02/01/15

Un anno di Swissville._

Wunderkind Filip Forsberg dopo una rete

(H)o(c)kay*,  tre post lunghetti e la stagione è cominciata a ottobre. Comunque 35 partite dei Nashville Predators, cosa che ci colloca un po' prima di metà stagione.

La parola che meglio esprime questa mia esperienza NHL è "culo".

Culo nell'aver per puro caso scelto la squadra giusta da seguire. Perché, per grande sorpresa di tutti, mia compresa (che all'avvio della stagione ero già pronto a mollare al primo segno di cedimento e passare ai Minnesota Wild), Nashville sta giocando un campionato da dominatrice, credo il primo nella sua storia.

Sul serio, per punti per partita siamo primi in tutta la NHL. Le ultime due partite del 2014 erano contro Chicago e St. Louis, due delle squadre più forti in assoluto, e abbiamo perso la prima ai rigori (dopo essere stati avanti 3-0, ma sorvoliamo) e vinto la seconda 3-2. Senza che la fortuna giocasse alcun ruolo (anzi l'opposto). Quindi il culo è tutto mio, non della squadra che, al contrario di altre partite forte e poi spentesi come Calgary, dimostra partita dopo partita di meritarsi il posto in cui si trova.

Questo, almeno, per quanto riguarda i numeri sul ghiaccio, per come ci si è arrivati invece, non si deve parlare di culo, ma di CULO!!!, nientemeno.

CULO!!! perché in quel di Nashville praticamente tutte le scommesse fatte in estate non solo sono riuscite, ma si stanno rivelando superiori a ogni più rosea aspettativa.

Sarà stato saggio cambiare allenatore dopo 16 anni per la prima volta nella storia? Sì. Laviolette pratica un gioco dinamico di grande forecheck e velocità, molto fisico con i difensori chiamati ad attivarsi spesso in attacco pressando sui dischi vaganti e sugli avversari in uscita dal terzo (in inglese si dice "pinching" quando il D invece di aspettare l'avversario gli va incontro per impedirgli di impostare l'azione). Questo dopo 16 anni in cui sotto l'egida di Trotz, mi è parso d'intuire, i Preds non hanno fatto altro che aspettare l'avversario nel terzo per poi agire di rimessa. Alla fine prendevano pochissime reti, ma non segnavano mai. Ora si segna con una certa costanza e la difesa incassa ancora meno reti degli scorsi anni. In più, ora abbiamo il controllo del gioco e non ne siamo in balia.

Pekka Rinne tornerà quello di un tempo? Sì. Malgrado una brutta infezione che gli aveva fatto saltare quasi tutta la stagione scorsa, il portiere finlandese è tornato quest'anno su livelli per lui inauditi (e non è che fosse una chiavica già prima). Finora le ha giocate tutte a parte quattro e ha al momento la seconda miglior percentuale di parate dell'intera NHL. Ma soprattutto, è impenetrabile nei momenti chiave.

Filip Forsberg è davvero forte? No. È una star. È un falso rookie (aveva già giocato una trentina di partite gli scorsi due anni), ma il premio per il miglior debuttante non glielo leva nessuno: sta viaggiando alla media di un punto a partita e vederlo giocare è una gioia per gli occhi. Se continua così entrerà nella stretta cerchia dei rookies capaci di fare più di 82 punti in stagione. Non è facile, negli ultimi vent'anni ci sono riusciti solo in tre: Crosby, Ovechkin e Stamkos.

Il mercato estivo ha portato buoni giocatori? Sì. Il colpo James Neal sta segnando meno che a Pittsburgh, ma solo perché il nostro powerplay è finora la nota dolente (25.esimo su 30): a 5c5 la sua media è costante. Il Free Agent Mike Ribeiro, arrivato in disgrazia da Arizona, sta facendo una grandissima stagione a un prezzo irrisorio (la sfida ora sarà rinnovargli il contratto: lo si potrà fare da oggi, incidentalmente) e in difesa Volchenkov se la cava molto bene. Sta invece deludendo Jokinen (reduce però dalla sua miglior partita contro St. Louis) e Roy è già stato spedito a Edmonton in cambio di Arcobello (Il mio primo trade! Vedi più sotto).

Gli infortuni hanno piagato la squadra? No. E speriamo continui così. In realtà sono un po' triste perché speravo di poter ammirare un po' di su e giù dal farm team dei Milwaukee Admirals per un po' di facce nuove (in realtà non sono triste affatto, dati i risultati).

Quindi, sì, culo e CULO!!!, rispettivamente, tanto da far commuovere. E, sul ghiaccio, sostanza. Le statistiche avanzate dicono che quello che stiamo facendo è sostenibile: in situazione di gioco a 5c5 e con la partita in equilibrio facciamo spesso meglio degli avversari, anche di quelli quotati, e questo è il segno della grande squadra. Inoltre sappiamo segnare nei momenti topici (contro Chicago, dal 3-0 al 3-3 in sette minuti, un attimo dopo mettiamo il 4-3; contro St. Louis annullata la rete del 2-1, sull'ingaggio successivo altra rete, stavolta valida), che dimostra carattere. Insomma, si può sognare la Spengler. Vincerla, difficilmente. Mancano ancora alcune pedine importanti (un vero primo centro, un pelo più di qualità nella terza e quarta linea), ma quest'anno e i prossimi ci si potranno togliere molte soddisfazione.

BONUS - IL MIO PRIMO TRADE


È stato breve (ma non particolarmente intenso), Derek Roy

Uno degli aspetti che più mi affascinavano della cultura sportiva americana è quello dei trade, dei trasferimenti, che è credo filosoficamente un po' diverso da quello europeo (il meccanismo tutela molto di più la squadra che "possiede" il giocatore, e il giocatore ha un potere decisionale differente, se non minore) e che riflette l'amore per la spettacolarità e il bisogno di narrazione dallo sport che mi sembra sia più insito oltreoceano. Il trade è spesso inaspettato, può accadere (quasi) in ogni momento e può spaccarti il cuore.

Mettiamola così: se in Europa si acquista, negli Stati Uniti (e in Canada) si baratta. E nel baratto solitamente giace una storia più forte di quella che si trova in una vendita.

Il mio primo trade è stato sì a ciel sereno, ma non mi ha spaccato il cuore, non avendo colpito un giocatore di alto profilo o uno di cui mi fossi innamorato. Derek Roy, arrivato a inizio stagione, è stato spedito a Edmonton e al suo posto è arrivato a Nashville Mike Arcobello. Il contratto di Roy era da un milione di dollari l'anno, quello di Arcobello da 600.000.

Il trade è cominciato quando Roy, dopo essere stato 'healhy scratch' (fuori rosa alle partite, ma non infortunato) nelle sue ultime otto partite su dodici è stato piazzato nei waivers per essere mandato a Milwaukee nel farm-team in AHL. In pratica, cioé, è stato offerto per 24 ore a qualsiasi squadra potesse essere interessata a lui (è una mossa obbligatoria per tutelare il giocatore). Nessuno, però, in questo caso ha deciso di farsi carico del suo contratto e Roy pareva destinato a Milwaukee. Poche ore dopo, però, ecco il trade con Edmonton, a cui servivano centri con esperienza per far maturare i suoi giovani.

La domanda è: perché Edmonton non se l'è preso subito durante i waivers? Qui la cosa si fa interessante.** La rosa allargata di una squadra NHL può essere composta di massimo 50 giocatori, e Edmonton ne aveva sotto contratto 48, 49 perché nello stesso giorno ha preso nei Waivers Fraser da Boston. La cosa non è ideale perché non ti dà spazio di manovra e gli Oilers dovevano quindi liberarsi di un contratto. Perciò hanno aspettato, in maniera controintuitiva, che Roy uscisse indenne dai waivers per poi proporre Arcobello in cambio. Avessero potuto, se lo sarebbero preso senza darci nulla. Ma non potevano. Catzi loro.

Ecco, questa è la storia: Nashville si libera di un giocatore che forse poteva dare di più e che faticava a trovare spazio per uno di quattro anni più giovane che costa 400.000 dollari l'anno in meno e che non ha numeri straordinari, anche perché ha sempre giocato con Edmonton, e Edmonton negli ultimi anni è stato ed è tutt'ora un colabrodo. Gli analisti credono che anche a Nashville, come negli Oilers, Arcobello farà da tappabuchi in caso d'infortuni, a meno che la cura Laviolette non lo rinvigorisca al punto da renderlo imprescindibile. Intanto il giocatore con il posto più a rischio (Olli Jokinen) si è dato una svegliata e contro St. Louis è stato forse il migliore dei suoi, quindi qualcosa di buono da questo scambio è già avvenuto (e Roy - NON TI DIMENTICHERÒ MAI - a Edmonton ha già ottenuto il suo primo assist).

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*Ahr, ahr, ahr.
**Oddio.

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