
[2]: Questa è un po' buttata là, lo ammetto.

TEMPO: 30'._

 

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