16/04/15

Nashville-Chicago: Gara-1


Nelle stesse ore in cui il Tennessee proponeva una legge per far sì che la bibbia divenisse il libro di Stato, i miei Nashville Predators debuttavano in casa contro i Chicago Blackhawks nella prima partita del primo turno di playoff NHL.

Non è quindi un caso, credo, che durante la visione ho invocato più volte il Signore, nel bene e nel male.

Come arriviamo ai playoff, prima di tutto, perché ci siamo lasciati che non facevamo che vincere. Ebbene, le cose sono cambiate. Basti dire che abbiamo debuttato dopo sei sconfitte filate (e anche a inizio marzo ne abbiamo perse altre sei) e che siamo finiti al secondo posto nella classifica della division dopo aver bruciato 9 (Nove! NOVE!!!) punti di vantaggio sugli inseguitori per vincerla.

Ma non fa male, no.

Quindi, le aspettative generali sono passate da "La Stanley è nostra" a "Usciamo al primo turno".

(Non io, che sono ancora tutto "vinciamo la Stanley" perché fa più male quando poi non accade)

Basti dire che nessuno ci dà vincenti contro i Blackhawks.

Dice: com'è andata Gara-1. Distinguerei quattro momenti.

Momento 1: Avanti 3-0 nel primo tempo, giocato con un buon ritmo, entrava tutto, il loro portiere è uscito piangendo e hanno schierato quello di riserva.
Io sto piuttosto felice e limono un cadavere che ho preso per farmi compagnia.

Momento 2: Chicago pareggia nel secondo tempo. Un misto di pessime giocate nostre e qualche manata arbitrale, che pareva di vedere il campionato svizzero (tuffo clamoroso di Shaw, penalità al nostro, rete loro. E non è la prima volta*). Io sto fatalista, manco troppo deluso, manco troppo incazzato. Sono già stato vaccinato nelle partite precedenti e me lo aspetto che 'sti coglioni si faranno riprendere come polli. È un andazzo che purtroppo persiste da un po'.
In questo momento il cadavere che ho amato giace accanto a me: ora mi accorgo che puzza, ma non abbastanza da prendere misure drastiche, tipo spostarlo.

Momento 3: cioé dal terzo tempo a un secondo dalla fine della partita, nel secondo tempo supplementare (in NHL non esistono i rigori: la partita è stata lunghissima). Che cazzo di ansia! Tanto cuore in gola perché ogni tiro può entrare e mettere la parola fine. Un po' dissipata dal fatto che li stiamo dominando e che a tenerli in piedi c'è solo quella merda del portiere di riserva che sta parando l'impossibile**. "Darling" stocazzo.
Io bevo una birra col cadavere dicendogli con far sbruffone: "Mai creduto che gol sbagliato = gol subito".

Momento 4: Chicago riesce a tirare in porta da posizione insensata, sedici rimpalli, gol, partita finita.
Affondo la mano nel petto del cadavere, ne estraggo il cuore, e ci affondo la faccia gridando vendetta agli dei tutti mentre il sangue mi gronda dalla bocca. Sputazzo un po' e mi spengo in singhiozzi.

A mente un pelino più lucida: Abbiamo giocato meglio di Chicago, c'è ancora speranza. Sempre che non sia stata una mazzata psicologica troppo pesante questa sconfitta.

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*Fun fact: Shaw si è gettato anche contro i Los Angeles Kings di recente. Gli arbitri ci sono cascati. Superiorità numerica di Chicago e rete. A posteriori Shaw è stato multato di 2.500 dollari per aver accentuato, i Kings non hanno fatto i playoff per due punti suppergiù. Questo per dire che non sono certo il solo a volerlo vedere morto.

**E gli arbitri. Non ci hanno fischiato un rigore clamoroso nel primo overtime. Manco i due minuti. [bestemmia]

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