27/04/15

Nashville, stagione finita, sigh sigh & yeeee._


Ok la stagione di Nashville è finita nella notte di ieri. Caduti 4-3 a Chicago, persa la serie 4-2 con due sconfitte all’overtime dopo essere stati generalmente la squadra migliore sul ghiaccio. Fa un po’ male, come ha fatto un po’ male essere avanti a tutti di nove punti durante la stagione regolare e finire secondi in classifica nella nostra divisione dietro a a St. Louis.

Rispetto alle ultime aspettative, siamo rimasti con un pugno di mosche. Ma io sono felice e l’unico motivo di tristezza e che la stagione NHL è praticamente finita.

Perché sono felice? Perché sono salito sul carro Nashville verso fine estate, quando pochi illuminati ci davano appena fuori dai playoff e tutti gli altri invischiati nella lotta per arrivare ultimi e cercare di accaparrarci McDavid o Eichel al draft. Sono salito quando il nostro primo centro era Olli Jokinen (poi è arrivato Ribeiro), 102 anni, che in 40 partite per noi ha fatto tre punti. Quando Forsberg era ancora un rookie di belle promesse, non quella macchina sfascia record che si è poi rivelato essere. Quando Josi era ancora all’ombra di Weber. Quando Laviolette era appena arrivato dopo 16 anni di Trotz e il sistema di gioco stava radicalmente per cambiare e oddio, avrebbe funzionato?

Vero che non abbiamo vinto niente, ma io per sei mesi ho visto l’hockey migliore della mia vita, e non era quello giocato dall’avversario di turno. Quindi annata yeeeee, ci sarà l’anno prossimo per diventare tifoso brontolone.

Perché le aspettative per l’anno prossimo saranno molto alte. La squadra è buona e se il General Manager Poile (foto sotto, per non doversi tingere le ciglia per sembrare meno vecchio, se le è rasate) (non so se è vero) lavora bene quest’estate si può ancora migliorarla (ma anche peggiorarla). Ah, la mia prima intera offseason nordamericana, non vedo l’ora di viverla. Quante speranze, quante domande, quanti piccoli nodi da risolvere.

Quello che è mancato quest’anno è stata un pizzico d’esperienza (troppe volte siamo finiti avanti di due reti e ci siamo fatti rimontare) e un primo centro coi controcazzi. Un Malkin (nella foto sotto amato dal pubblico), per esempio, che i bene informati vedono tra l’altro come obiettivo concreto per quest’estate (Pittsburgh dopo l’ennesima stagione di grandi speranze infrante potrebbe ricostruire, noi siamo fra i pochi sia competitivi che con lo spazio salariale necessario per rilevare il suo contratto). Problema: il primo centro coi controcazzi manca dacché esiste la franchigia. Sarà l’anno buono?
C’è in ogni caso da rinnovare al nostro attuale primo centro, Mike Ribeiro (che ha fatto una gran stagione, e che come secondo centro sarebbe tanta roba). La storia di Ribeiro è questa: innanzitutto c’è un problema etico perché è accusato da una sua cameriera di averla picchiata e un uomo che picchia le donne non piace a nessuno. Quindi si è in quella situazione che ti cade la mascella per le giocate fuori di testa che fa, ma devi tenere i denti stretti perché c’è una buona probabilità che sia una persona di merda. Situazione “brillantemente “ risolta per ora grazie alla presunzione d’innocenza. L’altra storia di Ribeiro è questa: L’anno scorso l’aveva comprato Arizona per milionazzi e lui nel deserto, lontano dalla famiglia, è andato in crisi divenendo (quantomeno) un alcolista. Riabilitazione durante la stagione e Arizona che l’ha spedito durante l’estate. L’ha preso Nashville pagandolo un milione (pochissimo, ma dato il rischio…), altri due l’anno glieli dà Arizona per non doverlo più vedere. Finita la stagione – una delle migliori della sua vita – Ribeiro (nella foto sotto, con la sua solita faccia da cazzo) è diventato Unrestricted Free Agent (UFA), che significa che può fare quel cazzo che gli pare. È assolutamente da rinnovare, ma a quanto? E se altre squadre fanno follie per averlo, sarà disposto ad accettare uno stipendio onesto pur di poter restare a Nashville, dove dice di essere un uomo di fatto rinato? Ma anche, se lo rinnoviamo e poi al processo lo condannano, come possiamo tenerlo?

C’è anche da convincere il nostro secondo centro Mike Fisher a non ritirarsi (ha fatto una gran stagione, come terzo centro sarebbe tantissima roba). La storia di Mike Fisher è che è sposato alla famosissima cantante country Carrie Underwood e che ha appena avuto un bambino. Forse non è motivatissimo a prendere botte un’altra stagione mentre procede verso  35 anni.
A questo proposito, intermezzo Carrie Underwood a caso (la canzone più vista su YouTube)

C’è da rinnovare gli attaccanti Colin Wilson (che riceve aMMore dai compagni, foto sotto) e Craig Smith (di solito belloccio, qui in versione primate per evitare il clickbait femminile) senza spendere troppi soldi. Entrambi come seconda linea sono perfetti e giovani. La storia di Craig Smith è che vede la porta con frequenza e può ancora migliorare. Inoltre gioca più o meno sempre come un indemoniato ed è bello avere gente così in squadra. La storia di Colin Wilson è che è fortissimo (impressionante come sa difendere il disco), ma ogni tanto si spegne. Se ho capito questa è la prima stagione che fa più on che off. Quando è on va sparato per un punto a partita (cinque reti in cinque gare di playoff: era on), quando è off è fantasmoso, tipo che è effettivamente sul ghiaccio ma non te ne rendi conto. Da vedere quanto chiederanno, e quando le altre squadre potrebbero offrire. Si può fare un buon affare, come perderli per sempre.

C’è da decidere che fare della difesa. È una delle migliori del campionato. Seth Jones (foto sotto, che fa spavento), ventenne di belle speranze che è stato l’MVP agli scorsi Mondiali(!) ha giocato lunghi tratti più o meno in terza linea. In prima ci sono Weber e Josi, che per il rendimento ha un contratto ridicolmente vantaggioso. In seconda Ellis ed Eckholm, meno appariscenti ma dannatamente efficaci. Ora? Bisogna spedirne qualcuno per tirar qua qualche altro giocatore perché tanto siamo più che coperti? Se succede avrò il cuore spezzato, perché li amo tutti tanterrimo, ma non vedo altro modo per fare un trade.

C’è da capire cosa faranno i giovani di Milwaukee l’anno prossimi. In particolare Kevin Fiala (foto sotto, abbastanza da lontano da nascondere i brufoli e farlo sembrare un adulto), che potrebbe entrare in prima squadra già l’anno prossimo. Fiala da quel che ho visto è piccolo stronzetto fortissimo, forse un filo troppo arrogante (di recente dopo aver segnato una rete decisiva in AHL è andato a festeggiare facendo le linguacce agli avversari). Ha già giocato due partite in NHL, una benissimo in Regular Season (gli è mancata solo la rete), una onesta in gara-4 (senza essere schierato nell’overtime). Se sta a posto con la testa e lavora bene quest’estate, abbiamo sicuramente un’arma in più l’anno prossimo, in grado di competere per rookie dell’anno.

C’è da scoprire i nuovi europei. Nashville è praticamente una squadra nordica, con svizzeri, svedesi e finlandesi che spuntano come funghi. L’acquistone scommessa (a un ragionevolissimo milione l’anno) è Steve Moses, 36 reti quest’anno in Russia (ok, lui è americano, ma a furia di giocare in Europa…). Da vedere se saprà confermarsi. Sarà un anno più vecchio e più esperto, ma quest’anno la percentuale di reti ogni tiro era piuttosto altissima e difficilmente ripetibile, e inoltre i portieri NHL sono mediamente più forti di quelli KHL.

Insomma tanta roba. In attesa del mercato e del draft di giugno (dove al momento non abbiamo prime scelte), mi arrabatterò seguendo il resto dei playoff con i Minnesota di Niederreiter (pronto a mollarli se vengono buttati fuori).


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