10/11/14

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Taylor Beck ci prova.


DOVE ERAVAMO

Persa l'imbattibilità ai tempi regolamentari era iniziata una serie di sei partite in trasferta sull'arco di due settimane di cui ne avevamo vinte due delle tre disputate fino a quel momento.

Nashville - Winnipeg 1-3: Partita da vincere, sulla carta, che poi s'è persa. Non sono riuscita a vederla se non in forma condensata quindi quello che dirò di seguito può non essere particolarmente valido: abbiamo boxplay e powerplay fra i più deboli della lega al momento, e questo è stato decisivo con Winnipeg. Loro hanno fatto due reti subito con l'uomo in più e noi non siamo più riusciti a rimontare. Per i Jets quarta vittoria consecutiva.

Nashville - Dallas 3-2: Di nuovo battuti gli Stars, in teoria squadra più forte di noi e rivale diretta di Division, che veniva però da un periodo difficile, con tutti i loro giocatori con le polveri bagnate. A noi invece è girato bene il power-play e ne abbiamo messe due. Poi ci siamo fatti rimontare con due reti un po' estemporanne e partita sotto controllo e nel momento in cui Dallas girava meglio Cullen ha segnato il gol decisivo un po' a sorpresa con il classico tiro della domenica. Qualche protesta da Dallas per gli aiutini arbitrali per tutta la partita, e probabilmente un po' avevano ragione.

Nashville - St. Louis 2-1: Partita fantastica. I Blues avevano vinto le sette prima e sono fra i favoriti per la vittoria finale, peccato per loro noi siamo stati più bravi. Penso di averla tutta col sorriso perché raramente ho visto hockey giocato su questi livelli, con velocità d'esecuzione e precisione disarmante. Due squadre che si trovavano a memoria (e a Nashville non è propio evidente, dato il nuovo allenatore e un sacco di facce nuove) e alla fine vittoria meritata in rimonta. A riportarla in parità ci ha pensato Forsberg, a vincerla Neal (su assist di Forsberg). Si torna a casa con un bilancio di 4-2 tutt'altro che dispezzabile, vincendo con le forti e patendo con le piccole. A un quinto di stagione siamo a due punti dalla vetta (ma la classifica è molto corta).


GIOCATORE DELLA SETTIMANA

Così forte e così ggiovane da non avere ancora una vera barba


Filip Forsberg, senza dubbio. È un rookie (giocatore alla prima stagione completa in NHL), gioca in prima linea con Neal e Ribeiro e sembra lui il veterano. Nessuno se lo aspettava a questo livello, nessuno! Eppure al momento è al primo posto per punti segnati dai rookie dell'intera NHL, con una media di poco superiore a uno a partita. In questa settimana ha mostrato in particolare cose impressionanti, da una capacità fuori dall'ordinario di difendere il disco e trovare spazi a un tiro velenosissimo: un polsino che carica in un battito di ciglia e parte rapidissimo e preciso verso la porta. Non sarebbe un granché non fosse che arriva sempre inaspettato e che Forsberg è veramente bravo a tirare attraverso l'avversario, usandolo in pratica come schermo a svantaggio del portiere, che non vede partire il disco. Oltre a ciò sale in cattedra nei momenti caldi delle partite, non è uno di quei giocatori che si scatena a risultato acquisito, il che lascia sperare molto bene, sperando che la popolarità imminente (è ancora un fenomeno di culto, ma se va avanti così durerà poco) non lo distragga e riesca a gestirla.




COSE FIGHE CHE HO LETTO (Link all'originale nei titoletti)



Yawn.


Adesso ci stiamo abituando anche in Svizzera a due portieri più o meno titolari, o almeno al fatto che un singolo portiere non giocherà tutta la stagione. In NHL è sempre stato così. Un 20-30 partite le gioca il backup. La domanda è sempre: quali? Sei una squadra di mezza classifica e stai per affrontare una squadra di mezza classifica prima e una squadra in teoria più forte il giorno dopo: in quale partita fai giocare il tuo portiere titolare?
Scelte che dipendono da allenatore a allenatore, ma una cosa sembra emergere chiara dall'articolo: non fai giocare lo stesso portiere due volte in 24 ore perché le sue prestazioni scendono sensibilmente. La differenza? Mediamente un portiere riposato, sia esso il titolare o la riserva, para l'1% dei tiri in più.





WHAAAAAT?


Articolo che provoca e afferma (o meglio è dell'opinione), statistiche alla mano che alcune cose che sono date per assodate forse non lo sono affatto, anzi: le reti non sono un buon misuratore di performance (se l'unità è la partita, se ne segnano troppo poche perché abbiano qualsiasi tipo di rilevanza. Il discorso è diverso sul lungo periodo ovviamente. E questo a prescindere che una in più ti faccia vincere la partita); Le statistiche avanzate su una partita singola significano poco (più dati hai, più sarai preciso. Ti può dire però come un giocatore o una squadra hanno performato rispetto a come performano mediamente tenendo conto del lungo periodo); Vincere o perdere gli ingaggi non è poi così importante: (per ottenere una rete bisogna vincerne mediamente 45, e per "garantirsi" una vittoria bisogna vincerne 245 in più di quanti se ne perdano); Per vincere bisogna giocare rapidi e d'attacco (per vincere bisogna segnare, per segnare bisogna avere possesso del puck. Se imposti il tuo gioco sulla difensiva in pratica diventi bravissimo a NON avere il puck); la statistica +/- non significa nulla (e questa me la riservo per un'altra volta, a meno che non vogliate andare a leggere. Però: cosa si può usare al suo posto? il Corsi o il Fernwick)






Per avere una buona approssimazione della pericolosità dei tiri a cui è confrontato un portiere in NHL solo soliti suddividere il terzo in tre aree significative: ad altà pericolosità (proprio davanti al portiere), a media pericolosità (una sorta di trapezio che parte qualche centimetro di lato alla gabbia e sale diagonalmente fino a toccare le due aree d'ingaggio), e una a bassa pericolosità (tutto il resto dell'area). Poi non importa quanto sia buono il tiro. Alla lunga tiri buoni e tiri pessimi si equlibreranno ai fini statistice
Nell'articolo l'estentrice ha preso i portieri che hanno ricevuto più di 4.000 tiri a 5v5 dal 2010 a oggi e ha incrociato la loro percentuale di parate per ogni tipologia di tiro con la percentuale di tiri ricevuti da quella posizione ogni partita. Restando su Nashville si può vedere che Rinne è uno dei portieri che ha ricevuto più tiri dalla zona a bassa pericolosità (cioé, i difensori di Nashville sono bravi a non fare avvicinare troppo i giocatori avversari) e che gli ha parati con un'alta percentuale di riuscita.
La statistica più interessante è quella che riguarda la percentuale di parate riuscite sui tiri ad alta pericolosità, per due motivi. Innanzitutto perché c'è la variazione maggiore (quasi 8 punti percentuali fra il portiere più altro e quello più basso) e secondariamente per i nomi dei portieri più capaci a parare ad alte percentuali i tiri pericolosi, cioé quelli delle superstar, di chi ha vinto la Stanley e di chi è candidato un anno sì e uno no al Vezina Trophy (il premio per il miglior portiere).
Quindi, indicativamente, si può concludere che buona parte dell'essere un buon portiere sta nell'essere più capaci di altri di parare i tiri a distanza ravvicinatissima.

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